mercoledì , 28 luglio 2021
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Enrico Raspadori
Foto: instagram Raspadori

Enrico Raspadori racconta Giacomo: “Ha realizzato il sogno che era anche mio”

Enrico Raspadori, fratello di Giacomo, ha rilasciato una bella intervista al Corriere di Bologna nella quale ha ripercorso le tappe della propria carriera e di quella del fratello. Dai primi viaggi sul pullmino guidato dal nonno fino alla conquista dell’Europeo a Wembley. Ecco le sue parole.

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Gli inizi: “Fa strano avere mio fratello in azzurro, ogni tanto ci penso: in famiglia rimaniamo come sempre stati, ma allo stesso tempo un po’ di effetto lo fa. Il Sassuolo – con lo scout Gianni Soli, che scoprì anche Berardi, poi scomparso nel 2013 – venne a Castel Maggiore ad un Torneo Tassi per visionare me, che ho tre anni in più, e notò anche Giacomo, che all’epoca aveva nove anni, prendendoci in coppia”.

“Abbiamo vissuto il percorso insieme per 4-5 anni. Ogni giorno con il pullmino da Castel Maggiore a Sassuolo, a volte guidato da nostro nonno, a volte accompagnati da mamma. Sul piano mentale Giacomo ha umiltà, spirito di sacrificio e dedizione al lavoro fuori dalla media. Domenica sera mi ha chiamato subito dopo la premiazione, quando era ancora sul campo: una grande emozione”.

enrico raspadori
foto: sassuolocalcio.it

La vittoria dell’Europeo: “Giacomo ha realizzato il sogno che era anche il mio. É come se lo avessi realizzato io: sono il suo primo tifoso e lo resterò sempre. A volte la battuta sul fatto che fossero venuti per me e non per lui gliel’ho fatta, ma so bene che Giacomo è nato per fare questo: si vedeva fin da piccolo che aveva qualcosa in più degli altri, qualcosa di diverso. Ha dato tutto, si è sudato ogni centimetro e nessuno gli ha mai regalato nulla: ero sicuro che ce l’avrebbe fatta, anche se magari non pensavo che il primo trofeo della carriera sarebbe stato un Europeo vinto con la nazionale maggiore”.

“Al di là di ciò che mi ha raccontato mio fratello, si vedeva che era un gruppo molto unito, sia a livello di staff sia a livello di squadra. Giacomo non è uno che ha bisogno di tanti consigli, abbiamo uno splendido rapporto, ci sentiamo ogni giorno e dopo le partite: vado a trovarlo spesso a Sassuolo, gli ultimi fatti non lo hanno cambiato. Per noi è sempre lui, anche se quando vedi certe cose in tv ti spiazzano: io ci ho sempre creduto, magari per i miei genitori è un po’ più eclatante. Ma sapevo cosa era capace di fare e lo ha dimostrato fin da quando è arrivato in prima squadra, con la ciliegina di quella doppietta a San Siro contro il Milan.

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Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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