Se lo si definisse soltanto difensore si incorrerebbe in una sorta di lesa maestà. Se mai ve ne fosse stato bisogno, Cas Odenthal ha dimostrato urbi et orbi segnando il gol dei neroverdi determinante per pareggiare con il Milan che lui ama anche profanare le porte altrui e non soltanto proteggere quella del proprio compagno di squadra tra i pali.
Il giochetto gli era già riuscito nel primo turno. Se contro l’Atalanta era servito soltanto a limitare i danni, contro i rossoneri ha invece consentito di capitalizzare un punto e di mandare al macero la delusione per la sconfitta per 1-2 nella tana del Monza. Alberto Aquilani sa di poter contare su un difensore completo, sia sul piano della protezione della propria area sia su quello del cecchinaggio delle porte avversarie.
La maturazione al Bari
La voglia di Emilia gli è rimasta dentro e, dopo avere cercato di contribuire alla causa del Bari per evitargli la discesa in Lega Pro, ha voluto riannodare i fili con i neroverdi come avrebbe fatto anche con un piede solo avendo avuto già un buon feeling con l’ambiente da quando vi mise i piedi per la prima volta nel 2024-25. L’esperienza con la squadra pugliese gli è servita per affinare rendimento e personalità sotto l’ala protettiva di Moreno Longo pronto a impiegarlo per la duttilità a lui connaturata come un vestito su misura sulla fascia e al centro della scena.
In cuor suo, però, Cas l’ambizioso avvertiva che il feeling con il Sassuolo, che lo aveva ceduto in prestito, sarebbe rifiorito e gli avrebbe riservato altre soddisfazioni. E sinora così è stato con due reti nello spazio di sei turni e la media di uno ogni tre. Insomma, se nel reparto offensivo dovesse intrufolarsi qualche granello che ne compromettesse temporaneamente il funzionamento degli ingranaggi, lui è lì per dare man forte uscendo dal tradizionale canone del difensore o meglio sapendogli appiccicare addosso una propensione offensiva già emersa ad altre latitudini.
Un’occasione meritata
Le strade del Sassuolo e di Odenthal si sono reincrociate nel nome di due concetti chiave. Il primo è quello per cui Odenthal meritasse l’occasione di tornare a misurarsi in massima serie come aveva già fatto in neroverde nel 2025-26 sia pure con una sola, fugacissima presenza.
Il calcio è così, o dopo la gavetta (e lui ne ha fatta molta) ti fanno capire che non puoi spiccare il volo verso i livelli più alti, o ti fanno di sì con la testa ed è il lasciapassare per approdare ai palcoscenici più nobili. Odenthal ha seguito la seconda strada e sta dimostrando che scommettere su di lui è davvero valsa la pena. Quelle trenta presenze condite da tre reti e un gol con la maglia emiliana avranno quindi non pochi aggiornamenti.
Giro d’Olanda
Prima di abbracciare il calcio azzurro con buon profitto come i numeri dicono senza tema di smentita, Odenthal ha visto sbocciare il suo amore per la sfera di cuoio nella natia Olanda con i colori del Nec Nijmegen, con cui ha scalato le giovanili sino ad approdare alla prima squadra con 72 presenze, tre reti e due assist, e con quelli dell’Utrecht con i quali si è fermato alle giovanili Under 17 e Under 19 lasciando però numeri di tutto rilievo come ventisette presenze e sei reti.
Due esperienze più che sufficienti per sedurre un Como che gli avrebbe poi aperto le porte per la sua prima esperienza italiana.
In riva al Lario
Odenthal è arrivato a Como un attimo prima che il sogno di ritorno dei lariani in massima serie si realizzasse in grande stile. Nel 2022-23 e nella stagione successiva ha anch’egli messo sul piatto numeri importanti che hanno permesso ai lariani di andare poi dritti in massima serie. In tutto lascerà in riva al Lario sessantuno presenze, due gol e un assist. E, soprattutto, centrerà la promozione in massima serie che per il Como è giunta dopo vent’anni di assenza come poi farà anche con il Sassuolo nel 2024-25.
Avere difensori in grado di interpretare estensivamente il loro ruolo è la gioia di molti allenatori e sia Aquilani sia Odenthal lo sanno bene. Il possesso di doti tecniche cristalline e la particolare abilità nel gioco aereo Odenthal ha saputo aspettare e, intanto, lavorare alacremente su se stesso, consapevole di voler trovare la massima serie con il suo vestito migliore.
L’ex tecnico del Catanzaro lo impegna maggiormente nella parte centrale che non sulle fasce ma sa che comunque per il calciatore olandese sperimentarsi in altri impieghi tattici non costituisce assolutamente un problema, bensì uno stimolo a cercare di fare bene. Il Sassuolo ha voglia di sperimentare sino a qual punto possa arrivare, lui pure. E ciò che ne potrà emergere andrà a tutto beneficio della classifica.
Cristiano Comelli
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