martedì , 24 novembre 2020
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Sassuolo, Marlon si racconta: “Il mio idolo è Thiago Silva”

Il difensore neroverde Marlon ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Tuttosport. Tra ricordi d’infanzia e il presente italiano, l’ex Barcellona ha raccontato quanto la figura dei suoi genitori sia stata importante per la propria crescita personale. Tra un aneddoto e l’altro, il brasiliano ha elogiato mister De Zerbi e la sua filosofia di gioco che sta stupendo sempre di più giorno dopo giorno.

Marlon, è sorpreso dalla seconda posizione del Sassuolo in classifica e da come state giocando oppure se l’aspettava l’exploit? “Me l’aspettavo perché il lavoro di De Zerbi aveva fatto crescere molto la squadra. Siamo contenti e felici del livello che abbiamo raggiunto e a questo punto dovremo essere bravi per mantenerlo sino alla fine del campionato”. 

Per una squadra come la vostra, tra l’altro miglior attacco della Serie A insieme all’Atalanta, che non è abituata a frequentare le parti altissime della graduatoria, potrebbe alla lunga subentrare il problema della pressione da gestire? “Le pressioni possono mettere in difficoltà ma non dimentichiamoci che noi abbiamo giocatori forti sia da punto di vista tecnico che del carattere per poter fronteggiare situazioni come queste. Noi dobbiamo scendere in campo sereni per cercare di aiutare gli attaccanti a fare più gol e i difensori a subirne il meno possibile. Serve equilibrio e io sono fiducioso”.

Sul lavoro maniacale di De Zerbi: Lui ti fa crescere insieme al suo modo di giocare che prevede di avere il possesso palla il più possibile. Un gioco sempre propositivo che richiede grande concentrazione”. 

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Tutto l’ottimismo che traspare dalle sue parole deriva anche dal fatto che avete un super attacco con gente come Boga, Berardi, Caputo e altri ancora? 
“Noi sappiamo di avere un reparto offensivo potente e anche il risultato che abbiamo ottenuto con il Napoli ha dimostrato che il nostro gruppo è competitivo. È giusto che scenda in campo chi è più in forma e con la rosa che abbiamo non posso che essere ottimista”.

L’idolo da bambino: “Io ho sempre avuto come idolo Thiago Silva. E’ lui l’ispirazione che mi ha dato la forza per cercare di giocare sempre meglio. Certo, anche Sergio Ramos è un difensore top ma Thiago Silva è sempre stato nel mio cuore”.

Lei è nel pieno della maturità a 25 anni. Come marcatore qual è il suo punto di forza e in cosa sente di poter migliorare ancora? “Da quando sono arrivato qui in Italia ho imparato molto come tattica e posizione difensiva. Oggi mi vedo abbastanza completo e maturo al punto da affrontare al meglio gli attaccanti. Devo cercare di avere continuità, che è il segreto per alzare la propria asticella”.

Di attaccanti ne ha affrontati parecchi. Dovendo indicare il più difficile che le è capitato che nome si sente di fare? “Sicuramente Lukaku. L’ho affrontato contro l’Inter l’anno scorso ed è stata davvero dura cercare di fermarlo. E’ molto potente e al tempo stesso rapido e poi sa usare il corpo benissimo per difendere il pallone. È stata una sudata”.

Sul passato al Barcellona: “Le immagini più forti sono quelle in cui abbiamo vinto la Coppa del Re e il mio debutto in Champions League. Sono stati momenti eccezionali che mi hanno riempito d’orgoglio. Non potrò mai dimenticarli”.

E di Messi, degli allenamenti con lui quale ricordo ha? “Posso dire ciò che sanno tutti: è fortissimo. Un vero fenomeno del calcio ma anche grande professionista. Una persona perbene, molto rispettosa. E’ stato un piacere enorme poter vivere con lui quasi un anno e mezzo. Diciamo che è un giocatore semplicemente geniale“.

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foto: Sassuolo Calcio

Chi vede favorito per la conquista dello scudetto? “Io da sempre vedo favorita la Juventus ma per quello che viviamo adesso con molte outsider io dico che dovrebbe fare molta attenzione ad Atalanta e Inter”.

Sulla possibilità di qualificarsi alla Champions League: “Io credo che potremmo puntare all’Europa League, abbiamo fatto grandi partite esprimendo un bel calcio. Possiamo crescere ulteriormente in questa stagione: proveremo a chiudere tra le prime sei o sette del campionato o magari anche meglio”.

Come e dove è cresciuto? Siamo tre fratelli e io sono quello di mezzo: mia sorella è più grande e un fratello più piccolo. Sono sposato con due figli e sono cresciuto a Rio de Janeiro in una famiglia povera. Vivevamo in una favela, Vila Aliança, a Bangu, un quartiere di Rio. La mia famiglia era povera ma i miei genitori, anche se non avevano soldi, avevano i principi e i valori giusti che mi hanno trasmesso. Li ringrazierò sempre per la loro educazione. Non fosse stato per loro chissà che strada avrei preso”. 

Li vede spesso? “Sì, sono venuti molte volte in Italia. Quando finirò di giocare tornerò a vivere in Brasile per stare con i miei amici”. 

Con i soldi che guadagna ha cambiato anche la qualità di vita dei suoi genitori? “Sì, certo. Grazie a Dio facendo il calciatore la mia condizione economica è cambiata. Gestisce mio papà il mio patrimonio. Ora è più facile ma bisogna stare attenti perché con i soldi non si scherza e a volte portano anche problemi. Ora i miei genitori hanno una loro casa“.

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L’infanzia nelle favela: Da piccolo ho subito episodi di violenza. Uscivo di casa alle cinque del mattino per andare a raggiungere il campo di allenamento che era a 55 km di distanza e dovevo prendere il pullman da solo. Avevo appena 12 anni e mi è capitato di finire in mezzo a scene in cui la polizia sparava ai ladri e a volte qualcuno rimaneva anche a terra. Sono stato fortunato a non essere colpito. Non è facile a 12 anni andare ad allenarsi in un contesto simile. Vivere queste esperienze mi ha fortificato e fatto crescere in fretta. Anche per questa infanzia, quello che ottengo adesso lo apprezzo ancora di più”.

Cosa pensa del virus? “Io penso che sta portando tanti cambiamenti anche nelle piccole cose. Dal lavarsi le mani appena rientri a casa, a lasciare le scarpe fuori. Non puoi frequentare tutti i parenti. Ma io dico che alla fine sapremo apprezzare di più le cose che contano. E sarà così sia per i ricchi che per i poveri. . Credo che l’Italia stia rispondendo molto bene alla pandemia. Dobbiamo fare tutti attenzione. Certo è che stare a casa e non poter lavorare è dura ma il governo si sta muovendo per dare una mano”.

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Riguardo Martino Cozzi

Martino Cozzi
Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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