L’esordio dell’Inter nella nuova stagione europea lascia un misto di orgoglio e profonda amarezza. Se alla vigilia dell’incontro la mappa dei pronostici e le quote calcio Champions League pendevano nettamente dalla parte del Real, sul prato del Santiago Bernabéu i nerazzurri hanno dimostrato di non voler fare solo da comparsa. La squadra di Cristian Chivu ha giocato a viso aperto e con enorme personalità, prendendo in mano il pallino del gioco per lunghi tratti. Alla fine, però, il verdetto del campo ha confermato le previsioni della vigilia: un 2-1 a favore dei Blancos, cinici nello sfruttare due gravi amnesie difensive interiste e nel resistere al forcing finale dei campioni d’Italia.
L’incrocio tra l’Inter e José Mourinho non poteva, del resto, essere una sfida ordinaria. Sulla panchina dei Blancos siede infatti l’eroe del Triplete nerazzurro del 2010, tornato alla guida delle Merengues per riaffermare la propria egemonia europea. Dall’altro lato, Chivu ha risposto imponendo le proprie idee, mettendo in piedi una gara fatta di palleggio aggressivo e pressione alta capaci di mettere a tratti alle corde i padroni di casa.
Un primo tempo da “film horror”: le amnesie nerazzurre
L’inizio dell’Inter è frizzante e convincente: la palla gira con fluidità e la squadra mantiene il controllo del ritmo, tenendo a bada il pubblico del Bernabéu. Tuttavia, l’equilibrio crolla al primo, fatale errore.
Al minuto 18, un’incomprensione nella costruzione dal basso regala il pallone al limite dell’area al Real Madrid: Kylian Mbappé si avventa sulla sfera con la solita cattiveria agonistica e, con una stoccata precisa, trafigge Josep Martínez per l’1-0. L’Inter accusa il colpo ma non perde la concentrazione, e riprende subito a macinare gioco fino a raggiungere quasi due terzi del possesso palla totale dell’incontro. La trappola di Mourinho, però, scatta nuovamente poco prima dell’intervallo. Su un retropassaggio difensivo, Josep Martínez azzarda un rischioso dribbling nella propria area piccola: Fede Valverde intuisce l’intenzione del portiere spagnolo, gli ruba la sfera con un grande contrasto e deposita comodamente in rete il raddoppio a porta sguarnita.
Due sviste individuali puniscono oltremodo un’Inter che, per qualità d’espressione e tenuta del campo, non meritava un passivo così pesante nei primi quarantacinque minuti.
La reazione del secondo tempo e il gol di Carlos Augusto
Nella ripresa, la formazione nerazzurra torna sul prato verde con orgoglio e determinazione. La squadra di Chivu alza sensibilmente il baricentro e spinge con insistenza sulle corsie esterne, costringendo Thibaut Courtois a diversi interventi decisivi per mantenere l’inviolabilità della propria porta. La gara diventa vivace e ricca di capovolgimenti di fronte: il Real agisce di rimessa sfruttando le accelerazioni di Vinícius e Bellingham, mentre l’Inter occupa stabilmente la metà campo avversaria.
La generosità dei campioni d’Italia viene infine premiata al 77′: al culmine di un’azione manovrata con tempi perfetti, Lautaro Martínez serve un assist radente che attraversa tutta l’area di rigore e trova sul secondo palo l’inserimento puntuale di Carlos Augusto, bravo a spingere in rete il gol che riapre la contesa.
Nei minuti finali il forcing dell’Inter si fa martellante. Courtois deve compiere un autentico miracolo su un tiro a botta sicura deviatogli contro da Henrikh Mkhitaryan, blindando il 2-1 definitivo fino al triplice fischio.
Prospettive e la tabella di marcia in Champions
Nonostante l’amarezza per il risultato, la prestazione offre spunti di notevole fiducia per il prosieguo del cammino europeo. L’Inter ha dimostrato di possedere la personalità necessaria per affrontare a viso aperto i giganti d’Europa, evidenziando una struttura tattica solida ma al contempo la necessità inderogabile di eliminare quei dettagli ed errori individuali che a questo livello non perdonano.
Il percorso nella nuova fase a girone unico della Champions League è appena cominciato: il riscatto nerazzurro è atteso per il 13 ottobre a San Siro, dove l’Inter riceverà il Club Brugge in un match già fondamentale per conquistare i primi tre punti della stagione europea.
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