sabato , 31 ottobre 2020
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foto: sassuolocalcio.it

Il Sassuolo 2019/20 è davvero più forte di quello dell’anno scorso?

La premessa parla da sola. Il Sassuolo 2019/20 è davvero più forte di quello dell’anno scorso? La domanda sorge spontanea dopo le sconfitte di Parma e contro l’Atalanta, ma soprattutto dal continuo ripetere da parte di allenatore e dirigenza che abbiamo una rosa migliorata. Ma è davvero così? Valutiamo reparto per reparto, secondo quanto visto finora.

PORTIERI: Reparto sostanzialmente invariato. A Consigli (che quest’anno si è già confermato para-rigori e provvidenziale come l’anno scorso) e a Pegolo si è aggiunto Alessandro Russo, che prende il posto di Satalino, in prestito al Renate, dove fa da titolare e ha subito solo 3 reti nelle prime sette giornate. Stefano Turati della Primavera completa il quartetto di portieri. Che alla fine è uguale all’anno scorso.

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DIFESA: Qui sono stati fatti tantissimi cambi. Rispetto allo scorso anno. Sulla fascia destra, partiti Lirola e Adjapong (finora rimpianti), sono arrivati i ben più enigmatici Toljan e Muldur. A sinistra, De Zerbi puntava su Rogerio ma il suo infortunio lo ha convinto a ripiegare su Peluso, in attesa della possibilità di far giocare Tripaldelli con continuità. Si aggiunge alla lista Kyriakopoulos, che a parte che nella sua presentazione non s’è ancora visto.

La vera rivoluzione, però, è al centro. Confermati Ferrari e Marlon, sono andati via Magnani, Lemos e soprattutto Demiral. A parte l’uruguayano, gli altri due l’anno scorso sono stati spesso provvidenziali. Demiral ha preferito fare la riserva di lusso a Torino, Magnani ha pagato qualche sciocchezza combinata fuori dal campo. A sostituirli due nomi che sulla carta non dovrebbero farli rimpiangere: Chiriches viene dal Napoli e Romagna è considerato uno dei migliori prospetti italiani. Finora il primo si è visto male, il secondo nemmeno per un minuto.

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CENTROCAMPO: Tante conferme e due\tre nuovi arrivati. Duncan, Magnanelli e Locatelli li conosciamo, con pregi e difetti. Bourabia sta uscendo dall’infortunio, così come Djuricic. Obiang e Traorè però non hanno fatto male e Mazzitelli ha giocato solo 10 minuti. Manca il genio di Sensi, questo sì, e c’è ancora poca coesione in un reparto che talvolta sembra mancare per tutto.

ATTACCO: Qui dubbi non ne abbiamo. Via l’enigma Babacar, ma anche Boateng, Matri e Brignola, sono arrivati Ciccio Caputo e Defrel, che con Boga e Berardi formano un reparto veramente invidiabile. Forse l’unico nettamente più forte dello scorso anno.

CONCLUSIONI: L’idea è che il Sassuolo abbia un attacco nettamente superiore a quello della scorsa stagione. Quella che non convince è la difesa e, spesso, la coesione del centrocampo. La partenza di Sensi è quella che si sente più d’ogni altra. Sulla carta, la squadra dovrebbe essere molto forte, ma qualcosa sembra incepparsi.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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