giovedì , 29 ottobre 2020
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Sassuolo-Bologna gol Destro
Mattia Destro torna al gol segnando sotto alla curva del Sassuolo (foto: Getty Images)

Sassuolo contestato: è giusto così?

Diciamoci la verità: il Sassuolo “ammirato” domenica scorsa contro il Bologna non è piaciuto a nessuno, né ai tifosi più intransigenti, né a quelli più permissivi. A dire il vero, già contro il Crotone si erano avute le prime avvisaglie che qualcosa non stesse andando per il verso giusto: finché infortuni e/o decisioni arbitrali avverse hanno persistito, i tifosi hanno sopportato. La sensazione, però, è che il malumore si stesse protraendo da molto prima delle ultime due giornate, quelle senza i cosiddetti alibi; bisognava soltanto trovare il momento giusto per esternarlo. Quale migliore occasione che un derby casalingo, per giunta contro una squadra a sua volta duramente contestata?

I tifosi sono la memoria storica di una squadra: nessun dettaglio può sfuggire ad un occhio tanto clinico; tuttavia, nel carrozzone chiamato calcio, tra orari e prezzi improponibili, anche i sostenitori più testardi possono cedere alla tentazione di un bel divano ed un televisore a schermo piatto sintonizzato sulla partita. Come biasimarli, verrebbe da dire. Gli stessi tifosi pretendono sempre il massimo da chi veste la maglia della propria squadra del cuore e, quando ciò non accade, sono legittimati a farlo notare, nel modo più civile possibile. C’è differenza tra manifestare il proprio dissenso e fare polemica spicciola.

Sassuolo-Bologna gol Destro
Mattia Destro torna al gol segnando sotto alla curva del Sassuolo (foto: Getty Images)

 

Dopo una breve disamina generale, passiamo ad analizzare nel merito la situazione Sassuolo, una squadra a 31 punti in classifica, ormai salva più per demeriti altrui che per meriti propri, che in questa stagione non ha mai conquistato del tutto la fiducia dei propri sostenitori. Un giudizio sospeso per via delle numerose attenutanti. Domenica, dopo il fischio finale, i tifosi assiepati in curva hanno rivolto dei sonori “buffoni” ai giocatori scesi in campo; nei social, il resto della compagnia si è accodato, in fila indiana, uno dopo l’altro, con modalità similari. Si contano sulle dita di una mano le persone distaccatesi dalla rivolta.

Tutto concesso, ci mancherebbe: quando si sfora e si va a ledere la professionalità di un giocatore, ecco, qui si sbaglia e si dovrebbe evitare uscite del genere. Dire che questa squadra fa “cagare” è offensivo, oltre che sbagliato e contraddittorio (eravamo tutti unanimi nel dire che il Sassuolo poteva giocarsela con tutti, o sbagliamo?): in Europa League ci è andato il Sassuolo, non Nicola Sansone o Sime Vrsaljko nel loro piccolo. Siamo tutti d’accordo che la rosa si sia indebolita; ma non siamo sempre stati i paladini del secolare motto “noi abbiamo il gruppo, agli altri lasciamo i singoli”? E il gruppo, rispetto all’anno scorso, è sostanzialmente il medesimo.

Esultanza Sassuolo-Pescara
foto: repubblica.it

 

Apriamo il capitolo dell’impegno della squadra, che rappresenta il cuore della protesta neroverde. Il concetto di impegno è aleatorio, diremmo quasi soggettivo, e dipende da un numero altissimo di variabili. A scapito di ciò, il tifoso preferisce tirare le somme. E’ nella sua indole. Questa squadra ha affrontato due turni preliminari e un girone di Europa League, per un totale di 10 partite aggiuntive, ed è stata costretta, gioco forza, ad iniziare la stagione settimane prima rispetto alle altre squadre di Serie A. Mettiamoci pure uno stile di gioco dispendioso a livello di energie. Un crollo fisico a marzo era ampiamente preventivabile. A catena, anche i meccanismi di gioco si sono inceppati: da qui, ogni passaggio sbagliato è tacciabile di fischi. Inutile dare la caccia al colpevole: a rimetterci saranno sempre gli stessi.

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E poi c’è Eusebio Di Francesco. Uno dei pochi (a ragione) salvatisi dalla protesta, inneggiato durante Sassuolo-Bologna stessa. Quando il dramma si stava consumando, insomma. Forse bisognerebbe ripartire da qui: se il mister sa meglio di tutti noi come gestire la situazione, perché non aspettare e vedere come riuscirà ad incidere? I cori, dopotutto, certificano la fiducia nei confronti del mister. Nelle ultime partite del 2014/2015 (quello della salvezza tranquilla, per intenderci), la situazione era la stessa: si parlava di giocatori mentalmente già in vacanza, appagati. Gli stessi giocatori che avrebbero vinto consecutivamente gli ultimi quattro incontri di campionato, salutando la stagione con un 3-1 al Genoa, in estrema serenità. Parlavamo di stimoli, al tempo: parliamo di stimoli anche oggi. Soltanto a fine stagione vedremo definitivamente se questa squadra ha perso o meno gli attributi che le sono serviti ad arrivare sesta neanche un anno fa.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Gabriele Boscagli
Appassionato di calcio, ha deciso di condividere la passione per il Sassuolo con noi di Canale Sassuolo. In redazione è il pilastro del settore giovanile. Per contattarmi scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it

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