venerdì , 16 Ottobre 2026
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foto: sassuolocalcio.it

Frosinone-Sassuolo 4-2: tre gol regalati, ciociari galvanizzati e una pessima serata

Il Sassuolo si presenta al Benito Stirpe con un cambio importante a centrocampo: non c’è Adzic ma c’è Kristian Thorstvedt, in campo dal primo minuto. In difesa confermato Odenthal al fianco di Caleta-Car. Per il resto, quella che entra in campo è lo stesso 11 visto al Mapei Stadium nel pareggio contro il Milan, con Esposito centrale d’attacco coadiuvato da Berardi e Laurienté. Thorstvedt va in realtà a giocare sulla linea degli attaccanti, subito dietro Esposito. Una bella novità si è vista in panchina, se già dalla volta scorsa avevamo potuto contare sui rientri di Candé e Walukiewicz, Aquilani ha convocato anche Edoardo Pieragnolo per la prima volta dopo il terribile infortunio al crociato rimediato in allenamento nell’ottobre 2025.

La partita comincia subito con il pressing alto da entrambe le parti, ma la prima occasione è del Sassuolo: al sesto Bakola serve Laurienté con un filtrante, Armand l’appoggia su Thorstvedt, che si ritrova tuttavia murato tra i difensori avversari. Poco dopo è lo stesso francese ad andare al tiro, completamente sbilenco. Poi Ghedjemis si fuma Doig sulla destra frusinate, tirando però altissimo sopra la traversa di Muric.

Lì però arriva il momento dell’errore. Bakola sbaglia tutto al centro dell’area dopo aver subito un discusso fallo da Masini, fermandosi in area, sbagliando un passaggio e regalando a Calò il pallone dell’1-0, di fronte al quale Muric nulla può. Il Sassuolo accusa la botta. Prima Muric ci mette i pugni su Bracaglia e poi Caleta-Car è costretto agli straordinari su Masini. Ma è proprio lì, al quarto d’ora, che il numero 50 confeziona un filtrante dalla propria tre quarti per Berardi che, solo davanti a Palmisani, non sbaglia e aggancia subito il risultato infilando il portiere giallazzurro.

Il Frosinone sembra riprendere subito il vantaggio con Kvernadze, che tuttavia si trovava in posizione irregolare, ma la formazione di Alvini sembra essere sempre davanti a Muric. Al 21′ un lancio del portiere kosovaro con le mani arriva a Berardi, che se la porta fino all’incontro con Palmisani ma, troppo angolato, fallisce la seconda occasione da gol.

Al 26′, il Sassuolo sembra vicino al raddoppio con Bakola, ma è invece il Frosinone ad approfittare di un errore di stop di Muric su un tiro dalla distanza e a insaccare in rete con Raimondo, favorito dal rimpallo. Succede l’impossibile alla mezz’ora, quando Caleta-Car e il portiere fanno un terzo regalo al Frosinone, consentendo a Raimondo di firmare la doppietta. Muric tenta l’uscita di testa su uno scontro tra Palmisani e Caleta-Car, con il croato che – tentando un retropassaggio al portiere – favorisce il gol del 9 ciociaro.

È però Seba Esposito a mettere la firma sull’assist meraviglioso che porta Thorstvedt a segnare il 3-2, ancora con una verticalizzazione. Ci prova ancora di testa, ma è Bakola che, insieme ad Esposito, aveva dato il via ad un’azione concertata.

Il secondo tempo comincia come il primo, con il Frosinone fisso davanti a Muric e Schmid che impegna Muric dalla distanza, constringendo il portiere a metterci ancora i pugni. E infatti il 4-2 arriva sull’ennesimo episodio. È ancora Raimondo a purgare il Sassuolo e a firmare la tripletta.

Aquilani tenta di correre ai ripari: inserisce Bowie, accentra Laurienté e sposta Esposito a sinistra. Ma poco può contro l’onda gialla che ormai Alvini ha organizzato al suon dei gol dei suoi.

Una sconfitta terribile, con tre gol regalati di fronte a un avversario galvanizzato dal suo pubblico di casa e dall’ottimo campionato che sta conducendo finora. Il Frosinone ha preso da subito le misure al Sassuolo e lo ha ingabbiato in una rete di maglie gialle. In questo stadio è ancora 4-2, come fu l’ultima volta che il match si giocò in Serie A, nell’anno della retrocessione.

Non sappiamo cosa voglia dire, questa è una di quelle partite nelle quali il Sassuolo è sembrato incapace di darsi una direzione. Se finora la formazione neroverde sembrava avere una propria identità, stavolta pare averla lasciata in Emilia, al di là degli errori individuali che hanno segnato il match.

Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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