Ne aveva bisogno. Non tanto e soltanto per aggiornare la sua statistica di calciatore ormai affermato, ma anche per ritrovare quella tranquillità che, la scorsa estate, gli era venuta a mancare. Per sua stessa ammissione, Sebastiano Esposito ha trovato a Sassuolo l’ambiente su misura per tornare a sorridere e a esprimersi con tranquillità. Tutto era nato da quella che era stata una sua esternazione chiara al Cagliari, ovvero la volontà di cambiare casacca. Apriti cielo. Parte della tifoseria rossoblù, infatti, non ha accolto di buon grado questa decisione e non ha mancato di riservargli aspre contestazioni. Ma ora, per Sebastiano di neroverde vestito, tutto questo è alle spalle. E, per farselo scorrere come acqua sul marmo, ha trovato il mezzo migliore che potesse trovare, ovvero segnare. E per di più, scusate se è poco, una rete alla Juventus, la prima che ha spalancato ai neroverdi le porte della gloria. E ha consentito alla squadra di Alberto Aquilani di regalare nello spazio di poche giornate lacrime anche all’altra torinese dopo averle riservate al Torino il secondo turno.

La decima esperienza da calciatore di Sebastiano Esposito
Figlio dell’Inter, dove si è decisamente forgiato in quello che è poi emerso come talento cristallino, Sebastiano Esposito a Sassuolo è alla sua decima esperienza nuova. Le sorelle maggiori, a parte i nerazzurri, si sono chiamate Spal, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari, Sampdoria, Empoli e, appunto, Cagliari. Il ventiquattrenne attaccante originario di Castellamare di Stabia ha ormai, e i numeri lo provano a sufficienza, il palmares di un big con le sue 285 presenze condite da 87 reti e 31 assist per 15.691 minuti di gioco. In principio ebbe la vista sulla Madonnina partendo con l’Inter e girandosi in lungo e in largo le varie categorie con ottimo profitto, dall’Under 17 con la quale nel 2017-18, al primo anno, raggiunse la fase finale del campionato, alla Primavera sino alla prima squadra con cui disputò diciassette minuti di Europa League nel 2018-19 che in seguito sarebbero stati rinforzati da sette partite in campionato, tre in Champions League, due in Coppa Italia e altrettante in Europa League. Il 26 ottobre 2019, con la stagione 2019-20 appena cominciata, sarà un giorno che, sul suo calendario, varrà sempre quanto una data di nascita e un compleanno da festeggiare: è infatti quello in cui ha calcato i campi della massima serie con i nerazzurri per la prima volta nel 2-2 colto contro il Parma. E certamente non gli sarà più indifferente nemmeno il 23 ottobre 2019 quando, a diciassette anni e 113 giorni, subentrando al minuto 62 a Romelu Lukaku, disputò la sua prima gara di Champions League con i nerazzurri contro il Borussia Dortmund, secondo calciatore più giovane a farlo dopo Giuseppe Bergomi che fu anche campione del Mondo in Spagna con la nazionale di Enzo Bearzot nel 1982 e oggi svolge il ruolo di commentatore televisivo. Profumo di calcio che conta, quindi. Che lo avrebbe portato, in seguito, anche a varcare i confini italiani in Svizzera con il Basilea e in Belgio con l’Anderlecht.
LEGGI ANCHE: Il muro che non ti aspetti, ma che scoperta è Fedde Leysen?
Un assaggio di Emilia Romagna, poi di Veneto
Esposito, in Emilia Romagna, ci era già stato. E non per ragioni turistiche, ma proprio professionali perché, subito dopo il capitolo Inter, è arrivato quello di biancazzurro vestito targato Spal. Tredici presenze e una rete, poi dal Ferrarese ha preso la macchina risalendo sino al Veneto, dove si è accasato in laguna con il Venezia. Con i neroverdearancio si intrattiene una sola stagione, il 2020-21, tanto però quanto basta per lasciare il segno in cadetteria con 19 presenze, due reti e altrettanti assist. Fa infatti parte della squadra che, vincendo i playoff tutti veneti contro il Cittadella, accompagna Empoli e Salernitana in massima serie.
