giovedì , 26 novembre 2020
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fonte: pagina Facebook Andrea Scanzi

Andrea Scanzi per Canale Sassuolo: “Di Francesco un grandissimo, con Ventura spazio a Berardi”

Canale Sassuolo ha avuto il piacere di intervistare Andrea Scanzi. Il noto giornalista e scrittore aretino, una delle firme più taglienti de Il Fatto Quotidiano e volto noto della televisione, è un grande appassionato di calcio e conduce il programma Futbol, da alcune settimane in onda su La7. Ringraziamo Andrea per la grande disponibilità dimostrata e riportiamo il suo scambio di opinioni con il nostro Massimiliano Todeschi.

 

Andrea, il tuo essere poliedrico è una dote molto apprezzata dal pubblico. Ti occupi di politica, cultura, sport, enologia. Pare davvero che tu sia riuscito a trasformare in professione le tue passioni. Ma quale tra quelle citate è quella che senti più tua?

Innanzitutto ti ringrazio per avermi detto che sono poliedrico e non tuttologo (ride, ndr). Comunque “i veri Scanzi” sono sostanzialmente tutti quelli che hai citato perché cerco di fare ogni cosa col cuore e al meglio. Ho effettivamente tante passioni e cerco di fonderle, quando possibile: se dovessi proprio sceglierne una opterei per la scrittura che ritengo sia al centro di tutto. Che io mi occupi di teatro, di musica, di cinema, di politica o di sport cerco di basare tutto, appunto, sulla scrittura. Il 90% di chi mi conosce mi vede però solo come opinionista politico e probabilmente gran parte di chi mi apprezza vorrebbe che parlassi soltanto di quello…ma a questi rispondo che preferisco vivere. Nella mia vita privata faccio anche molto altro e in generale raccontare storie è quel che mi appassiona di più.

Veniamo al calcio. Da qualche settimana conduci Futbol, programma che si discosta molto da trasmissioni sportive comunemente intese. In particolare mi ha colpito il ricorso a quello che oggi si chiama storytelling ma che preferisco continuare a chiamare narrazione: il monologo finale è di fatto un racconto che mira a catturare l’emozione dell’ascoltatore. Qualcosa di ben lontano dal sensazionalismo e dalle trasmissioni urlate cui per certi versi siamo abituati…

Prima di parlare di Futbol è bene fare una precisazione: La7 è una rete che non ha mai trattato di calcio. Se si fosse optato per una trasmissione, peraltro in seconda serata, incentrata sui temi del calciomercato comunemente intesi il fallimento sarebbe stato certo. Abbiamo dunque cercato di proporre qualcosa di diverso, un format dove notizia e racconto si possono fondere e non una trasmissione di tre ore centrata esclusivamente su Higuaìn o Icardi. Ti dirò che questo approccio ha un po’ spiazzato chi mi segue, anche perché gran parte del pubblico non riesce a concepire uno Scanzi che parli di calcio e non di politica: dopo la prima puntata del 12 luglio sono arrivate anche alcune osservazioni non benevole. Mi fa però piacere che, a partire dalla terza puntata, chi ci segue abbia cominciato a capire il senso della trasmissione, portandoci a raggiungere un ottimo 3% di share, gran dato per La7. Da noi non si urla, si scherza e cerco naturalmente di mettere in risalto la mia impronta “narrativa”. Con un po’ di fortuna e con il tempo potremo raggiungere risultati ancora migliori.

Naturalmente te lo auguriamo. Passiamo ora al Sassuolo: i neroverdi sono stata la principale sorpresa dello scorso campionato e allo spareggio per l’accesso alla fase a gironi di Europa League si troveranno di fronte la Stella Rossa Belgrado. Per te è stata effettivamente una sorpresa o, conoscendo mister Di Francesco, si poteva in qualche modo attendersi un exploit simile?

