martedì , 6 Ottobre 2026
foto: sassuolocalcio.it

Matic è il vino che invecchia e resta buono del Sassuolo: perché è fondamentale anche per il gioco di Aquilani

Nel calcio contemporaneo, dominato dall’intensità, dalla pressione alta e dalla ricerca esasperata della velocità, Nemanja Matic continua a dimostrare che esiste un’altra maniera per controllare una partita. Non serve necessariamente arrivare per primi sul pallone se si è capaci di capire in anticipo dove finirà. Non occorre correre più degli avversari quando si riescono a scegliere la posizione e il tempo della giocata.

A 38 anni compiuti, il centrocampista serbo ha iniziato la nuova stagione con il Sassuolo, la seconda in neroverde dopo l’arrivo della scorsa estate, confermandosi molto più di un elemento d’esperienza inserito nello spogliatoio. Matic è diventato il riferimento tecnico della squadra allenata da Alberto Aquilani: riceve dai difensori, orienta la costruzione, protegge la zona centrale e offre ai compagni una soluzione sicura nei momenti di difficoltà.

Il suo impatto aiuta anche a spiegare perché il Sassuolo, pur alternando risultati positivi e passaggi a vuoto, abbia mostrato una precisa identità. La squadra neroverde vuole giocare, attirare la pressione e progredire attraverso il palleggio. Per riuscirci ha bisogno di un calciatore capace di pensare più velocemente degli altri. Matic, da questo punto di vista, rimane un interprete di altissimo livello.

Un regista davanti alla difesa

Nel 4-3-3 utilizzato da Aquilani, Matic occupa generalmente la posizione centrale davanti alla linea difensiva. Definirlo soltanto un mediano, tuttavia, sarebbe riduttivo. Il serbo non si limita a interrompere le azioni avversarie o a coprire le avanzate dei compagni: rappresenta il primo organizzatore della manovra.

Quando il Sassuolo costruisce dal basso, Matic si abbassa per offrire una linea di passaggio ai centrali. Può sistemarsi tra i due difensori, spostarsi lateralmente oppure ricevere alle spalle della prima pressione. I movimenti non sono appariscenti, ma servono a modificare gli angoli della giocata e ad aprire spazi per le mezzali.

La sua qualità più evidente rimane la capacità di proteggere il pallone. Grazie alla struttura fisica, all’uso del corpo e alla sensibilità del piede sinistro, Matic riesce a ricevere anche con un avversario vicino. Non ha bisogno di liberarsi del pallone immediatamente: assorbe il contatto, attende il movimento di un compagno e sceglie la soluzione più utile.

Questo consente al Sassuolo di non rinunciare alla propria idea anche quando viene pressato. Una squadra giovane può essere tentata dal lancio lungo o dalla giocata precipitosa. La presenza del serbo riduce la frenesia e offre una sorta di uscita d’emergenza permanente. Non a caso il Sassuolo ha iniziato benissimo la stagione e, secondo le quote delle piattaforme per calcio scommesse, potrebbe puntare anche a un campionato con piazzamento europeo.

Perché è così importante per Aquilani

Aquilani è stato un centrocampista tecnico e interpreta il ruolo dell’allenatore partendo da principi riconoscibili. Il suo Sassuolo prova a costruire attraverso il possesso, ma senza trasformarlo in un esercizio sterile. L’obiettivo è attirare gli avversari in una zona per trovare spazio in un’altra, portando il pallone rapidamente verso giocatori offensivi capaci di incidere nell’uno contro uno.

Matic diventa fondamentale perché stabilisce il ritmo. Se la possibilità di verticalizzare esiste, il serbo cerca il passaggio in avanti. Se gli spazi sono chiusi, evita di forzare e riporta il pallone in una zona sicura. È una gestione apparentemente semplice, dietro la quale si trova una lettura molto sofisticata delle situazioni.

Il veterano è prezioso anche per la libertà che garantisce alle mezzali. Giocatori più dinamici come Vasilije Adzic e Darryl Bakola possono alzarsi, aggredire gli spazi o accompagnare l’azione sapendo di avere alle proprie spalle un riferimento affidabile. Matic riequilibra la squadra senza obbligare tutti i centrocampisti a mantenere posizioni prudenti.

In questo modo Aquilani può schierare una mediana complementare: esperienza e controllo al centro, corsa e creatività ai lati. Non è Matic a produrre continuamente strappi o inserimenti, ma è spesso il suo posizionamento a rendere possibili quelli dei compagni.

La giocata contro la Juventus come manifesto

La vittoria per 3-2 contro la Juventus ha mostrato chiaramente ciò che Matic può ancora offrire. In occasione del gol che ha aperto la partita, il serbo ha servito Sebastiano Esposito con un passaggio preciso dentro l’area, permettendo all’attaccante di concludere di prima intenzione.

L’assist è stato importante non soltanto per la qualità tecnica, ma per la lettura. Matic ha riconosciuto il momento in cui la linea difensiva avversaria poteva essere attaccata e ha fatto arrivare il pallone con peso e direzione corretti. È il genere di azione che separa una circolazione innocua da un possesso capace di generare pericoli.

