venerdì , 20 maggio 2022
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davide frattesi intervista
foto: sassuolocalcio.it

Frattesi a Tuttosport: “Il gol dell’andata alla Juve l’emozione più grande in campo”

Tuttosport ha intervistato in esclusiva Davide Frattesi, centrocampista del Sassuolo. Si è parlato di Sassuolo-Juve, dei trascorsi alla Roma e in Serie B, della Nazionale e di tanto altro ancora. Queste le dichiarazioni integrali di Frattesi:

Su Sassuolo-Juve: “A cosa penso? Sicuramente la partita dell’andata. Il mio gol, la vittoria allo Stadium… e il pensiero di mio nonno Carmine, che era un tifoso juventino sfegatato. Sono queste le prime cose che mi vengono in mente. Assieme al pensiero di fare un’altra grande partita e provare a vincere ancora, anche per cancellare la brutta sconfitta che abbiamo incassato domenica a Cagliari. Il gol all’Allianz è stata la mia emozione più grande, assieme al gol del 3-2 al 95’ segnato con l’Empoli nel derby in casa del Pisa, nel 2019, dopo che avevamo subito il 2-2 al 93′”.

Sulla stagione: “Bella, ma un po’ di rammarico guardando la classifica lo abbiamo. Avessimo avuto sempre le motivazioni che siamo riusciti a trovare contro le grandi avremmo potuto avere 6-7 punti in più: non saremmo di certo a giocarci lo Scudetto, ma inseguire l’Europa sì. Partite come quella di Cagliari ci hanno tarpato le ali”.

Sui giovani: “Veniamo qui perché è una società non troppo pressante sui risultati e questo aiuta a lavorare bene, soprattutto i giovani. Poi, parlo per la mia esperienza di quest’anno, c’è uno staff eccezionale, che ha messo a loro agio tutti noi nuovi arrivati, e un grande gruppo, molto sano, dove si lavora bene. Un posto perfetto per crescere, il resto dipende dal singolo”.

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Foto: laziochannel.it

Frattesi sulla sua carriera: “Finora non ho sbagliato una stagione? Ho tanta fame. Fin da piccolo ho sempre detto e ripetuto a tutti che sarei voluto arrivare in alto: quando ero in Serie B per me era uno stimolo, mi dicevo “devo arrivare in Serie A”. E’ così anche ora e così sarà sempre nella mia carriera: voglio cercare di arrivare sempre più in alto. La prima stagione a Ascoli, a 18 anni, è stata forse la più importante, anche se a Empoli e Monza ho fatto meglio a livello di numeri. Ascoli però è una piazza molto calorosa e ci sono stati periodi in cui non siamo andati benissimo e si sentiva la pressione: ma in una carriera serve vivere certi momenti, prima ci passi e prima cresci”.

Frattesi sullo scambio di maglia con Marchisio: “Era una delle prime volte che venivo convocato in prima squadra nella Roma, ci andavamo a riscaldare a turno a gruppi di tre e gli juventini facevano lo stesso: quando arrivò il mio turno tra loro c’era Marchisio. Mia nonna Stefania da anni mi faceva i collage con le foto mie e sue dicendomi “Sei uguale!”, io le rispondevo che lo diceva perché mi vedeva con gli occhi dell’amore. Una volta lì, con l’idolo di una vita, forse più ancora di mia nonna che mio (ride, ndr), sono andato a chiedergli la maglia. E’ stata una grande emozione, io avevo giocato solo in Primavera, ma lui mi ha detto subito che a fine partita me l’avrebbe data, e al fischio finale pur avendo perso è venuto subito da me. Io presi la maglia e non sapevo cosa fare. Pensavo “La mia non la vorrà, che se ne fa?”, invece me la chiese. Siamo rimasti in contatto e lo sento tuttora, persone di quello spessore umano nel calcio si incontrano raramente. Il giocatore poi lo conosciamo tutti… Mi rivedo in lui nella capacità di inserirsi e di ricoprire più ruoli, qualcosa di simile c’è. Parlandoci ho anche scoperto che siamo stati tutti e due un anno a Empoli, ma sicuramente io devo continuare a lavorare e tanto. Lui ha fatto una carriera importantissima, è stato uno dei centrocampisti italiani più forti. Devo lavorare per cercare di riuscire magari un giorno a emularlo. Juve? Sicuramente l’interesse fa piacere, questo è certo. Con Claudio avevamo fatto una cena tra amici al suo ristorante, mangiando tra l’altro molto bene. Ma ora non è il momento di pensare a certe cose. Penso solo a finire bene la stagione, poi quest’estate si vedrà”.

Su Galliani e Berlusconi, avuti a Monza: “Ho avuto modo di vedere un altro tipo di gestione. A Monza hai tutto, ogni tipo di comfort e un’organizzazione che poche squadre in Serie A hanno. Loro ti danno tutto e non ti tolgono niente, non vai in ritiro se le cose non vanno bene, ma se a fine stagione hai deluso le aspettative è difficile che tu possa essere riconfermato. E’ una gestione che condivido, perché alla fine devono contare i risultati sul campo. Poi c’è l’aspetto umano: ogni volta che parla il dottor Galliani bisogna tenere le antenne drizzate, perché ogni parola è storia. Siamo rimasti in contatto e lo sento spesso, commentiamo a caldo ogni partita perché le vedo tutte: ho il Monza nel cuore, dai magazzinieri a tutto lo staff dell’anno scorso, e non aver centrato la promozione è il mio più grande rimpianto. Speriamo… e non dico nient’altro per scaramanzia”.

