martedì , 6 Ottobre 2026
simone cinquegrano sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Simone Cinquegrano, andata e ritorno da Sassuolo (per lasciare il segno)

È partito che faceva parte della Primavera ed è tornato con un posto stabile in Prima Squadra. Cresciuto a pane e Sassuolo, Simone Cinquegrano ha spiccato un salto di due categorie che lo ha portato dall’Inter Under 23 in Lega Pro a riassaporare l’aria dell’Emilia. Quel neroverde che, tra Primavera e Under 18, aveva cominciato a dare forma compiuta ai suoi sogni di ritagliarsi uno spazio nello scintillante mondo della sfera di cuoio gli è rimasto nel cuore. E, probabilmente, quando lo ha lasciato in modo temporaneo, ha fatto a se stesso una promessa: quando ritorno, voglio incidere in maniera più significativa e a un altro livello. Detto, fatto. Lui le promesse se le mantiene. E il discreto inizio di campionato con le prime tre uscite dimostra che può ritagliarsi un campionato con i fiocchi.
 

Le origini a Sassuolo

Il calciatore, nativo di Modena, ha sinora disputato 172 partite realizzando undici reti e dieci assist e calcando il rettangolo verde per minuti nel numero di 10.907, aveva mosso i suoi primi passi proprio a Sassuolo. Tre presenze con una rete e un assist nella Viareggio Cup ne avevano già messo in evidenza la stoffa. E avevano dimostrato che il ruolo di difensore gli calza a pennello ma non per questo gli impedisce di “sconfinare” a beneficio suo e delle squadre a cui dà man forte concedendosi qualche incursione nelle aree altrui. Con l’Under 18 neroverde si fa valere con 35 presenze, una rete e due assist, con la Primavera pure timbrando il cartellino 57 volte, profanando per cinque le porte avversarie e mettendo generosamente in due casi i compagni in condizione di trovare gloria sottoforma di gol realizzato. Esterno, terzino , ala destra, difensore centrale per lui non fa differenza. Dove va lascia il segno. Nel 2022-23 figura anche lui nel novero di quel Sassuolo Primavera che ottiene il passaporto per la fase finale di campionato. Prima un pareggio per 1-1 con la Juventus, poi uno stop per 1-2 contro il Lecce. Non arriva una gloria di squadra, ma la sua consacrazione sì. Tanto che l’eco del suo talento batte le ali sino a farsi sentire in Romagna, dove lo attenderà il Rimini.
 

Il periodo in biancorosso

 
Nella stagione 2024-25, sulla riviera romagnola, Cinquegrano non “perde il vizio” di mettersi in evidenza e lo fa questa volta tra i professionisti. Simone l’ambizioso trova come allenatore quell’Antonio Buscè che siederà poi più tardi sulla panchina del Cosenza e attualmente allena il Pescara. La squadra giunge nona alla fine della stagione di Lega Pro centrando il traguardo dei playoff. Lui ci mette molto del suo contribuendo con trentotto partite, tre reti e due assist. Il suo nome rumoreggia sempre di più in senso positivo nell’ambiente calcistico. E quel rumore prende un volo diretto a Milano che poi gli aprirà la strada per giungere alla corte di Stefano Vecchi all’Inter Under 23.

All’ombra della Madonnina

Quando arriva in nerazzurro, Cinquegrano non è ormai più solo una promessa ma ha indossato la casacca della certezza. Con l’Inter Under 23 fa registrare una presenza imperiosa fatta di trentasette partite, due reti e altrettanti assist. Ma va anche più in là, assaggiando l’atmosfera della Prima Squadra con una convocazione in Supercoppa e una in Champions League pur senza scendere in campo. Comunque un attestato di stima, e la certificazione di qualità sul fatto che il ragazzo saprà trovare collocazione anche in massima serie. Basta aspettare. E lui, pazientemente, aspetta, finchè il Sassuolo lo richiama prendendo atto del fatto che lui, dopo tanta gavetta, è in condizione di misurarsi con la realtà dei grandi.
 
simone cinquegrano sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Il ritorno a Sassuolo nell’attuale campionato

Alberto Aquilani gli dà da subito una delle chiavi che aprono la porta d’ingresso alla formazione titolare: due presenze in Coppa Italia e tre in campionato, cinque partite, cinque discese in campo dal fischio d’inizio. A parte una prestazione un po’ altalenante contro l’Atalanta nella quale sulla rete dell’ex di turno Giacomo Raspadori ha avuto un po’ di deficit di attenzione, magari dovuto anche all’emozione del debutto in serie A con la Prima Squadra, contro Torino e Bologna ha mostrato autorità e personalità. Contro i granata ha rischiato di fare Bingo cogliendo una traversa, contro i felsinei ha messo Doig in condizione di realizzare la rete del vantaggio neroverde. Insomma, per essere soltanto le prime tre giornate, la sua messe è già abbondante e lo può candidare a essere non soltanto un punto di riferimento del Sassuolo, e segnatamente del reparto difensivo, ma anche un astro in grado di luccicare ancora di più nel firmamento della massima serie. La sua carta d’identità dice classe 2004. L’età recita ventidue anni. Un periodo della vita in cui ti puoi ancora permettere di sognare in abbondanza traguardi nuovi. Anche con un pallone tra i piedi.
 
Cristiano Comelli

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