mercoledì , 12 maggio 2021
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Gianluca Scamacca genoa
foto: Alberto Benaglia

Serve una capoccia che la butti dentro…

Non possiamo negarlo: al Sassuolo mancano i gol di testa, serve una capoccia che la butti dentro…

Le statistiche sui gol di testa dei neroverdi sono particolarmente sconfortanti, siamo in fondo alla classifica della massima serie: solo 3 reti sulle 33 totali.

Qualche tentativo prova a farlo il nostro Ferrari, ma nel reparto offensivo nessuno sembrerebbe in grado di utilizzare la propria zucca nell’area di rigore. Proprio per questo limite della squadra si riducono al minimo i traversoni dalle due fasce, la tendenza è infatti quella di tenere la palla bassa.

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foto: Sky

Inevitabile, quindi, ritrovarsi in coda anche nelle statistiche collegate ai cross: solo 129 traversoni in questo campionato, di cui 86 sbagliati e 43 utili; sono ben 22 in meno del Genoa 19esimo. I calci d’angolo non mancano (sono già 104 in questa stagione), ma anche qui il risultato è lo stesso, in area arriva sempre prima una capoccia della squadra avversaria.

Pur tirando molto in porta (106 volte in stagione) raramente sfruttiamo le palle che arrivano dall’alto, servirebbe quindi una torre: Gianluca Scamacca, ad esempio, segna tanto con la testa, quasi una rete su tre è arrivata con la zucca. Quasi tutte le squadre del torneo hanno un riferimento nel reparto offensivo abile nel gioco aereo.

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Dobbiamo ammetterlo, a Sassuolo questo limite si sente: in attesa di Scamacca o di un altro nueve continueremo a puntare, che comunque non è poco, sui piedi di Berardi, Caputo, Boga, Defrel e Djuricic.

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Riguardo Cristian Casali

Cristian Casali
Non sono mai stato un vero appassionato di calcio, di quelli che battezzano una squadra e se la portano dietro fino alla bara. Guardavo qualche partita qua e là, preferivo ascoltarmi un cd. Ma poi è arrivato il richiamo del Sassuolo, il ranocchio che diventa principe, così mi sono detto "proviamo". Ho iniziato a seguire la squadra allo stadio, e ora non riesco più a farne a meno. Sono stato catapultato involontariamente in questo mondo, sono diventato un tifoso. E poi adesso, grazie al Sassuolo, mi sento un po' principe anch'io.

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