Dal possibile e conclamato addio in estate alla titolarità fissa del portiere kosovaro. La storia tra Arijanet Murić e il Sassuolo va avanti, non senza difficoltà. Solo pochi mesi fa, al termine della scorsa stagione, l’estremo difensore neroverde aveva affidato alle cronache dichiarazioni perentorie: “Non intendo giocare per il Sassuolo nella prossima stagione per motivi personali”. Un capitolo che sembrava irrimediabilmente chiuso dopo il primo anno in prestito dall’Ipswich.
Eppure, complici le dinamiche del calciomercato estivo che lo hanno visto essere riscattato dal club neroverde, Murić si è ritrovato di nuovo lì, a difendere i pali degli emiliani da titolare inamovibile.
In questo avvio di Serie A, il rendimento del portiere classe ’98 si sta confermando uno dei più complessi e interessanti da decifrare. Murić ha incassato 9 reti nelle prime 5 giornate (viaggiando a una media di quasi 2 gol a partita), ma attribuire la colpa al solo numero uno sarebbe fuorviante e ingiusto.
Ecco cosa ci dicono i dati
I dati dicono infatti che il gigante di quasi due metri vanta una percentuale di parate che oscilla tra il 70% e il 71%(avendo sventato 21 dei 30 tiri nello specchio indirizzati verso la sua porta). Un dato che lo posiziona nettamente nella metà alta della classifica di rendimento dei portieri di Serie A per percentuale di parate, ben lontano dai numeri deficitari di colleghi blasonati come David de Gea. Prestazioni maiuscole — come i 6 interventi decisivi nella vittoria per 3-2 sulla Juventus — hanno mostrato tutto il suo potenziale tra i pali ed esplosività nelle uscite.
Buoni numeri ma a Monza…
Accanto a queste fiammate da top player, tuttavia, Murić continua però a mostrare incertezze strutturali in determinate letture, specialmente nella gestione del pallone coi piedi e in alcune uscite aeree non sempre impeccabili.
L’esempio più lampante è arrivato proprio venerdì sera nell’anticipo contro il Monza: una clamorosa papera sul primo gol di Varela ha riaperto improvvisamente i soliti interrogativi sulla sua tenuta mentale e sulla gestione della pressione nei momenti chiave della partita.
Limiti che lasciano aperto il dibattito: risorsa fondamentale per la salvezza o elemento di discontinuità? Per ora il Sassuolo si gode la sua reattività tra i pali, sperando che la continuità possa spazzare via del tutto i dubbi e i malumori estivi.
Cosa possiamo apprezzare di Muric in confronto ai suoi “colleghi”
Con la sua stazza (198 cm), Murić ha una copertura dello specchio fuori dal comune. La reattività felina sui tiri ravvicinati gli permette di compiere parate d’istinto spettacolari (come dimostrano i 21 interventi riusciti). Tende ad accorciare bene lo spazio nell’uno contro uno, sfruttando l’ampiezza delle braccia per ostruire lo specchio agli attaccanti avversari.
Dove mostra più lacune
Murić fatica quando viene pressato alto. L’episodio del gol di Varela a Monza non è un caso isolato, ma la spia di una gestione della palla coi piedi spesso troppo leziosa o incerta. Nonostante la statura, nei cross spioventi manifesta talvolta incertezza nel decidere se bloccare o respingere di pugno, generando seconde palle pericolose in area (o buttandosi la palla direttamente in porta).
Il confronto con i Top di Serie A
Svilar (Roma) e Caprile (Cagliari) guidano la classifica per efficienza di parate (oltre l’85%-90%), subendo gol in meno del 15% dei tiri affrontati. Murić incassa attorno al 29-30%, posizionandosi in una fascia medio-alta ma con un margine di errore decisamente più alto nell’arco dei 90 minuti.
Se confrontato con De Gea (Fiorentina), che ha incassato il 52,4% dei tiri nello specchio subiti, Murić risulta molto più affidabile nella parata pura, garantendo un apporto di interventi salvagol nettamente superiore.
Meglio il Muric di Grosso o il Muric di Aquilani?
Mettendo a confronto le prime 5 giornate del campionato 2025/2026 (quando sulla panchina del Sassuolo sedeva Fabio Grosso) con l’avvio della stagione attuale, i numeri mostrano un leggero ma significativo percorso di crescita per l’estremo difensore.
Nella scorsa stagione Murić aveva incassato 11 gol affrontando 34 tiri nello specchio; quest’anno le reti al passivo scendono a 9 a fronte di 30 tiri nello specchio concessi dalla difesa.
Il numero totale di interventi resta quasi identico (23 parate dodici mesi fa contro le 21 attuali), ma la percentuale di parate cresce dal 67,6% al 70,0%, riducendo di oltre due punti percentuali l’incidenza dei tiri avversari trasformati in gol.
L’elemento di continuità negativa resta la casella dei clean sheet, ancora ferma a 0 in entrambi i campionati dopo le prime cinque uscite.
In conclusione, i dati confermano che Murić ha migliorato i suoi standard di rendimento tra i pali rispetto a un anno fa. Tuttavia, per il definitivo salto di qualità del Sassuolo, servirà limitare al minimo quelle disattenzioni individuali che rischiano di vanificare anche le sue parate più spettacolari.
Limiti che lasciano aperto il dibattito: risorsa fondamentale per la salvezza o elemento di discontinuità? Per ora il Sassuolo si gode la sua reattività tra i pali, sperando che la continuità possa spazzare via del tutto i dubbi e i malumori estivi.
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