Il Sassuolo è arrivato sesto perché si è dimostrato oggettivamente più forte del mio Milan. Non dico che avrei scommesso tutti i miei beni sul sesto posto dei neroverdi, ma devo dire che è stato un risultato che non mi ha stupito. Mi sarei sorpreso tre anni fa, non oggi. La società è ottimamente organizzata e può ricordare un po’ il Parma di Nevio Scala o il primo Chievo: una squadra medio-piccola che, nei fatti, tanto piccola non è e che arriva subito dopo, con pieno merito, alle “grandi” che hanno maggiori capacità economiche e maggior blasone. Chiaro che si sono commessi alcuni errori, tra i quali il più evidente è stato a mio giudizio la “parentesi Malesani”: potremmo anche parlare di Pavoletti, ma andremmo davvero a cercare l’ago nel pagliaio.

La politica di investimento sui giovani italiani è secondo te vincente nel lungo periodo?

Si tratta di una politica lungimirante che il Sassuolo non ha mai “tradito” lanciando tra gli altri Zaza, Pellegrini e ora Sensi. Il rischio può essere quello di essere considerati una “succursale della Juve” ma per come sono messi attualmente i bianconeri credo sia altamente preferibile questa soluzione all’essere la succursale del Genoa, com’era il Milan qualche anno fa. Scegliere giovani italiani, al di là di un nazionalismo che è spesso di facciata, è anche redditizio dal punto di vista economico, dal momento che la squadra investe il giusto e non si “spolpa” eccessivamente rincorrendo i grandi nomi. Alla vigilia degli Europei mi chiesi come mai Conte non avesse incluso alcun giocatore del Sassuolo nei 23 convocati: ma come, si fa un gran parlare del fatto che mancano italiani di talento e una squadra che arriva sesta con pochissimi stranieri non viene tenuta in considerazione?

fonte: pagina Facebook Andrea Scanzi
fonte: pagina Facebook Andrea Scanzi

 

In effetti ce lo siamo chiesti anche noi. Con l’avvento di Ventura potrebbe esserci maggiore spazio per qualche neroverde in Nazionale? Ovviamente il principale riferimento è a Berardi, che non era certamente ai primi posti nelle simpatie di Conte…

Ti racconto un aneddoto. Pochi mesi fa ho ritirato il premio Pietro Calabrese a Soriano nel Cimino, nel viterbese. Tra gli altri premiati vi era anche Ventura, che avevo incrociato in altre occasioni e che di lì a poco sarebbe diventato il ct della Nazionale: lo si sapeva già, ma non lo si poteva ancora dire ufficialmente. L’ho coinvolto in una sorta di gioco, invitandolo a scrivermi i suoi 23 convocati se si fosse trovato nei panni di Conte: non vi svelerò mai questi nomi ma posso assicurare che Ventura è una persona genuina, un esponente di quel calcio che fu che a me piace molto e potrebbe sicuramente dare spazio a volti nuovi e a un giocatore come Berardi. Tra l’altro, tornando alla bontà dell’organizzazione societaria neroverde, il solo fatto che Berardi sia rimasto a Sassuolo rifiutando la Juventus è un segno di forza: certo, in bianconero avrebbe fatto panchina, ma evidentemente la società è stata in grado di dare le giuste motivazioni a un gran talento del nostro calcio.

Torno a toccare in modo più diretto una corda “critica”, ovvero il tuo Milan: il sesto posto del Sassuolo è stato ottenuto più per merito dei neroverdi o per demerito di squadre in apparenza più attrezzate, che hanno investito molto ma che hanno fatto un campionato al di sotto delle loro aspettative?