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foto: sassuolocalcio.it

Sul confronto tra il Frattesi di oggi e di ieri: “Sicuramente è migliorato tatticamente. Ma non ci voleva tanto, come ci diciamo col mister… (ride, ndr). Sicuramente lui mi ha aiutato a sviluppare questa caratteristica, che non è la mia più spiccata. Per diventare un giocatore completo però c’è bisogno di tutto, dall’inserimento alla fase difensiva e da parte sua ho ricevuto un aiuto grande in questo senso. Dovendo individuare un aspetto in cui sono cresciuto direi sicuramente quello tattico. Le ragazze mi cercano di più dopo l’intervista a Dazn? Fare la vittima è servito: si sono riprese le ragazze. Fuori dal campo sono un tipo molto tranquillo e Modena, dove vivo, aiuta a mantenere la tranquillità. Spesso resto al campo fino alla chiusura, poi a casa faccio la pressoterapia, con un macchinario che comprime per attivare la circolazione e recuperare un po’ prima, guardo qualche film e gioco un po’ alla Play. E studio inglese, che è sempre importante”.

Sulla Premier League: “Mi piacerebbe giocarci, sicuramente per caratteristiche è un campionato in cui mi vedo. Però è un passo da fare tra due o tre anni, dopo essermi affermato. Ma è un campionato che mi affascina molto, perché non hai troppi tatticismi e fai per novanta minuti avanti e indietro: questa idea mi piace. Poi Scamacca, che è stato in Olanda, mi ha detto che all’estero hanno tutto un altro modo di approcciarsi al calcio. Sarebbe bello anche per conoscere una nuova cultura”.

Sulla Nazionale: “Entrare nello spogliatoio è qualcosa di impattante. Vedi il tuo sogno che inizia a diventare realtà. Anche se non ho mai esordito, né sono stato convocato per partite ufficiali, è una bellissima emozione. E’ un po’ il coronamento di qualcosa per cui ho lavorato ogni giorno. Il mio obiettivo è sicuramente riuscire prima o poi a esordire, sarebbe un’emozione incredibile, ma devo meritarmelo a cominciare da questo finale di stagione”.

Frattesi sull’eliminazione dal Mondiale: “E’ stato un bel colpo, ma parlo prima di tutto da tifoso. Ricordo ancora le corse su e giù per il viale che mi sono fatto da bambino nel 2006 ogni volta che l’Italia segnava ed è qualcosa che a questa generazione mancherà. Però l’Italia viene comunque da un Europeo vinto e ci sarà tempo per provare a ripetere qualcosa che è stato sicuramente bellissimo”.

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Davide Frattesi all’Europeo U21 (foto: forzamonza.it)

Sull’interesse della Juve: “Lo sapesse mio nonno si sarebbe sentito male, come quando ho segnato il gol all’Allianz. Avrei dovuto togliergli la televisione, il telefono, i giornali… anche se con quelli sarebbe stata dura perché si svegliava prestissimo. Sicuramente sarebbe stato bellissimo per lui. E’ stata la prima persona che ha creduto in me, da bambino mi appendeva la sua pagella sulla porta dopo ogni partita. Una volta al ritorno da una trasferta con la Nazionale Under 17, in cui avevo segnato alla Georgia il gol decisivo per la qualificazione all’Europeo, all’aeroporto c’era lui con una bandiera dell’Italia gigantesca, quasi in lacrime per la contentezza. Sarebbe stato bello riuscire a fargli vivere qualche emozione. E’ un rimpianto che ho, però purtroppo la vita è anche questa”.

Frattesi sull’amicizia con Luca Pellegrini: “No, non l’ho sfottuto. Io le partite le vivo o bene bene o male male: se perdiamo non rispondo a nessuno per tre o quattro giorni, figuriamoci se uno dovesse sfottermi. Non gli risponderei o gli risponderei male: quindi, non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te. Luca è un amico da tanto tempo, ci sentiamo ogni tanto e ci sentiremo sicuramente. E’ un amico e un ottimo giocatore, la Juve ha fatto sicuramente un bel colpo a tenerselo”.

Sul settore giovanile della Roma: “Di speciale ha intanto il bacino d’utenza enorme della città. Poi ci sono un ottimo settore di scouting e un lavoro che inizia a 7-8 anni, con allenatori preparati che ti insegnano a giocare a calcio, curando tutti i fondamentali, e non pensano a vincere le partite per se stessi. Sicuramente crescere lì ti dà delle chance di arrivare, poi sta a te”.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Appassionato di calcio e di sport in generale, ho deciso di condividere la passione per il Sassuolo e per la scrittura con Canale Sassuolo. In redazione curo la sezione del settore giovanile. Per contattarmi, scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it.

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