mercoledì , 8 Febbraio 2023
Scamacca Frattesi Sportweek
Foto: Profilo Instagram Frattesi

Scamacca e Frattesi a Sportweek: “Non eravamo sicuri di restare, ma Dionisi ci ha detto chiaro di voler puntare su di noi”

Gianluca Scamacca e Davide Frattesi sono stati intervistati dal magazine Sportweek. I due calciatori neroverdi si sono raccontati a 360 gradi con un lungo botta e risposta partendo dal loro primo incontro fino ad arrivare alla prima stagione in maglia neroverde. Ecco un estratto dell’intervista realizzato da CanaleSassuolo.

Leggi anche > Betty Vignotto sull’esordio in Nazionale di Orsi: “Non poteva andare meglio”

A che età il vostro primo incontro?
S
: “E’ stata una cosa tipo Maria De Filippi, Uomini e Donne…”.
F: “Ah, io stavo giù ad aspettate…”.
S: “E’ stato al Delle Vittorie, nel quartiere Vigne Nuove. Avevamo cinque o sei anni”.
F: “Poi sono stato a rincorrerlo: lui cambiava squadra e io volevo andare dove stava lui”.

Vi siete piaciuti subito?
F: “Sì, siamo entrati subito in sintonia”.
S: “Oggi andiamo così d’accordo perché abbiamo lo stesso obiettivo. Abbiamo percorso la stessa strada, che non è cambiata mai. E poi siamo due cazzari: ridiamo, scherziamo”.
F: “Alla base di tutto c’è il rispetto reciproco. Con Gianluca non ho mai litigato. Adesso condividiamo pure lo stesso appartamento qui a Sassuolo”.

La persona a cui dovete dire grazie?
F
: “Mio nonno materno, Carmine. E’ stato il primo che ci ha creduto. Già quando ero piccolo immaginava il mio futuro”.
S: “Mia madre”.

Il vostro idolo da bambini e il calciatore oggi più forte nel vostro ruolo. 
S: “Il mio idolo Ibra, oggi il più forte è Karim Benzema”.
F: “Da piccolo non è che il calcio mi facesse impazzire. Giocavo a tennis e il mio idolo era Federer. Facevo due giorni a settimana tennis e tre calcio. Poi arrivò il momento di scegliere e decisi per il calcio perché mi piaceva stare in gruppo e il tennis non mi avrebbe permesso di avere compagni”.
S: “E poi non avresti mai potuto giocare a tennis, fratello, dì la verità. Rosicavi troppo… Il sabato giocavamo a calcio, dormivo da lui e la domenica mattina andavo a vederlo a tennis. Lo motivavo così: dai, dai, dai” (digrigna i denti e stringe i pugni).
F: “Sì, impazzivo ad ogni errore. La prima volée sbagliata spaccavo la racchetta, tipo McEnroe”.

Scamacca Frattesi Sportweek
Foto: Profilo Instagram Frattesi

Cosa vi ha dato il Sassuolo che non avevate prima? 
S: “La maglia. La possibilità di giocare”.
F: “La fiducia. Del club e di mister Dionisi. In estate non eravamo sicuri di restare, lui ha detto chiaro di voler puntare su di noi. E lo ha dimostrato”. 

Meglio una maglia da titolare nel Sassuolo o il rischio di fare la riserva in una grande squadra?
S
:“Per me, la maglia da titolare. Qui è diverso rispetto ad altre parti. Il Sassuolo ha strutture e organizzazione, è un piccolo top club. Il lavoro fatto negli ultimi anni porta oggi la squadra ad andare a vincere in casa delle grandi: lo abbiamo fatto con Juve, Milan e Inter”.
F: “Certamente alla nostra età è meglio giocare. Poi, dopo uno o due anni fatti bene, sei pronto per il salto”.

Cosa rubereste l’uno all’altro?
S
: “In campo, la corsa. Fuori, la capacità di fregarsene quando le cose vanno male, di lasciarsi scivolare addosso le cose brutte e ripartire”.
F: “In campo, il tiro. Fuori, i tatuaggi (ride, ndr). Sul serio: la tranquillità con cui in genere affronta le situazioni”.

Cosa avete in comune e in cosa siete diversi?
F
: “A parte il fatto di passare tutto il giorno a dire cazzate, in comune abbiamo parecchio. E’ inevitabile, se no non potremmo essere amici da così tanto. Gli opposti si attraggono forse in amore, non nell’amicizia”.
S: “La penso uguale”.

Scamacca Frattesi Sportweek
Foto: laziochannel.it

Quella volta in cui siete stati felici per l’altro.
F
: “Probabilmente, il gol segnato a novembre a San Siro con il Milan, forse perché lo ha fatto davanti a Ibra con un tiro da fuori straordinario. Quando gioca contro di lui sto sempre a dirgli: Gianlù, mi raccomando, ripeto a tutti che gli assomiglia, perciò nun me fa fa’ figure di me**a…”.
S: “Io per lui sono stato felice quando ha giocato la prima da titolare nel Sassuolo, quando ha fatto gol al Venezia, il primo in A, e quando Mancini lo ha chiamato in Nazionale”.

La volta in cui siete stati orgogliosi di voi stessi e l’errore che non rifareste?
F: “Sono stato orgoglioso di me quando nella vita privata ho passato un brutto momento, una persona mi aveva deluso parecchio, eppure ho continuato a spingere nel lavoro, tanto che proprio quel brutto periodo ha coinciso coi due mesi forse migliori del Sassuolo. L’errore che non rifarei è il dare troppo peso proprio a chi alla resa dei conti mi ha deluso. Ora so che morto un Papa se ne fa un altro”.
S: “Sono stato orgoglioso di me stesso quando ho capito che l’importante è sapere chi sei e quindi sono stato capace di andare oltre etichette che mi hanno appiccicato. Qualche anno fa mi facevo problemi a dire una parola in più, che magari serviva, o a farmi un altro tatuaggio, perché mi preoccupavo dei commenti altrui. Oggi sono più consapevole di me stesso. L’errore? Anche per me, dare un peso eccessivo a cose che in quel momento sembrano la fine del mondo, ma non lo sono. Nel calcio, per esempio, la fine del mondo non esiste. C’è sempre una nuova opportunità”.

Intervista integrale su Sportweek in edicola oggi

Unisciti al canale Telegram di CS!

GUARDA ANCHE:
POTREBBE INTERESSARTI:

Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

Potrebbe Interessarti

davide possanzini brescia allenatore

Ex Sassuolo: Possanzini nuovo allenatore del Brescia, i Cannavaro rescindono con il Benevento

Davide Possanzini, ex tecnico in seconda di Roberto De Zerbi sulle panchine di Foggia, Palermo, …