Il Sassuolo saluta la Coppa Italia con più di un rimpianto. Contro un’Atalanta determinata e cinica, i neroverdi mostrano buoni spunti individuali e alcune trame interessanti, ma ancora una volta la fragilità difensiva e la poca cattiveria nei momenti decisivi condannano la squadra di Dionisi. Non basta la rete nel finale a rendere meno amaro il passivo. Per il Sassuolo è tempo di riflettere e ripartire, con l’obiettivo di trovare maggiore equilibrio e concretezza nel prosieguo della stagione.
Le pagelle di Atalanta-Sassuolo 3-1
CRAGNO Alessio 6. Un po’ incerto quando si tratta di giocare coi piedi, ma si fa trovare sempre in posizione. La parata puntuale su Scalvini al 12′ lo dimostra, come tutte quelle che si susseguono per tutto il match. La zampata di De Ketelaere lo coglie di sorpresa sul primo gol, completamente incolpevole sugli altri due.
MISSORI Filippo 6.5. Partita di corsa a staffetta per lui, dato che i dirimpettai gli lasciano ben poca prateria. Si inventa un’occasione da solo, sbaglia solo nell’ultimo passaggio.
TRESSOLDI Ruan 5. Parte attento in difesa, dimostrando di trovarsi più a suo agio in una linea a tre. Nell’azione che ha portato al gol di De Ketelaere non è esente da colpe. Soffre spesso il confronto con il belga anche in un match in cui non è il triste protagonista assoluto.
FERRARI Gian Marco 5. Comincia il match al centro della difesa con gritna anche se gli attaccanti dell’Atalanta non gli danno riferimenti. Abbraccia ma non riesce a contenere De Ketelaere sulla prima rete. Mette in serie una serie di buoni interventi, ma ha qualche colpa anche sul secondo gol atalantino.
VITI Mattia 5.5 Il più morbido tra i tre centrali, soffre spesso l’attacco alto dell’Atalanta. Fa un passaggio non voluto a Miranchuk con il quale rischia grosso. Dal 46′ TOLJAN Jeremy 5 Entra in campo per rafforzare il reparto, dà subito manforte in un ruolo non suo ma contribuisce al secondo e al terzo gol atalantino.
LIPANI Luca 6-. Entra in campo con personalità e cerca di far raccordo con la difesa, dove Ferrari prova palesemente a guidarlo. Soffre la pressione nel match e spesso mette i palloni al sicuro in difesa. Fa un mezzo disastro su De Roon ma Cragno recupera con un ottimo intervento sul tiro successivo di Miranchuk (dal 84′ Kristian THORSTVEDT sv).
BAJRAMI Nedim 5.5. Spesso chiuso su un lato del campo dove i neroverdi non riescono a incidere ma fa tanto lavoro sporco. Dal 75′ Daniel BOLOCA 6.5 entra e riesce subito a supplire a centrocampo nelle operazioni di filtro mancate per quasi tutto il match. Tenta anche una conclusione senza successo. Si merita la firma sul gol della bandiera.
CASTILLEJO Samu 6-. È uno di quelli che ha classe, lo sappiamo, e le sue intuzioni lo dimostrano. Quando il Sassuolo si fa vedere in avanti di solito c’è il suo zampino, specie in ripartenza. Un po’ troppo nervoso alla fine del primo tempo. Dal 75′ Armand LAURIENTE’ 6- fa subito vedere un certo brio che poi non trova abbastanza continuità, quando ormai per il tabellino è praticamente troppo tardi.
VOLPATO Cristian 6.5. Le cose migliori le fa vedere lui, un giocatore bravissimo nel palleggio e nell’uno contro uno. Dimostra quantomeno di meritare di comparire più frequentemente nell’11 iniziale. Tra l’altro, è uno di quelli che lotta fino alla fine.
CEIDE Emil 6.5. Messo in campo in un inedito ruolo a tutta fascia, in un impietoso confronto fisico con Holm. Fa vedere cose buone nel palleggio e nel possesso, si perde talvolta sull’ultimo passaggio, ma è tra i più propositivi. Dal 75′ Marcus PEDERSEN sv non entra mai nel vivo del gioco.
MULATTIERI Samuele 5.5. Soffre tantissimo il raddoppio degli avversari ma quando trova spazio dimostra di avere la gana di colpire. Torna spesso indietro a dare una mano. Gli manca l’imbeccata giusta.
DIONISI Alessio 5.5. Tenta timide soluzioni alternative per una giornata diversa, ha delle buone intuizioni per un Sassuolo altamente sperimentale. Il gioco c’è. Quello che manca, però, è ancora il mordente, al di là della consueta vulnerabilità della difesa, anche nella versione a tre.
Voto di squadra 5.5. Il Sassuolo rallenta sempre quando dovrebbe invece spingere. E tante volte si chiude in difesa o tra le braccia di Cragno. Si tratta di una costante, per una squadra che si ritrova troppo spesso ad attendere un avversario di levatura superiore. Il tabellino finale, però, è troppo pesante.
Gaetano Pannone
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