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Cosa ne sarà di questa Serie A 2019/2020

L’emergenza coronavirus ha messo in ginocchio praticamente tutti. Anche il mondo di quello sport che, a prescindere da quale sia il nostro preferito, abbiamo sempre guardato come se fosse di un altro pianeta.

La nostra Serie A si è trovata a dover fare i conti con la complessa situazione del nostro Paese; non staremo qui a discutere sulle misure messe in atto o se i numeri degli altri non fossero veritieri, a noi ci piace parlare di calcio.

Dopo la bagarre iniziale, dove per 15 giorni siamo andati avanti con alcuni giocano altri no, alcuni a porte aperte altri a porte chiuse, Inter contro le decisioni della Lega e viceversa, siamo arrivati al definitivo stop del 9 Marzo dopo la conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte.

A due settimane di distanza da quell’annuncio che aveva riportato il mondo del calcio sul nostro stesso pianeta, le squadre avevano già pianificato il ritorno in campo dei propri tesserati per poter riprendere gli allenamenti.
Ma le positività di oltre una dozzina di giocatori, ha costretto tutti a rivedere i propri piani.

I calciatori della Serie A positivi al Coronavirus

Il primo calciatore italiano positivo al Covid-19 è stato Daniele Rugani; il difensore della Juventus aveva accusato qualche linea di febbre ed era stato sottoposto a tampone poco prima di una seduta di allenamento dei bianconeri, risultando positivo.

Era scattata così la quarantena per tutti i giocatori torinesi ma anche per l’Inter, avversaria nell’ultima partita disputata fino ad ora in questo torneo.

Dopo Rugani, sono risultati positivi anche:

  • Manolo Gabbiadini (Sampdoria)
  • Omar Colley (Sampdoria)
  • Albin Ekdal (Sampdoria)
  • Antonino La Gumina (Sampdoria)
  • Morten Thorsby (Sampdoria)
  • Dusan Vlahovic (Fiorentina)
  • Germàn Pezzella (Fiorentina)
  • Patrick Cutrone (Fiorentina)
  • Blaise Matuidi (Juventus)
  • Mattia Zaccagni (Verona)
  • Paulo Dybala (Juventus)
  • Daniel Maldini (Milan)
  • Marco Sportiello (Atalanta)

L’ufficialità del contagio è arrivata solo per questi giocatori ma molti club avevano dichiarato di non voler più fornire informazioni sui propri tesserati a seguito dei controlli periodici quindi potrebbero essercene stati altri.

E ora?

Abbiamo seguito tutti le varie discussioni e ipotesi che si sono fatte nei salotti del calcio, sui giornali o tra gli stessi club.

Finché gli Europei non sono stati rinviati ufficialmente si parlava di assegnazione dello scudetto alla squadra che era in testa alla classifica all’ultima giornata disputata, ovvero la Juventus.
Poi aveva iniziato a farsi largo l’opzione dei playoff dove le prime 8 della classifica si sarebbero sfidate per portare a termine la competizione.

Dopo la decisione di rinviare gli Europei da parte della FIFA, si è iniziato a parlare di giocare il campionato in estate per poter portare a termine le 12 giornate rimaste, più alcuni recuperi di chi non aveva giocato durante la fase iniziale dell’emergenza.
Ma questo ha sollevato una serie di problematiche a proposito dei contratti di molti giocatori; ricordiamo che tutti i contratti dei giocatori professionisti scadono il 30 Giugno, a prescindere che siano contratti di proprietà del cartellino o prestiti da altri club.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un triste teatrino tra il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, e la famiglia Agnelli/Elkan, proprietari della Juventus.
Il patron biancoceleste, durante una delle video conferenze della Federazione, aveva affermato di sapere da fonti certe che il numero dei contagi era in calo e spingeva per pianificare la ripresa del campionato il prima possibile.
Il primo a rispondergli è stato Andrea Agnelli, Presidente della Juventus, chiedendogli se fosse diventato un virologo.

Sempre dalla sponda juventina è arrivato il tweet di Lapo Elkan che, con molta meno diplomazia, ribadiva il concetto espresso dal cugino.

Lotito si è lasciato andare a dichiarazioni contro quelle squadre, nella fattispecie Inter e Juventus, che hanno permesso ai propri giocatori di lasciare l’Italia.
La ragione di questo “attacco” è il nuovo periodo di quarantena, di 2 settimane, che essi dovranno rispettare una volta che rientreranno in Italia.

Il Presidente della Lazio è preoccupato che, soprattutto la Juventus, stia facendo questo gioco per non far riprendere il campionato e ottenere così il titolo a tavolino.

Per Giovanni Carnevali, l’ad del Sassuolo, anche riprendere solo gli allenamenti sarebbe da irresponsabili: “Personalmente, ascoltando certe dichiarazioni, molte persone parlavano in maniera irresponsabile. A volte sono rimasto allibito. In una situazione drammatica come quella di adesso non si può far fare allenamento ai ragazzi. Al di là di ciò che si diceva, per noi fanno testo le indicazioni medico-scientifiche. Da lì partono le nostre decisioni. La prima cosa più importante è la salute di tutti, non solo quella dei giocatori“, queste le parole del direttore neroverde rilasciate in una recente intervista a TeleLombardia.

Giovanni Carnevali

A rassicurare un po’ l’ambiente, ci ha pensato il Presidente della FIGC Giovanni Gravina che ha espresso tutta la sua volontà nel portare a termine il campionato sul campo entro la fine di Luglio.
Le sue dichiarazioni hanno riportato alla luce la problematica dei contratti di cui vi avevamo parlato sopra, alla quale però, al momento, non è stata data soluzione.

Ad oggi la situazione su quello che sarà il futuro, nonché la conclusione, della Serie A 2019/2020 non è ancora ben delineata; ma ovviamente questo dipende molto dall’evoluzione del contagio in tutto il Paese.

Di sicuro abbiamo “dalla nostra”, il fatto che siamo stati i primi in Europa a soffrire così tanto il virus ma anche ad adottare misure energiche per cercare di fermare la diffusione.

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