domenica , 6 Settembre 2026
fabio grosso sassuolo inter conferenza
foto: sassuolocalcio.it

Sassuolo-Fiorentina, Grosso: “La loro voglia di riscatto deve farci alzare il livello di presenza, intensità e continuità”

In occasione di Sassuolo-Fiorentina (qui potrai seguire la nostra diretta live da Reggio Emilia), che si giocherà domani al Mapei Stadium, mister Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa.

La partita può essere una trappola? “Io vi ho già risposto rispetto a questa parola perché trappole non ce ne sono in un campionato così per noi che arriviamo in questo tipo di campionato. Sappiamo tante cose, come tutti quanti le stanno raccontando. Però per me la cosa fondamentale è riuscire a capire quanto sarà importante fare una bella partita, piena sotto tutti i punti di vista perché l’avversario è un avversario di livello. È un avversario di livello che ha delle difficoltà, che vuole superarle, che tante cose che riguardano loro le abbiamo ascoltate, sentite e le conosciamo tutti. Però per me è importante che ci concentriamo su quelle che riguardano noi e che poi vanno a essere quelle determinanti. Cioè riuscire a fare una grande partita perché per fare un bel risultato ci sarà bisogno di farla sotto tutti i punti di vista: grande intensità, grande qualità, grandissimo spirito di sacrificio e voglia di ottenere un bel risultato perché è quello che vogliamo“.

Quanto conta la testa? “Per me tantissimo ma non solo in una partita del genere, in tutte le partite l’aspetto mentale diventa determinante. Perché comunque ti fa riconoscere le situazioni, ti fa rimanere dentro le situazioni, ti aiuta a cercare le soluzioni e quindi è un aspetto fondamentale su cui proviamo a lavorare tanto. Su cui proviamo a stuzzicare tanto perché comunque è quello che poi ti permette di tirare fuori quelle che sono le altre caratteristiche fisiche, tecniche, tattiche però senza il cervello poi tutto il resto diventa secondario“.

L’essenza di Berardi peserà? “Sì. Molto probabilmente penso che giocherà Cristian Volpato. Ovviamente lo sappiamo che è l’assenza di un giocatore è importantissimo per noi. Però poi quando determinati eventi diventano dei fatti e quindi sappiamo quello che è successo, ci è dispiaciuto ovviamente tantissimo, però poi quando diventa un fatto lo devi considerare come tale e quindi essere bravo a farlo diventare un’opportunità. Questa è la volontà che abbiamo noi ed è questa la volontà che hanno tutti i ragazzi per cercare di sopperire alle varie difficoltà che poi possono arrivare durante la stagione, che arrivano per tutti e la bravura è quella di nella difficoltà essere bravi a trovare le soluzioni per uscirne fuori”.

Situazione infortuni, oltre Berardi: “No, non abbiamo ancora recuperato nessuno. Abbiamo fuori quelli che già erano fuori, si aggiunge Domenico. E quindi chi non c’era non c’è, dovremmo avere 19 giocatori di movimento con tre portieri a disposizione per fare questa partita“.

Qual è la condizione psicologica della Fiorentina: “Tutto quello che riguarda loro ovviamente noi lo sappiamo, lo conosciamo però sono cose che riguardano loro. Conosciamo il modo con cui arriveranno, sappiamo che tipo di partita hanno intenzione di fare. Comunque hanno detto e ripetuto che è il momento loro per provare a ripartire. Tutte queste cose noi le sappiamo però noi possiamo essere concentrati su quello che vogliamo fare noi all’interno di questa partita, su come lo vogliamo fare che è la cosa più importante. Ci sono tante incognite in questa partita perché comunque hanno a disposizione tanti ragazzi e possono usare tante modalità diverse di gioco perché ho letto anche che potrebbero cambiare o non cambiare in un modo rispetto a un altro. Tutto questo deve farci alzare il livello, il livello di presenza, il livello di intensità all’interno della gara, il livello di riempire questa partita in tutti i momenti perché comunque è una partita che sicuramente ovviamente come tutte le gare all’interno avrà delle difficoltà. Dentro queste difficoltà saperci stare, saper resistere insieme per poi avere le qualità – perché le abbiamo – per proporre quello che ci piace proporre. Quindi essere in grado di fare partita piena questa è la cosa più importante. E farla con continuità, farla con intensità, farla con un grandissimo spirito di sacrificio da parte di tutti quanti“.

