domenica , 28 novembre 2021
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Ciccio Caputo gol in Italia-Moldavia 6-0
foto: FB Nazionale Italiana di Calcio

Un po’ di Sassuolo agli Europei con l’Italia di Mancini?

Il Sassuolo non è più una sorpresa del nostro calcio. Lo dicono i numeri, lo dicono le presenze dei neroverdi negli ultimi campionati di Serie A, ben sette, e lo dicono i calciatori del Sassuolo che giocano nelle rispettive nazionali. Nel 2020 è infatti arrivata la prima convocazione in azzurro per Ciccio Caputo e Manuel Locatelli, mentre Domenico Berardi lotta per un posto da titolare ai prossimi Europei e si riconferma sempre più importante nelle gerarchie del CT Mancini. 

Caputo e Locatelli: due fulcri del Sassuolo nel giro della Nazionale maggiore

Due percorsi diversi, due ruoli diversi, ma con il Sassuolo e la Nazionale nel proprio destino. Parliamo di Francesco Caputo, attaccante, e Manuel Locatelli, centrocampista. Ciccio Caputo è un bomber di razza che ha però dovuto girovagare per mezza Italia prima di trovare definitivamente ciò che gli spetta: una maglia da titolare in massima serie. L’anno scorso, con la maglia neroverde ha realizzato ben 21 reti, numero che rappresenta il massimo dei goal siglati in Serie A per l’attaccante di Altamura, che l’anno precedente ne aveva realizzati 16, comunque purtroppo insufficienti per evitare la retrocessione dell’Empoli. L’annata straordinaria e l’intesa con Berardi hanno convinto Mancini a chiamarlo in nazionale per la prima volta; il centravanti pugliese ha risposto subito presente siglando il goal del momentaneo 2-0 nella vittoria per 6-0 contro la Moldavia in amichevole. In quella stessa partita Locatelli aveva dimostrato di essere assolutamente all’altezza, confermando la precedente prima convocazione di settembre contro l’Olanda. Nel match di novembre valido per la Nations League contro la Bosnia, aveva inoltre confezionato l’assist per il compagno di squadra Berardi, impreziosendo così la sua sesta presenza in azzurro. 

Domenico Berardi: una sinergia virtuosa

La carriera di Domenico Berardi è simile a quella di tanti calciatori nati nel meridione italiano. Dopo aver mosso i “primi passi” nella sua Calabria, in particolare con il Bocchigliero e Il Castello, venne immediatamente segnalato agli osservatori della Juventus all’età di 13 anni. Ma è stata l’Emilia Romagna ad accogliere Berardi come calciatore: dopo un provino negativo con la SPAL, fu l’all’epoca allenatore in seconda del Sassuolo Luciano Carlino a segnalarlo ai neroverdi, nella cui rosa Berardi ha militato poi stabilmente dal 2010. E se il Sassuolo è considerato fra le principali squadre della Serie A, subito dietro le cosiddette “sette sorelle” come confermano le quote calcio di oggi, il merito è anche, e non poco, del piede mancino di Domenico Berardi. Con il Sassuolo il ragazzo di Cariati ha vinto un campionato di Serie B da protagonista, mettendo a segno 11 reti in 37 partite, ed è attualmente il maggiore marcatore della storia del club con oltre 90 reti. Il suo sinistro non poteva lasciare indifferente il CT azzurro, che lo ha chiamato a vestire la maglia della nazionale ben otto volte, dopo la prima nel 2017 per volontà di Ventura. L’esterno destro del Sassuolo appare nettamente in vantaggio rispetto agli altri due compagni di squadra per un posto ai prossimi Europei, in particolare perché il ruolo che ricopre è fondamentale nel 4-2-3-1 di Mancini. 

Nelle gerarchie dell’allenatore dell’Italia, e del suo staff in particolare, negli ultimi mesi Berardi sembra abbia sorpassato Chiesa e Bernardeschi per una maglia da titolare. Dall’altra parte del campo Insigne invece non sembra avere rivali. Berardi, salvo imprevisti, farà comunque parte della spedizione azzurra del prossimo giugno, Locatelli e Caputo hanno altri tre mesi per convincere Mancini. 

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