mercoledì , 12 maggio 2021
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foto: ANSA

Basta scuse, adesso dobbiamo ripartire

È sotto gli occhi di tutti la metamorfosi che ha subito la squadra in questi mesi: eravamo abituati a un Sassuolo capace di mettere in difficoltà le big, con giocate rapide in spazi stretti, e di stendere senza difficoltà le piccole (con statistiche da capogiro), mentre quello degli ultimi mesi è un’altra cosa, i neroverdi non tirano più in porta, i punti scarseggiano (faticano ad arrivare anche con le squadre di coda), propongono un gioco che non assomiglia neanche lontanamente a quello mostrato a inizio campionato, la macchina sembra muoversi a rallentatore.

Avranno contribuito gli infortuni? In parte, ma il Sassuolo ha giocatori di livello in tutti i settori (intercambiabili), gli infortuni ci sono sempre stati e le sostituzioni non hanno mai pesato in modo marcato su gioco e risultati. L’assenza di Berardi ha contribuito più delle altre? Forse, ma Mimmo ci ha abituati anche ad assenze prolungate e la squadra ha sempre reagito, trovando gli anticorpi necessari.

Infortunio Berardi
foto: sassuolocalcio.it

Il Covid ha colpito elementi importanti della squadra? Certamente giocatori importanti come Boga e Djuricic, in particolare, hanno indubbiamente risentito della malattia, ma questo non giustifica un cambio di atteggiamento che vede coinvolta tutta la squadra.

Le altre squadre ora sono più attente, hanno decifrato il gioco proposto da De Zerbi? Una tesi che non condividiamo, se la squadra è precisa e rapida nelle giocate, come ci aveva abituato, non c’è avversario che tenga.

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Il Sassuolo è ormai considerata una squadra di livello e chi l’affronta è più motivato? Possibile, ma la stessa cosa potrebbe essere applicata ad altre squadre di A, come, ad esempio, Atalanta e Verona che però non risentono di questo aspetto.

Quindi basta scuse, soprattutto dall’allenatore, qualcosa in questi mesi indubbiamente si è rotto, il Sassuolo ha perso parte della sua identità. Bisogna rimediare, chi ha sbagliato deve fare ammenda, adesso dobbiamo ripartire.

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Riguardo Cristian Casali

Cristian Casali
Non sono mai stato un vero appassionato di calcio, di quelli che battezzano una squadra e se la portano dietro fino alla bara. Guardavo qualche partita qua e là, preferivo ascoltarmi un cd. Ma poi è arrivato il richiamo del Sassuolo, il ranocchio che diventa principe, così mi sono detto "proviamo". Ho iniziato a seguire la squadra allo stadio, e ora non riesco più a farne a meno. Sono stato catapultato involontariamente in questo mondo, sono diventato un tifoso. E poi adesso, grazie al Sassuolo, mi sento un po' principe anch'io.

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