venerdì , 16 Ottobre 2026
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Ignace Van Der Brempt, duttilità e voglia di riscatto al Sassuolo

Con il Como ha vissuto alcune pagine esaltanti facendo parte della rosa che si è assicurata, per la prima volta nella sua storia, l’accesso alla Champions League. Ma lui, Ignace Van Der Brempt, voleva spendersi stabilmente da titolare. Una condizione che i lariani non erano più in grado di assicurargli avendo compiuto altre scelte tattiche. Ecco, allora, aprirsi per lui l’opportunità di una realtà in cui avere un impiego più stabile, in terra d’Emilia con il Sassuolo.

Al momento anche in neroverde si deve guadagnare la sua posizione, ma la prestazione fornita contro il Milan, pur se non da mille e una notte, lo ha comunque rivelato come un giocatore su cui contare per senso della posizione e capacità di muoversi con perizia nel mosaico della difesa per arginare le altrui offensive. Alberto Aquilani, intanto, lo ha gettato nella mischia per vedere l’effetto che fa. E non resta che vedere i prossimi fotogrammi del film del campionato per capire se la sua potrà essere vera gloria.

Terzino, ma non solo

C’è sicuramente un aspetto che può far pendere la bilancia dalla sua parte ed è la duttilità tattica che, in ogni realtà nella quale si sia misurato, ha dimostrato di possedere. La sua vocazione è da terzino, peraltro su entrambe le fasce, ma la sua attività è più ad ampio raggio e si può estendere all’occorrenza anche alla fascia centrale. E chiaramente più aumenta la poliedricità tattica, più il suo tasso di impiegabilità prende l’ascensore verso l’alto.

Minuti da mettere nelle gambe

Van Der Brempt ha voglia di giocare con continuità e lo ha dimostrato. L’ultima sua apparizione risale al quarto d’ora disputato contro la Cremonese e vinto dai lariani per 4-1. L’arrivo all’ombra del mausoleo voltiano dagli austriaci del Red Bull Salisburgo gli ha dato la possibilità di giocare ad alti livelli con una squadra lariana irrobustita appositamente per accedere a grandi palcoscenici.

Venti presenze e due assist nella stagione 2024-25, la sua prima con la casacca della squadra allenata da Cesc Fabregas, ventitré e altri due lo scorso campionato hanno dato conto di un suo discreto contributo alla causa. Discreto ma, di nuovo, non costante. Ed ecco come allora Sassuolo possa diventare per lui la palestra ideale per irrobustire le sue presenze e magari segnalarsi al calcio italiano in modo più significativo.

van der brempt rabiot sassuolo-milan

Tra Belgio, Austria e Germania

Al calcio continentale, Van Der Brempt ha preso le misure e bene. S’accomodino i numeri che lo vedono prima di tutto giocarsi le prime opportunità per ritagliarsi uno spazio tra i grandi con la maglia del Bruges, una delle realtà più in vista del calcio belga. Le dodici presenze e una rete con l’Under 19 gli aprono la strada per approdare in prima squadra dove gioca sino al 2021-22 disputando 36 partite, realizzando una rete e scoprendo quindi di saper anche profanare le altrui porte e fornendo due assist. Il suo discorso con il gol non si chiuderà però lì, lo ritroverà, anche se non in termini imponenti, alla Red Bull Salisburgo, sua successiva destinazione in terra austriaca con ventotto presenze e una rete.

Nel 2022-23 figura anche il suo nome nella rosa del Salisburgo che riesce a mettere le mani sul suo scudetto numero diciassette. La società austriaca decide però di fargli fare ulteriormente le ossa e lo spedisce in Germania, destinazione Amburgo dove, prima di prenotare il biglietto di ritorno, totalizza 24 presenze in Zweite Bundesliga fornendo quattro suggerimenti offensivi. La squadra arriva quarta con 58 punti a cinque lunghezze dal Fortuna Dusseldorf e non riesce a disputare i playoff ma lui si segnala comunque come qualcosa di più di una promessa. Del resto portava in dotazione uno scudetto vinto in Austria. A Salisburgo fa un’apparizione questa volta fugace scendendo in campo soltanto quattro volte.

Ecco l’Italia

Nel 2024-25 il Como è appena salito in serie A dopo un’assenza durata vent’anni ed è naturalmente in cerca di talenti da ogni parte del continente che lo pongano in condizione di mantenere la categoria come primo step di un progetto ambizioso. Fabregas lo pone subito sotto la sua ala protettiva vedendo, con l’occhio clinico di chi se ne intende per lunghe frequentazioni e di livello eccelso come calciatore, un talento pronto a sbocciare in modo definitivo. Ignace figliuolo d’Anversa convince e la dirigenza del vulcanico e ambizioso presidente indonesiano Mirwan Suwarso decide di tenerselo in famiglia anche per la stagione successiva.

Arriva la fase del Sassuolo

Alla corte di Fabregas, un Suwarso che non bada a spese fa arrivare difensori del calibro di Chalobah dal Chelsea e Milla che si affiancano ai confermati Ramon e Valle. Il Como scopre di avere abbondanza di materiale in fase difensiva e Van Der Brempt perde la possibilità di ritagliarsi uno spazio. Ma, come nel sogno di ogni giocatore che voglia tornare a giocarsela con abitualità, arriva nel mare della sua carriera una ciambella di salvataggio colorata di neroverde.

Ora, per lui, si è aperta con il Sassuolo una pagina che potrebbe regalargli grandi soddisfazioni. Già in luglio Aquilani aveva annunciato che la squadra neroverde era sulle sue tracce con un mantra ripetuto e straripetuto: “a Sassuolo vogliamo soltanto giocatori motivati”. E chi mai vi potrebbe essere in maggiore opulenza di motivazioni di chi, messo un po’ ai margini di un progetto, vuole ritrovare se stesso nella sua autentica dimensione di calciatore dimostrandosi, e dimostrando, di che pasta sia fatto?

Van Der Brempt è quindi arrivato a Sassuolo, volendo metterla un po’ sul prosaico, come il calcio sui maccheroni. Se vincerà la sfida, al momento, non si sa. Ma le due presenze in Coppa Italia e campionato hanno già cominciato a segnalarlo come un calciatore in grado, anche per la forza di voler giocare sempre che ha dentro, di poter incidere. Il resto lo dirà il rettangolo verde.

Cristiano Comelli

Riguardo Redazione

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