martedì , 26 ottobre 2021
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Foto: Eurosport

Non è più domenica – AAA, cercasi l’essenziale invisibile nelle spine visibili di Juve e Roma

Articolo di Giovanni Pio Marenna.

Non voglio parlare della Juventus. Non voglio parlare della Juventus. Non volevo parlare della Juventus. E’ un po’ quando ti dicono: “E beh, però dire questo adesso, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa”. Per quanto sia un modo di dire, “sparare sulla Croce Rossa” è una metafora che indica la presenza di un grave problema; chiaramente vuol dire anche che questa polvere è talmente fitta e spessa da non poter essere messa sotto il tappeto perché fuoriesce, puzza, è esageratamente visibile. La severità dei commentatori sportivi, questa volta, però è sembrata eccessiva ed amplificata. Ormai s’è capito che, almeno in questa fase, la squadra di Allegri ha problemi strutturali di assetto e di equilibrio tattico in campo. E’ come un bambino che impara ad andare in bicicletta. Rimane in equilibrio per qualche pedalata e poi precipita per terra. Come in un museo delle cere, i punti di forza iniziali si sono sciolti come neve di fronte ad un vento che spazza tutto via; come una passeggiata nello spazio, le gambe, leggere per la pesantezza, andavano un po’ per conto loro rispetto alle ripartenze del Milan. Ma non che il Milan, reduce qualche giorno prima da una bella prestazione in terra inglese e con diversi infortunati, abbia brillato di luce propria, mettendo la Juve spalle al muro, come accaduto 7 giorni fa a Napoli. Juve che non ne vinceva una fra le prime 4 di campionato da 60 anni.

Foto: La Repubblica

L’evidenziatore puntato su una affaticata e poca lucida andatura (soprattutto dietro), che fa procedere a fari spenti nella notte, è indubbiamente anche della Roma, sconfitta dall’ultima in classifica per 3-2. Un Verona arrembante c’ha messo sicuramente molto del suo per vincere, ma anche la squadra di Mourinho c’ha messo molto del suo per perdere. Speravano fosse massimo risultato col minimo sforzo, e invece era stanchezza. Barak, Caprari e Faraoni ringraziano il ritardo nel freno a mano tirato da parte dei difensori. Rispetto alla Juve, il valore della Roma è macchiato da stanchezza e non da disorientamento. Come accade nel romanzo e film “Dune”, anche per i bianconeri urge trovare la sostanza più preziosa e insostituibile che ci sia. Che, nel pianeta calcio, sono coraggio, altruismo e fantasia (De Gregori docet). E anche la consapevolezza di avere questi mezzi.

Foto: laroma24.it

Ma forse, sta mancando anche una certa reattività nelle gambe (nella classifica dei primi 50 giocatori, non portieri, che hanno anticipato gli avversari, tra Roma e Juve, fin qui, troviamo solo il difensore giallorosso Karsdorp con 24 palle recuperate in 4 partite). La creatività c’è anche, a sprazzi, a raggi, a secchiate di colore, ma manca il modo per concretizzarla, per illuminarla, per canalizzarla in un disegno dalle gradazioni sgargianti. Per la Roma è stata una vistosa opportunità sottratta per le alte vette. E’ la marcia in più mancata. Nell’essenziale invisibile agli occhi, sono spine ben visibili ed evitabili. Ma, come ci ricorda l’autore de “Il piccolo principe”, sarebbe davvero folle odiare tutte le rose solo perché si è stati punti da una spina.

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