mercoledì , 16 giugno 2021
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Ci ha fatto dimenticare anche Eusebio?

Vincere fuori casa con la squadra più in forma del campionato (con due gol di scarto) non è da tutti. Certamente anche il Napoli ha avuto le sue occasioni, ma indubbiamente il Sassuolo è sceso in Campania convinto di giocarsi la partita.

I neroverdi sono riusciti a contenere l’aggressività dei partenopei, mettendoli, in più di un’occasione, in difficoltà. Una vittoria che è arrivata nonostante le assenze, in particolare nel reparto offensivo (per noi fondamentale). E il merito, principalmente, non può che essere attribuito a Roberto De Zerbi, che è riuscito a schierare comunque una squadra equilibrata.

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Napoli-Sassuolo, Manuel Locatelli

Il Sassuolo si conferma quindi squadra ostica, che gioca bene e segna tanto: per arrivare a questi livelli c’è voluto tempo e tanto lavoro. Il De Zerbi della prima stagione in neroverde (2018-2019), inutile negarlo, non aveva convinto, nonostante il dignitosissimo undicesimo posto (con 43 punti), anche la scorsa stagione il Sassuolo non era partito benissimo, nel girone d’andata i punti in saccoccia erano solo 19. Poi l’esplosione, quasi inaspettata, con una seconda parte di campionato di estremo livello (con nove vittorie) e l’ottavo posto in classifica (con 51 punti totali).

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Tra i tifosi e De Zerbi non è stato amore a prima vista, in tanti ripiangevano Eusebio Di Francesco (l’allenatore del bel gioco, della promozione in A e dell’Europa). Ma, a conti fatti, possiamo dire che l’attuale mister, merito anche della dirigenza che ha creduto in lui, ci sta regalando tutto quello che da tempo chiedevamo: un Sassuolo che gioca bene e che vince, anche per il lavoro sul gruppo, con tanti giocatori, a partire da Locatelli, Djuricic e Boga (e non solo), che hanno fatto un vero e proprio salto di qualità.

Quindi, un grande plauso a De Zerbi, che forse è riuscito pure a farci dimenticare Di Francesco, anche se, come ripete spesso lo stesso tecnico, a Sassuolo c’è ancora tanto lavoro da fare, ma indubbiamente siamo in buone mani.

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Riguardo Cristian Casali

Non sono mai stato un vero appassionato di calcio, di quelli che battezzano una squadra e se la portano dietro fino alla bara. Guardavo qualche partita qua e là, preferivo ascoltarmi un cd. Ma poi è arrivato il richiamo del Sassuolo, il ranocchio che diventa principe, così mi sono detto "proviamo". Ho iniziato a seguire la squadra allo stadio, e ora non riesco più a farne a meno. Sono stato catapultato involontariamente in questo mondo, sono diventato un tifoso. E poi adesso, grazie al Sassuolo, mi sento un po' principe anch'io.

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