Al termine di Sassuolo-Hellas Verona, terminata 3-0, mister Fabio Grosso ha parlato in sala stampa al Mapei Stadium, dove il nostro inviato Luigi Caiazzo ha raccolto le sue parole.
Che scossa ha dato il cambio di Coulibaly nel primo tempo? “Noi conoscevamo le difficoltà che ci poteva portare questa gara, perché il Verona comunque ha fatto delle partite, poi ovviamente non aveva raccolto per quanto fatto in tante gare. E quindi è una squadra che ovviamente aveva anche tante assenze, però negli undici comunque è una squadra che ha delle qualità per metterti in difficoltà. Abbiamo provato a mettere il ritmo nella partita, però non ci siamo riusciti perché ci chiamavano fuori i nostri giocatori offensivi e poi ci mettevano questa palla alle spalle, andando a cercare le seconde palle. Con grande fisicità i due attaccanti, la prima parte della gara non è stata facile. Quando abbiamo ritrovato le distanze, con grande disponibilità dei tre attaccanti, siamo rientrati in gara e abbiamo fatto molto meglio e abbiamo saputo sfruttare molto meglio le nostre qualità. Mettendo il segno nella prima frazione, raddoppiando poco prima dell’intervallo e poi chiudendo la gara all’inizio della ripresa”.
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Un commento sul ritorno di Romagna: “Sono contento, ero in dubbio fino alla fine se farlo iniziare o meno, sapevo che poi avrei avuto bisogno anche di lui perché qualche interprete all’interno non era al top della condizione. Poi ho fatto la scelta della continuità del secondo tempo di Udine, ovviamente a malincuore perché credo sia una delle prime volte che mi capita, ho fatto la sostituzione nella prima frazione perché comunque stavamo soffrendo e avevo paura di qualche ingenuità che ci andava a compromettere quella che poteva essere la partita. Filippo è entrato bene, ha qualità e se riesce a dare continuità ovviamente al giocatore che noi ce lo teniamo perché ce l’ha data una volta all’inizio e ce la darà in questo finale di campionato, quindi contentissimo che sia tornato”.
È una di quelle partite in cui si comincia a guardare ad un altro tipo di prospettiva che non nomino perché la nostra deve essere la salvezza, ma come andiamo? “Adesso fortunatamente abbiamo dei giorni per recuperare perché ne abbiamo bisogno e poi dobbiamo rimetterci in carreggiata perché abbiamo scoperto il campionato quando non ci presentiamo ai massimi livelli. Ci prepareremo al meglio per cercare di resistere a quelli che possono essere i loro grandi doti, però penso che con una prova di personalità e coraggio cercheremo di fare quello che in questo campionato purtroppo non siamo riusciti a fare perché la torta la stiamo preparando in maniera esemplare. Vedremo se riusciremo a metterla, però a noi ci interessa tantissimo una torta che sia bella, corposa e preparata al meglio il prima possibile”.
Oggi un netto 3-0 al Verona, visto che sono andati a tabellino tutti e tre agli attaccanti del Sassuolo, quanto si ritiene fortunato ad avere un attacco di un certo calibro? “Ovviamente i nostri giocatori offensivi sono quelli che con la loro qualità riescono a mettere il timbro e a farci fare quello che stiamo facendo, però io ho grandissima fiducia in tutti i ragazzi, quelli che hanno iniziato e quelli che erano in panchina e che non sono entrati perché abbiamo tanti ragazzi che tutti conosciamo e che sono bravi, ma ne abbiamo tanti che sono arrivati e che hanno delle qualità. Abbiamo chi non sta giocando che comunque si allena sempre al massimo per cercare di alzare il livello di tutti, quindi sicuramente la copertina la prendono loro come è giusto che sia perché sono tre ragazzi che hanno fatto una grandissima partita, di grande generosità e di grande qualità. Però poi per tirare fuori quello che stiamo tirando fuori noi da questo campionato ovviamente in tre si fa fatica, diventa molto più possibile farlo in tutti gli intercetti della rosa quotidianamente con grande lavoro, grande determinazione e grande voglia di arrivare all’obiettivo”.
Questo Berardi – 7 gol in 16 gare – può tornare in azzurro? “Sono banale però non posso rispondere altrimenti. Io mi fido ciecamente del nostro CT e delle persone che lavorano insieme a lui e da lontano faremo tutti quanti il tifo per cercare di raggiungere quello che da un pochino ci manca e di cui abbiamo bisogno. Quello di ritrovare i nostri colori nazionali dentro le grandi competizioni. Con grande fiducia e coraggio sono convinto che le scelte verranno fatte per il meglio e poi tutti quanti a sostenere le scelte che verranno fatte e cercando di andare alla ricerca di quello che ho detto poco fa”.
Per certi versi è sembrato il primo tempo di Udine dove la squadra è un po’ sconnessa. Loro hanno giocato benissimo ma è mancato anche il collegamento tra il centrocampo e l’attacco: “Secondo me è una questione di distanze, tiravamo fuori i nostri attaccanti, i nostri due centrali erano con i due attaccanti e ci tenevano Frese aperto con Coulibaly, e Harroui e Bradaric a sostegno. Abbiamo cercato di ritrovare le distanze abbassandoci un pochino. Non c’era necessità di andare a cercare dove loro volevano farci andare e ritrovando quelle distanze abbiamo sofferto poco e ci siamo aperti i varchi per poi riuscire a entrare sia con i tre offensivi che con le nostre mezze armi”.
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