sabato , 24 luglio 2021
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foto: Getty

De Zerbi alla Bobo Tv: “Il Sassuolo mi ha preso da retrocesso e mi ha lasciato in autonomia”

E’ stata una piacevole chiacchierata, quella a cui si è concesso Roberto De Zerbi ieri sera alla Bobo Tv, appuntamento fisso su Twitch tenuto da Christian Vieri, Daniele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola. Il mister ha spaziato in vari ambiti: dal suo rapporto con il Sassuolo a quello con alcuni giocatori, passando dal dibattito sulla costruzione dal basso e dalla settimana ospite da Bielsa. Ecco qualche stralcio dell’intervento di De Zerbi, a cui abbiamo assistito:

Io in una big? Difficile stabilire quando si è pronti, penso che se ci sono le condizioni, ovvero giocatori di livello e autonomia completa, allora sì. Diversamente penso di non essere pronto neanche per una squadra di livello inferiore al Sassuolo. In questo lavoro devi sentirti pronto e deve piacerti: fare l’allenatore è così stressante che se non mi divertissi sarebbe davvero troppo pesante. Estero? Penso che i giocatori forti siano ovunque, la grandezza di un allenatore sta nell’adattare la propria idea di gioco ai calciatori a disposizione. Nel 2013 sono andato a vedere Guardiola a Monaco e gli ho chiesto come mai facesse più cross rispetto alla sua esperienza a Barcellona. Lui mi ha risposto con molta semplicità, dicendomi che ha trovato giocatori fisici come Lewandowski e Muller e più in generale un’abitudine al cross che andava rispettata”.

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“Sassuolo? Secondo me sono stati tre anni di successi, non è arrivata l’Europa League ma penso che davanti a noi ci siano sette squadre più forti. A Natale abbiamo tagliato il panettone da quarti in classifica. Sono riconoscente al Sassuolo perché mi ha preso da retrocesso al Benevento e mi ha dato autonomia completa e giocatori forti: penso però che bisogna ragionare per programmi e non per riconoscenza. Con la società dovremo capire se è finito un ciclo: se così fosse, o si cambia l’allenatore o vanno via tanti giocatori, non per disaccordi ma proprio perché si va troppo d’accordo, vedendosi da tanto è giusto cambiare. Sono tre anni che alleno a Sassuolo e la mia voce è sempre la stessa, non è facile per me tenere la barra dritta per tutti”.

fonte: sassuolocalcio.it

Boga e Locatelli? Sono due giocatori con cui ho avuto scontri forti. Con Manuel soprattutto all’inizio del secondo anno, con Boga recentemente. Locatelli è un giocatore vero, nella sua testa ha quel pizzico di presunzione che serve a questi livelli: lui si vede titolare all’Europeo con l’Italia. Ha personalità e si è visto dall’esordio che fece contro l’Olanda; deve forse essere meno superficiale in alcuni tratti. Quando Boga è arrivato non sapeva attaccare la profondità, se dieci volte su dieci chiedi la palla sui piedi poi è difficile girarsi e puntare la porta, se invece alterni e vai un po’ lungo, un po’ incontro hai più possibilità. Jeremie ha doti fisiche e tecniche pazzesche, ma è troppo timido e riservato, non chiama mai la palla, non si impone. Io voglio essere d’aiuto ai miei giocatori e spero che tra qualche anno mi considereranno importante per la loro crescita”.

Dibattito sulla costruzione dal basso? Mi dà fastidio, ma penso sia più una mancanza di competenza da parte di chi pone la domanda, perché riduce tutto il calcio alla costruzione da dietro. Per me buttare la palla avanti e cercare di prendere il rimbalzo è una scommessa, uscire palla al piede è frutto del lavoro. Dato che io preferisco il lavoro alla scommessa, le mie squadre escono giocando sui piedi e non sui denti. Io non ritengo che la mia idea sia giusta e quella degli altri sbagliata, e non mi dà fastidio se qualcuno non condivide la mia idea, ma non capisco come mai, mettendoci la faccia, mi si voglia far cambiare idea”.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Appassionato di calcio, ha deciso di condividere la passione per il Sassuolo con noi di Canale Sassuolo. In redazione è il pilastro del settore giovanile. Per contattarmi scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it

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