Giorni d’Europa
Qualcuno si accorge del suo talento ormai finemente lavorato e non più materia grezza da scolpire al di fuori degli italici confini. Esposito approda così la stagione successiva a Basilea in una delle squadra più titolate del calcio svizzero con 21 scudetti, 14 Coppe di Svizzera, una Coppa di Lega e tre Coppe delle Alpi. Tra Conference League, campionato di Super League e Helvetia Cup, lascia in terra renana 34 presenze con sette reti e nove assist. E’ il 2021-22 e in quell’anno, con i rossoblù, ottiene il secondo posto nel campionato svizzero con 62 punti a meno quattordici dallo Zurigo che si laureerà campione elvetico. Esposito scopre che giocare in giro per l’Europa non dà meno soddisfazioni che farlo nello stivale d’Italia e quindi rimane all’estero anche per la stagione 2022-23 con un’altra squadra top del calcio belga, l’Anderlecht, uno degli orgogli calcistici della capitale Bruxelles. E’ il 2022-23 e lascia un’impronta di ventuno presenze e due gol tra Conference League, campionato e coppa.
Nostalgia d’Italia
Esaurita la doppia, proficua esperienza estera, Esposito il 31 gennaio 2023 si riaccasa in Italia e questa volta ricomincia dal Bari con cui disputerà un campionato d’alto livello approdando sino alla zona playoff. Anche in questo caso, l’acqua che porta al mulino dei pugliesi non è di poco conto, quindici presenze, quattro reti e due assist. Ritorna poi all’Inter ma per essere subito girato alla Sampdoria che cerca il ritorno in massima serie. Esposito lascia all’ombra della lanterna ventitrè presenze, sei reti e altrettanti assist più l’approdo con la squadra blucerchiata ai playoff. Per i doriani la massima serie non si materializza ma per lui finisce agli archivi un’altra esperienza scintillante. Nel 2024-25 eccolo in terra di Toscana con la casacca dell’Empoli di Roberto D’Aversa. A livello collettivo non va benissimo con la squadra che scivola in cadetteria, lui prova a evitare il triste epilogo della compagine azzurra con 37 presenze, dieci reti e due assist che costituiscono un valido score personale.
Di nuovo con l’Inter, poi a Cagliari
L’Inter gli rispalanca le braccia e lo fa offrendogli anche l’opportunità di giocare quattro partite del Mondiale per Club con il sodalizio passato a quel punto nelle mani di Cristian Chivu. Ma ad attenderlo c’è la Sardegna con la sua formazione più rappresentativa, il Cagliari. Prima che il divorzio si consumi non proprio in modo lineare e all’insegna del volemose bene, Esposito ha modo di aiutare i rossoblù con 39 partite, otto gol e sei rifiniture a ottenere la salvezza. Ma, nonostante questo risultato lusinghiero, qualcosa tra le parti si incrina, nascono malintesi e lui esprime l’intenzione di non voler confermare la sua permanenza a Cagliari, con tutto il contorno di muro contro muro contro una parte di tifoseria che ne è seguito. Trascorsa un’estate tra le peggiori della sua vita se non proprio la peggiore, Esposito aveva bisogno di rimotivarsi e di lasciarsi alle spalle, parole sue, “la tanta m… subita”.
E ora il Sassuolo
Con i neroverdi, calcisticamente come sul piano umano, è stato amore a prima vista. E il primo gol segnato dopo due presenze ne è la prova provata. “Qui sto bene – le sue parole – e ho trovato l’ambiente ideale”. E un allenatore emergente che sa il fatto suo come Alberto Aquilani ed è in grado di farlo rendere al meglio. L’ex tecnico del Catanzaro gli ha subito fatto una dichiarazione d’amore, calcistica ca va sans dire, sottolineando come sia “generoso e bravo tra le linee e in grado di giocare in più ruoli”. Insomma, la fiducia se la sente e, al momento, l’ha ripagata con un gol di quelli che contano. Per la classifica, ma anche per la squadra a cui è stato rifilato. Il Sassuolo ha trovato un nuovo beniamino a cui tributare il suo affetto? Se il buongiorno si vede dal mattino, pare proprio di sì.
Cristiano Comelli

Canale Sassuolo Notizie Sassuolo Calcio