martedì , 29 Novembre 2022
Ceramiche Sassuolo crisi

Le ceramiche di Sassuolo messe in crisi dalla guerra in Ucraina: “Stop produttivo tra uno-due mesi”

“Abbiamo ancora un mese, un mese e mezzo di capacità produttiva. Poi, e lo dico con profonda amarezza ma anche sano realismo, vista la
tragedia della guerra e quello che comporta anche sul piano del caro energia, dovremo fermarci. Stop produttivo e chiusura delle aziende con quel che ne consegue: ricorso alla cassa integrazione e a tutti gli altri ammortizzatori sociali… Alcune stanno già valutando. Tra uno-due mesi massimo in queste condizioni il mondo ceramico italiano si ferma“. A pronunciare queste parole è Giovanni Savorani, Presidente di Confindustria Ceramica, ai microfoni della Gazzetta di Modena. E il Distretto di Sassuolo, che nel settore della ceramica è leader a livello nazionale, è il primo a risentire pesantemente del mancato approvvigionamento di materie prime e del rincaro dell’energia, gas russo in primis.

Il settore ceramico è il più esposto tra i tanti comparti produttivi economici – continua Savorani. “Gran parte dell’argilla per produrre piastrelle e rivestimenti proviene dall’Ucraina e in particolare dalle zone di confine con la Russia, dal Donbass. E da dove partono le navi cargo che portano l’argilla alle nostre industrie? Dal porto di Mariupol… E se anche si potesse estrarre dalle cave e immaginare di partire da Mariupol, poi dal Mar Nero non esce nessuno. Le aziende hanno qualche scorta, ma siamo agli sgoccioli. La produzione era ai massimi, come tutto il sistema economico nazionale che stava viaggiando a ritmi con crescite record, dopo due anni di Covid”.

Ceramiche Sassuolo crisi
Giovanni Savorani

“Il governo? Non ha stanziato fondi, ma soltanto deciso per una defiscalizzazione per le imprese. Ma quando il provvedimento è stato deciso si parlava di un gas che costava sui 100-120 euro a Mwh e il risparmio per tutto il settore, in base a studi, era di 80-90 milioni. Su rincari di settore che viaggiavano, invece, sui 750 milioni. Ho sentito imprenditori e colleghi, se la situazione non cambia alla svelta non c’è altra strada: fermare gli impianti e le aziende. Alternative? C’è qualche cava in Germania e in Turchia, ma va rivista tutta la logistica perché non è la stessa materia prima e ci vuole del tempo”.

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E se alcune grandi aziende ceramiche come Marazzi, Iris, Granitifiandre, Florim e Atlas Concorde possono fare affidamento su un paio di mesi di approvvigionamento, lo stesso non si può dire del Gruppo Abk di Finale, che ha fatto ricorso alla cassa integrazione ed ha chiuso un forno; Panariagroup fa sapere che la quotazione dei prezzi del gas è diventata insostenibile e che sta predisponendo la chiusura temporanea. Hanno già fermato la produzione Ricchetti, Gruppo Fincibec, oltre alle reggiane Cotto Petrus, Antica Ceramica Rubiera, Saxa Gres e Serenissima Casalgrande.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Appassionato di calcio e di sport in generale, ho deciso di condividere la passione per il Sassuolo e per la scrittura con Canale Sassuolo. In redazione curo la sezione del settore giovanile. Per contattarmi, scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it.

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