lunedì , 5 Dicembre 2022
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foto: sassuolocalcio.it

Raspadori raccontato da Aldo Tolomelli: “Fiero di lui, merito suo e della famiglia”

Giacomo Raspadori è uno dei giocatori più talentuosi che il settore giovanile del Sassuolo abbia mai sfornato: è ormai nota a tutti la storia dell’attaccante classe 2000, bolognese, che diede i primi calci al pallone con il Progresso, società di Castel Maggiore, e venne notato dal Sassuolo quasi per caso, interessato al fratello Enrico di tre anni più grande. Il suo primo tecnico è stato Aldo Tolomelli, che lo ha allenato per due stagioni. Aldo è stato raggiunto dai colleghi di Cronache di Spogliatoio:

“Non ci sentiamo da qualche mese, ma seguo ogni partita del Sassuolo. Ogni volta che lo vedo, mi torna in mente l’occhio sveglio di un bambino di dieci anni. Lo stesso che, al Torneo Tassi del 2008, mi disse «Mister, posso provare a metterla da calcio d’angolo?» e segnò davvero. Il Tassi è uno dei tornei più importanti della provincia a livello giovanile, da lì sono passati diversi giocatori. Era la finale contro l’Imolese, giocavamo sotto il diluvio universale, cinque contro cinque, anche Jack faceva fatica. Poi arriva quel calcio d’angolo per noi, lui mi chiede di poter tirare e io gli rispondo di provarci. Palla sul secondo palo e torneo vinto”.

Giacomo Raspadori intervista aldo tolomelli
Giacomo Raspadori con i compagni di squadra al Progresso (cerchio blu, foto: Cronache di Spogliatoio).

Una delle qualità più preziose che Giacomo possiede è quella di essere ambidestro, una dote costruita con l’allenamento per imitare il fratello, come ha rivelato ad aprile in un’intervista alla Gazzetta: “I primi mesi non riuscivo a capire se fosse destro o mancino, calciava con facilità fin da bambino. E poi non mollava mai: per portarlo via dal campo bisognava prenderlo di peso. A fine allenamento, continuava a giocare al parco: eseguiva con naturalezza qualsiasi esercizio, era instancabile. Ad un torneo ci servivano nove reti per passare il turno. Lui mi disse: «Ci penso io», fece 6 gol, 4 assist e ci qualificammo. Fece tutto da solo, cose mai viste prima”.

Il provino con la Roma? Lo organizzò Bruno Conti, Giacomo arrivò alla stazione Termini con la Roma ma non si presentò nessuno: credo si siano dimenticati di andare a prenderlo, così tornarono a casa. Poi arrivò il Sassuolo: i neroverdi avevano adocchiato il fratello Enrico, ma lo scout notò anche Jack e se ne innamorò. Quel piccoletto rapido e veloce dribblava tutti. Sono fiero di lui e di ciò che è diventato. Certamente merito suo, ma anche di una famiglia solida alle spalle. I nonni erano ogni partita sugli spalti, i genitori sono persone d’oro, mai una lamentela. Jack è uno di quei talenti capaci di stregarti”.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Appassionato di calcio e di sport in generale, ho deciso di condividere la passione per il Sassuolo e per la scrittura con Canale Sassuolo. In redazione curo la sezione del settore giovanile. Per contattarmi, scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it.

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