domenica , 6 Settembre 2026
foto: sassuolocalcio.it

Il mese più assurdo di Volpato, dal polverone estivo alla rete con il Torino: è l’anno giusto?

Soltanto un mese fa tutti i giornali titolavano sul “caso Volpato” quando, il 24 luglio, il nostro giovane talento risultò positivo alla cocaina dopo un test effettuato dalla polizia di Sydney. Quello che per molti era già considerato l’ennesimo caso di un talento perso è stato risolto in appena sette giorni, con la nostra società che ha approfondito la questione, comunicando l’esito negativo di Volpato e reintegrandolo regolarmente in squadra, rendendolo così a disposizione di mister Aquilani per la preparazione.

Poco più di un mese dopo, questa vicenda è stata completamente messa alle spalle sia dal club sia dall’ex Roma, che ha risposto sul campo, rimanendo concentrato e ritagliandosi sempre più spazio. Complice l’infortunio di Mimmo Berardi, il fantasista classe 2003 ha avuto un’occasione che ha saputo sfruttare forse come mai prima d’ora.

Le qualità di Volpato non emergono certamente soltanto ora, ma la prestazione contro il Torino, impreziosita dalla splendida rete che ha aperto la gara, ha acceso diversi fari su di lui. In questo nuovo Sassuolo targato Alberto Aquilani, che ha già dimostrato di saper lavorare bene con i giovani, in particolare con questa tipologia di ragazzi ricchi di talento e che amano puntare l’uomo (basti vedere il lavoro svolto su Liberali al Catanzaro), ecco che l’esterno destro potrebbe esaltarsi.

Rimanendo in tema giovani, nella prima vittoria in campionato dei neroverdi, arrivata contro i granata di Abate, un largo contributo alla prima rete stagionale di Volpato lo ha dato Adzic, appoggiando con il tacco il pallone al numero 7, che poi ha concluso a rete. Questa azione, terminata con il gol, è stata una delle tante in cui la coppia ha trovato gli spazi giusti per divertirsi e far divertire. E chissà che, nel corso della stagione, l’affinità tra i due giovani possa aumentare ancora.

Il futuro di Volpato dopo il rientro di Berardi

La domanda, però, sorge spontanea. Come abbiamo detto, lo spazio a inizio stagione è arrivato per via dell’infortunio rimediato da capitan Berardi. Con il ritorno in campo del numero 10, però, lo spazio e il minutaggio di Volpato potrebbero subire un netto taglio.

Difficile, però, immaginare questo scenario. Durante la gara contro il Torino, Mimmo Berardi è entrato al posto di un Bowie non troppo convincente, trovando anche la rete in questo nuovo ruolo alquanto inedito.

Aquilani potrebbe dunque optare per un nuovo tridente composto da Laurienté-Berardi-Volpato, in attesa di ritrovare il nuovo arrivato Sebastiano Esposito che deve recuperare la condizione fisica.

 
 
 
 
 
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Volpato-Adzic-Thorstvedt: una poltrona per tre

La duttilità dell’ex Roma potrebbe però spingere il nostro mister a un altro cambiamento nell’undici iniziale, che abbiamo visto in queste prime gare stagionali. Volpato potrebbe prendere il posto di Adzic, qualora Berardi tornasse a giocare nel ruolo in cui l’abbiamo sempre visto e Aquilani volesse schierare un vero numero 9 al centro dell’attacco. A quel punto, immaginare Volpato al posto dell’ex Juve non sarebbe così assurdo.

Nell’ultima uscita casalinga, abbiamo visto Adzic sotto delle vesti nettamente offensive, vedendolo agire, durante le transizioni offensive, come collante tra il centrocampo e l’attacco, quasi da vero e proprio trequartista. Un ruolo sottolineato anche da Aquilani in conferenza stampa: “L’idea è andare a ritrovare quegli spazi intermedi tra le linee e trovarlo, perché poi è un giocatore che ha finalizzazione, ha calcio e tiro in porta”. Qualità che anche Volpato ha dimostrato di possedere.

Occhio, però, a Thorstvedt. Su di lui rimane un nodo legato al mercato, ma, qualora rimanesse, a contendersi quella posizione ci sarebbe anche lui.

Potrà essere dunque l’anno di Volpato? Tutti i presupposti e l’ottimo inizio di stagione del classe 2003 sembrano indirizzarci verso quella strada. Indipendentemente dal ruolo, lo spazio per lui ci sarà, come è sempre capitato anche nelle scorse stagioni, ma sotto Aquilani potrebbe ritrovare quella centralità nel progetto che ancora gli manca.

Riguardo Martin Shira

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