Quella partita ha avuto un finale caotico, con più gol negli ultimi minuti, ma il contributo di Matic è rimasto legato alla fase più ragionata della gara. Il Sassuolo ha saputo aspettare e colpire, senza perdere fiducia nella propria costruzione. Anche quando il ritmo è salito, il centrocampista ha continuato a rappresentare il punto intorno al quale ordinare il gioco.

Il successo sulla Juventus, arrivato dopo la vittoria contro il Torino e il pareggio per 2-2 con il Bologna, ha dato sostanza al lavoro dei neroverdi. La successiva sconfitta contro il Monza ha ricordato che il percorso della squadra non è ancora lineare, ma non ha cancellato le indicazioni fornite dalle prime giornate.

Il dominio passa dalla posizione, non dalla corsa

L’età impone inevitabilmente alcuni limiti. Matic non può coprire porzioni enormi di campo per novanta minuti e può soffrire quando la partita si spezza, obbligandolo a rincorrere avversari più giovani in campo aperto. Aquilani deve quindi costruire intorno a lui un sistema equilibrato, con distanze corte e compagni pronti a sostenere la pressione.

Il Sassuolo prova a proteggerlo attraverso l’organizzazione collettiva. Le mezzali devono reagire rapidamente alla perdita del pallone, mentre la difesa è chiamata ad accorciare per evitare che si creino spazi troppo ampi tra i reparti. Se la squadra rimane compatta, Matic può sfruttare le sue doti migliori: intercettare, schermare le linee di passaggio e indirizzare l’avversario verso zone meno pericolose.

La sua efficacia difensiva nasce soprattutto dall’anticipo mentale. Il serbo osserva la postura di chi riceve, intuisce dove può svilupparsi l’azione e occupa preventivamente lo spazio. Non cerca sempre il contrasto spettacolare, perché spesso gli basta impedire che il passaggio venga effettuato.

Anche nei duelli conserva un vantaggio importante. La forza fisica e la capacità di utilizzare le braccia senza perdere equilibrio gli consentono di difendere il pallone e reggere il contatto. La velocità è diminuita, ma la conoscenza del gioco compensa una parte significativa del calo atletico.

Una carriera internazionale al servizio dei giovani

Prima di arrivare al Sassuolo, Matic ha attraversato alcuni dei contesti più competitivi del calcio europeo. Ha vinto in Inghilterra con il Chelsea, ha giocato a lungo nel Manchester United e ha portato la propria esperienza in Italia con la Roma. Successivamente ha vestito le maglie di Rennes e Lione, continuando a confrontarsi con campionati di alto livello.

Questo percorso gli permette di riconoscere situazioni già vissute centinaia di volte. Sa come comportarsi quando una squadra avversaria aumenta la pressione, come rallentare una fase complicata e quando utilizzare un fallo tattico. Sono dettagli difficili da misurare, ma fondamentali per un gruppo nel quale trovano spazio diversi calciatori ancora in formazione.

Matic svolge quindi una funzione che va oltre i passaggi completati o i palloni recuperati. Durante la partita parla, indica le posizioni e accompagna le scelte dei più giovani. La sua presenza consente ad Aquilani di affidare responsabilità importanti a elementi meno esperti senza lasciare la squadra priva di una guida.

Il rapporto tra il tecnico e il centrocampista appare particolarmente coerente. Aquilani affida il proprio calcio a un giocatore che conosce profondamente il ruolo e che, per caratteristiche, può diventare una sua estensione dentro il campo.

L’uomo che dà ordine al nuovo Sassuolo

Il valore di Matic emerge soprattutto osservando ciò che accade intorno a lui. Con il serbo in posizione, i difensori trovano più facilmente un’uscita pulita, le mezzali possono muoversi con maggiore libertà e gli attaccanti ricevono palloni meno prevedibili. Il Sassuolo riesce così a passare dalla costruzione alla rifinitura senza affidarsi esclusivamente alle iniziative individuali.

Naturalmente, la gestione fisica sarà determinante nel corso della stagione. Aquilani dovrà scegliere quando impiegarlo dall’inizio, quando ridurne il minutaggio e come proteggerlo nelle settimane più dense. Pretendere che sostenga sempre ritmi elevatissimi sarebbe controproducente. Utilizzarlo nelle condizioni giuste, invece, significa conservare uno dei centrocampisti più intelligenti del campionato.

Matic non domina attraverso l’esplosività e non cerca di nascondere il trascorrere del tempo. Ha semplicemente adattato il proprio calcio. Corre meno, ma sceglie meglio; rischia soltanto quando riconosce un vantaggio; occupa lo spazio prima che diventi pericoloso.

È proprio questa capacità di anticipare la partita a renderlo così prezioso per il Sassuolo. Aquilani ha trovato nel serbo il giocatore che può dare forma e stabilità alla sua idea. A 38 anni, Matic non è una presenza simbolica né un campione arrivato per accompagnare gli altri: è ancora il centro del gioco neroverde.

Riguardo Redazione

La redazione di Canale Sassuolo è costantemente al lavoro per fornirvi informazioni in tempo reale riguardo al Sassuolo Calcio.

Potrebbe Interessarti

Murić è meglio di un anno fa, ma il Sassuolo può davvero fidarsi?

Dal possibile e conclamato addio in estate alla titolarità fissa del portiere kosovaro. La storia …