Abbiamo perso il conto di quante volte, sulle nostre pagine e non solo, ci siamo imbattuti in lettori distratti che parlano senza cognizione di causa. È capitato un po’ a tutti, sia di leggere che magari di essere quel lettore. Una delle regole auree per formare una propria opinione su un determinato argomento è leggere tutto l’articolo, senza fermarsi al titolo: una buona pratica sempre più bistrattata. D’altra parte, però, spesso la stampa vuole che si legga solo il titolo, soprattutto se schiaffato in prima pagina, per indirizzare l’opinione di chi legge. C’è chi se ne approfitta, di questa crescente superficialità dell’utenza. È questo il caso delle interviste di Giacomo Raspadori alla Gazzetta dello Sport e di Davide Frattesi a Tuttosport. Entrambe fresche di stampa, essendo uscite rispettivamente nell’edizione di ieri e di oggi.
La Gazzetta dello Sport ha lanciato l’intervista a Jack in prima pagina con il seguente titolo: “Juve ci sono!”. Sfogliando fino all’intervista integrale, la Gazza parte in quarta dal paragone con Dybala, passando poi all’interesse della Juve nei suoi confronti, non più presunto ma acclarato dopo l’intervista di Carnevali rilasciata proprio alla Gazzetta qualche settimana fa. Uscita anch’essa con un titolo fuorviante, “Ecco chi vuole i miei gioielli“, ma parzialmente giustificata dalle dichiarazioni fiume sul Calciomercato dell’amministratore delegato neroverde, che hanno causato non poche lamentele tra i tifosi neroverdi (L’Occasionale l’ha analizzata criticamente in questo articolo).

“L’interesse inorgoglisce, sono contento che si faccia il mio nome per un trasferimento alla Juve O AD ALTRI GRANDI CLUB. La mia ambizione è giocare a quel livello, (…) la Champions League è la manifestazione che ambisco a giocare”. L’insinuazione che il Sassuolo sia una succursale della Juve è un po’ come il vino: più stagiona e più diventa buona. Dal momento che smentire le voci non è più un’opzione, dopo la suddetta intervista di Carnevali, cosa avrebbe potuto dire Raspadori per evitare gli insulti di chi già addita questa trattativa come l’ennesimo regalo neroverde alla Vecchia Signora? Probabilmente avrebbe potuto solo declinare l’intervista, dato che, indipendentemente da quel che viene detto, la prima pagina è già pronta per la stampa.
Tuttosport ha forse fatto peggio dei colleghi milanesi. “La mia famiglia Juve” è il titolo scelto dal quotidiano diretto da Guido Vaciago per presentare l’intervista a Davide Frattesi. Il sottotitolo enfatizza ulteriormente la presunta connessione già esistente con la Juve, facendo leva sulla fede juventina del nonno e sul famoso scambio di maglia con Marchisio ai tempi della Roma. “Sicuramente l’interesse della Juve fa piacere, ma ora non è il momento di pensare a certe cose. Penso solo a finire bene la stagione, poi quest’estate si vedrà. (…) Lo sapesse mio nonno si sarebbe sentito male, sarebbe stato bellissimo”. Frattesi ha fatto eco a Raspadori, tenendo se vogliamo anche un profilo più basso del compagno: ma non è bastato per ottenere un titolo equo, anzi.
È scandaloso che ormai si faccia mercato con dichiarazioni rilasciate dai calciatori.#Frattesi #Raspadori #Juventus #Juve pic.twitter.com/zsdw6sfHHp
— Luca Rinaldi 💎©️ (@LucaRinaldi__) April 23, 2022
Capiamo benissimo che il mondo dell’editoria stia vivendo un periodo di forte crisi. Lo viviamo noi in primis sulla nostra pelle, con il nostro lavoro che è sostanzialmente a ricavo zero e alla ricerca costante di fondi per andare avanti. E capiamo perfettamente l’esigenza di proporre dei titoli un po’ più piccantini per indurre ad acquistare qualche copia in più. Ma se per arrivare a questo obiettivo si deve utilizzare un disegno precostituito atto a manipolare le opinioni del pubblico e a spremere un refrain trito e ritrito – nella fattispecie, quello del “Sassuolo succursale della Juve” – siamo spiacenti ma a noi non sta bene.
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