Più merito del Sassuolo. In diverse trasmissioni sportive alle quali ho partecipato ho avuto modo di battere su un punto: di fronte a un risultato inatteso si tende sempre a dire che sono maggiori i demeriti delle grandi squadre, senza pensare che magari chi è meno blasonato vince semplicemente perché in quel momento è più forte. Di Francesco, che ritengo un grandissimo allenatore, ha dimostrato la sua grande preparazione e la società ha lavorato meglio di molte altre, facendo un po’ quel che ha fatto Conte agli Europei nel match contro la Germania. Sulla carta, specie a centrocampo, non ci doveva essere partita, mentre gli azzurri hanno giocato alla pari con i tedeschi. Certo, come accennavi il Milan ha fatto grandi investimenti sul mercato ma bisogna anche spendere bene: se destini 25/30 milioni per prendere Bertolacci hai speso male, e ora ti ritrovi con un Bacca che sembra non volere più nessuno… Senza contare che, mentre con Mihajlovic il sesto posto sarebbe stato possibile, con il povero Brocchi gettato nella mischia da un giorno all’altro non sarebbe stato un posizionamento meritato, sempre qualora lo si fosse raggiunto.

Cosa ne pensi, da milanista, della situazione societaria dei rossoneri, che non esito a definire kafkiana ma che sembra essere arrivata a una svolta nelle ultime ore?

La situazione è effettivamente kafkiana e lo è da qualche anno, ovvero da quando esistono sostanzialmente due società, una con a capo Galliani e l’altra appannaggio di Barbara Berlusconi. Dato che la firma di questa cordata cinese effettivamente c’è stata, la notizia principale è che, dopo trent’anni, il Milan non è più di Berlusconi. Se devo parlare da sostenitore dei colori rossoneri non ti nascondo che vedo questo passaggio come una liberazione dopo anni di gestione a tratti ridicola, allenatori bruciati e quant’altro. Certo, rimane da capire chi si cela dietro questa cordata, che non è quella di cui si parlava fino a pochi giorni fa e soprattutto non va dimenticato un altro punto chiave: il cosiddetto closing, con il versamento dei 740 milioni di cui si parla, è previsto per la fine dell’anno. Ciò significa che fino al prossimo gennaio mancheranno le risorse per il mercato, a meno che non si riesca a cedere Bacca. I tifosi del Milan dovranno capire che si va verso un altro anno di transizione, e dovrà farsene una ragione anche Montella, che reputo il nostro allenatore giovane più preparato insieme ovviamente a Di Francesco.

Buttiamoci sui pronostici. Il Sassuolo può riuscire a bissare o addirittura migliorare lo straordinario campionato appena concluso o potrebbe pagare dazio come accaduto in passato ad altre squadre italiane arrivate in Europa da neofite, come Udinese e Chievo?

Pronostico difficile. A prescindere dall’effettiva qualificazione ai gironi di Europa League, bisogna tenere presente che il cominciare dai preliminari, bene o male, destabilizza la squadra. Basti vedere quel che è accaduto alla Sampdoria l’anno scorso, uscita subito al terzo turno preliminare e poi costretta a lottare per non retrocedere. Credo comunque che il Sassuolo abbia tutte le carte in regola per arrivare nella parte sinistra della classifica: non ci sono molte altre squadre che possono aspirare a raggiungere questo obiettivo. Io ne conterei sette, a essere cattivo verso i neroverdi…

Per finire: scudetto già assegnato alla Juventus o ci si può aspettare qualche sorpresa e possiamo dunque continuare a seguire la Serie A?

Inutile negare che la Juventus è la squadra più attrezzata e si va incontro a una situazione simile a quella della Ligue 1 francese degli ultimi anni, dove il PSG trionfa in campionato con dieci giornate di anticipo. I francesi però non hanno combinato granché in Europa e dalle parti di Vinovo il principale obiettivo è la Champions. Lungi da me gufare la Juve, stimo Allegri ma la sua squadra sarà molto impegnata proprio sul fronte europeo quindi credo valga la pena di seguire comunque il campionato. Mai dire mai.

Invitiamo a nostra volta tutti i lettori a seguire il campionato sulle pagine di Canale Sassuolo e, nel frattempo, di non dimenticare il prossimo appuntamento con Futbol, in onda ogni martedì alle 23.10 su La7.

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