sabato , 31 ottobre 2020
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Cagliari-Sassuolo 4-3: eppure sembravamo aver imparato la lezione

Quando, da ragazzini, il prof. ci coglieva impreparati noi promettevamo candidamente “mi interroghi domani, vedrà che prenderò otto”. Lui ci guardava di sottecchi ma ci concedeva magnanimamente un’altra possibilità. Il giorno dopo, interrogati, partivamo bene (magari zoppicando alla prima battuta), perché all’inizio il prof. ci faceva domande facili e già ascoltate mille volte nelle interrogazioni precedenti. Poi, ad un certo punto, si apriva il baratro e cominciavano a piovere argomenti di fronte ai quali ci ponevamo a bocca aperta, più lessi di un baccalà in insalata al cenone di Natale. Il risultato: subire un quattro, tornare al proprio posto e rimanerci.

La storia si ripete, diceva Giambattista Vico, con corsi e ricorsi. Noi che seguiamo il Sassuolo, invece, abbiamo a nostre spese imparato che la storia si ripete quando si ripetono i medesimi errori. E tant’è. Assistiamo all’ennesima sconfitta nel 2016/17, contro una squadra mai battuta nella storia neroverde e probabilmente salvando la panchina al loro allenatore.

Che poi il problema più grande è l’illusione di potercela fare. Di agguantare i tre punti e tornare a casa col sorriso. Manco per idea. Ancora una volta un vantaggio di due gol viene praticamente ribaltato. Lasciamo perdere Milano, ma contro Sampdoria e Rapid Vienna sembravamo aver imparato la lezione. Macché.

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adjapong-gol
foto: ANSA

Dopo 14 minuti e qualche brillante azione del nostro attacco neutralizzata da Rafael, all’appuntamento con il gol è arrivato invece Sau. Su calcio piazzato, un corner stavolta. Giusto a voler aggravare le statistiche. Ma poi, rialzando la testa, il Sassuolo ha colpito con Adjapong (prima gioia in serie A) e Pellegrini, ribaltando brillantemente il risultato.

Ma allora, perché non rovinarci la vita? Poco dopo il gol, Pellegrini è entrato duro su Di Gennaro, costringendo Celi al cartellino. E qui la sorpresa, dato che il cartoncino arbitrale estratto non era giallo, ma rosso scarlatto, in una decisione affrettata e non comprensibile. Fatto sta che il Sassuolo resta in 10 al 34′: un’ora in inferiorità numerica contro una rivale diretta in classifica.

Tuttavia, tutto sembrava volgere al meglio, con Acerbi che ha realizzato un rigore guadagnato dal buon Ragusa. Tre a uno, diciamo. Tutti contenti, tranne quelli del Cagliari. Che dal quel momento iniziano a spingere, con Borriello e un doppio Farias che schiaffeggiano il Sassuolo e si riprendono la vittoria.

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A parte la felicità per la prima rete in serie A di Adjapong, di positivo abbiamo visto poco. Il solito Ragusa e Francesco Acerbi, per esempio, che il cuore ce lo hanno messo e lo hanno fatto galoppare con loro. Male Antei, male Lirola. Male anche un Defrel che, dopo essere stato vicino al gol in avvio, ci è sembrato sparire dalla geografia del Sant’Elia. Più propositivo del solito, nei dieci minuti che ha giocato, anche Alessandro Matri, sebbene ugualmente infruttuoso.

La pausa serve. Altroché se serve. Per recuperare gli infortunati e uno stato psicologico, oltre a quello fisico. Sperando che Babbo Natale e la Befana ci riportino quello che le streghe ci han tolto. Sperando che al rientro, l’8 gennaio, si riesca ad ospitare il Torino con qualche benda e cerotto in meno per aspirare a qualche punto in più. Non di sutura, si spera.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino
Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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