Volpato dovrà convincere Fabio Grosso? “No, ma Volpato non deve convincermi. Io sono molto convinto delle qualità che hanno i miei ragazzi. Poi qualcuno ha delle potenzialità quindi significa che questo potenziale va riempito e va espresso con continuità. E questo poi per poter diventare dei giocatori a tutti gli effetti. Quindi l’obiettivo è quello in tutti i ragazzi di fare una bella prestazione dentro la gara, a prescindere da quanti errori si commettono. Perché poi io gli errori so che ci sono e ci saranno, ci sono sempre stati. Ma l’importante è quello che succede subito dopo l’errore, l’importante è il modo con cui si affronta l’errore. L’importante è avere quella bravura di insieme stare dentro la gara, riconoscere i momenti della gara, capire quando è il momento di affondare, capire quando è il momento di saper resistere. In alcune partite l’abbiamo fatto meglio, in altre abbiamo fatto meno bene, ovviamente in questo campionato con questo livello se alzi i momenti in cui lo fai meno bene sicuramente poi gli avversari ne sanno approfittare. E questa è un’altra considerazione che abbiamo fatto e che sappiamo e che cercheremo di limitare“.

Quanta paura c’è di diventare la prima squadra che concede una vittoria all’avversario che non ha ancora vinto? “Paura non è che mi entusiasma come termine, per me è fondamentale comunque sempre avere grandissimo rispetto per gli avversari, sempre il timore che comunque gli avversari hanno delle qualità che ti possono mettere in difficoltà e questo timore poi deve andare a stuzzicare quelle che sono le tue caratteristiche e metterle dentro al campo con grandissimo coraggio e grande personalità. Per me questo è il nostro obiettivo a prescindere poi da tutte le considerazioni che si fanno fuori rispetto alla prima vittoria o alla ripartenza che può essere il momento loro o no. Quello che si dice fuori ovviamente lo ascoltiamo, lo sappiamo, lo sapevamo anche se non fosse stato detto fuori. A noi ci interessa quello che vogliamo noi, quello che facciamo noi, come lo facciamo, sapendo che le partite sono difficili, gli avversari sono molto forti. Questa è una squadra che penso quasi con gli stessi interpreti, l’anno scorso aveva tantissimi punti in più, ha finito con un bottino molto molto grande. Sicuramente si è incanalata in un momento difficile, ne vuole venire fuori, ha le qualità per farlo. L’importante è che noi sappiamo che l’obiettivo nostro è quello di farli trovare di fronte a una squadra che ha altrettanta fame, altrettanta ambizione, altrettanta voglia di conquistare un risultato positivo“.

Chi è il vice-Pinamonti, Moro o Cheddira? Possono giocare anche insieme? L’infortunio di Berardi è una possibilità per Cheddira? “A differenza di Luca Moro che a me domenica scorsa quando è entrato a Como negli ultimi 20 minuti ha fatto veramente una bella partita e sono stato molto contento di come è entrato. Peccato perché ha avuto anche l’opportunità, sia lui sia Cristian che Tarik, per riaprirla. E poi le gare cambiano perché poi ti ricordi solo il finale, però se poi sei in grado di riaprire quella gara secondo me comunque metti timore all’avversario e entri in una scia positiva che ti permette di andarti a giocare la gara fino alla fine, cosa che invece lo hai fatto ma senza avere grandissime speranze di riaprire la gara. La differenza è che Luca comunque è centravanti a tutti gli effetti, Cheddira è centravanti, lo sa fare, lo ha fatto anche con noi, ma ha le caratteristiche anche per poter giocare da attaccante esterno. Perché comunque sa, riconosce i tempi con cui attaccare la profondità, forse lo fa con meno qualità rispetto agli esterni che abbiamo a disposizione noi, ma lo fa sicuramente con un’intensità e con una cattiveria che lo contraddistinguono molto alta. Quindi domenica ho preferito Luca perché comunque pensavo fosse utile, come poi in realtà è stato. Mi serviva un giocatore che riuscisse a collegare il gioco e poi andasse anche a finalizzare, invece con Wall saremmo andati tanto negli spazi, ma avevamo già giocatori che andavano negli spazi, quindi pensavo fosse la soluzione migliore quella di Luca. Se avessimo riaperto la gara sicuramente sarebbe stata molto meglio di come poi in realtà è stata. Però sono contento dei miei ragazzi, adesso a disposizione abbiamo sei ragazzi giocatori offensivi, senza contare Pierini che può diventare il settimo, ma può diventare il sesto giocatore di centrocampo utile nelle rotazioni. Tutti sono importanti, e con le cinque sostituzioni diventano determinanti i ragazzi che entrano, su 19 ne potremmo utilizzare 15 di movimento, quindi come detto anche a loro tutti devono sentirsi partecipi al cento per cento di questa gara perché sarà importante l’apporto di tutti“.

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Riguardo Giuseppe Guarino

Giornalista beneventano ma neroverde, mancino e grafomane. Sempre attento a tutto ciò che gli cambia attorno, ma con leggerezza. Prova a dare la sua visione sul mondo del Sassuolo

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