Il rapporto tra il Sassuolo e il calcio olandese non è mai stato particolarmente fitto, almeno se confrontato con quello costruito dal club emiliano con altre scuole calcistiche europee. Sappiamo bene come quella dei Paesi Bassi venga considerata comunque una delle leghe più importanti a livello europeo: non è un caso che ci sia spesso equilibrio tra le squadre più importanti al vertice, così come anche per questo campionato secondo le quote eredivisie dei portali principali.
Eppure, nel corso degli anni, diversi giocatori nati o cresciuti calcisticamente nei Paesi Bassi sono passati dal mondo neroverde, lasciando tracce molto differenti tra loro. C’è chi ha trovato spazio in Serie A, chi ha contribuito alla promozione dalla Serie B, chi è transitato soltanto per pochi mesi e chi, invece, è stato formato nel settore giovanile prima di imporsi altrove.
Considerando anche i calciatori passati dalla Primavera, ma escludendo Jay Idzes (nato nei Paesi Bassi, ma naturalizzato indonesiano) i nomi da ricordare sono Timo Letschert, Ryan Flamingo, Seb Loeffen, Cas Odenthal e Tijs Velthuis. Una piccola colonia Oranje, quasi interamente composta da difensori, che racconta anche alcune delle differenti fasi attraversate dal progetto tecnico neroverde.
Timo Letschert, il primo vero olandese della prima squadra
Il nome più legato alla prima fase del rapporto tra Sassuolo e Paesi Bassi è senza dubbio quello di Timo Letschert. Il difensore centrale arrivò nell’estate del 2016 dall’Utrecht, acquistato a titolo definitivo dopo essersi affermato in Eredivisie. Classe 1993, poteva essere utilizzato anche qualche metro più avanti, ma il suo ruolo naturale rimaneva quello di centrale difensivo.
Il suo arrivo coincise con un momento storico per il Sassuolo, reduce dalla qualificazione in Europa League e impegnato a rendere la rosa più profonda per sostenere il doppio impegno. Letschert rappresentava perfettamente la filosofia di mercato di quegli anni: giovane, proveniente da un campionato particolarmente fertile dal punto di vista tecnico e con margini di crescita.
La sua esperienza italiana, tuttavia, fu condizionata anche da problemi fisici e non riuscì a trasformarsi in una lunga storia da protagonista. Le statistiche riportano 19 presenze con la prima squadra neroverde. Nell’estate del 2018 tornò in prestito proprio all’Utrecht, prima di lasciare definitivamente il Sassuolo l’anno seguente. Rimane comunque il primo giocatore olandese ad aver avuto un ruolo concreto e continuativo nella prima squadra emiliana.

Ryan Flamingo, il talento passato dalla Primavera prima dell’esplosione
La storia di Ryan Flamingo è molto diversa e, con il senno di poi, probabilmente anche la più curiosa. Arrivato nel gennaio 2021, il difensore nato a Blaricum venne inserito nella Primavera del Sassuolo. Qui mostrò caratteristiche particolari per un centrale: qualità nell’impostazione, capacità di giocare anche davanti alla difesa e soprattutto un’insolita confidenza con il gol.
Nel periodo trascorso con l’Under 19 neroverde, Flamingo mise insieme numeri decisamente importanti per un difensore: 55 presenze e 16 reti in Primavera 1, ben 14 delle quali nella sola stagione 2021/22
La sua carriera prese poi una traiettoria notevole. Dopo il passaggio in Olanda, prima al Vitesse e successivamente all’Utrecht, Flamingo arrivò al PSV Eindhoven, diventando uno dei giovani difensori più interessanti dell’Eredivisie e giocando anche in Champions League. Il suo percorso rende l’esperienza sassolese particolarmente significativa: il club aveva individuato molto presto un calciatore di prospettiva internazionale, senza però riuscire a trasformarne il talento in un elemento della propria prima squadra.
Lo stesso Flamingo, successivamente, ha raccontato la frustrazione per la mancata opportunità tra i grandi. È dunque uno di quei casi in cui il passaggio dal Sassuolo viene ricordato più per ciò che sarebbe potuto diventare che per ciò che realmente è stato.

Seb Loeffen, due Viareggio e una lunga formazione neroverde
Anche Seb Loeffen appartiene alla categoria degli olandesi cresciuti soprattutto all’interno del vivaio. Nato a Weert nel 2004 e formatosi inizialmente nell’academy del PSV, arrivò al Sassuolo nel 2021, rimanendovi fino al 2024.
Difensore centrale strutturato fisicamente, Loeffen divenne un punto di riferimento delle squadre giovanili neroverdi. Particolarmente significativo fu il suo contributo al Torneo di Viareggio del 2022, vinto dal Sassuolo: nella finale contro l’Alex Transfiguration venne premiato come miglior difensore dell’atto conclusivo. Il club riuscì poi a ripetersi anche nell’edizione successiva della competizione.
Non arrivò però una vera affermazione con la prima squadra. La sua esperienza va quindi letta soprattutto all’interno della politica di scouting e sviluppo dei giovani stranieri portata avanti dal Sassuolo, che proprio in quegli anni ampliò sensibilmente il raggio d’azione del proprio settore giovanile.

Cas Odenthal, dalla promozione alla Serie A
Tra gli olandesi che hanno avuto maggiore importanza sportiva in neroverde c’è certamente Cas Odenthal. Il centrale arrivò dal Como nell’estate del 2024, dopo due stagioni italiane nelle quali aveva mostrato affidabilità, forza nel gioco aereo e buoni numeri nei duelli difensivi. Prima dell’esperienza italiana aveva vestito la maglia del NEC Nijmegen, conquistando anche una promozione in Eredivisie.
Odenthal entrò nel Sassuolo in un momento particolare: la squadra era appena retrocessa in Serie B e aveva come obiettivo immediato il ritorno nel massimo campionato. Il difensore olandese fece parte della rosa capace di centrare la promozione, anche se nella successiva stagione in Serie A trovò inizialmente pochissimo spazio.
Nel febbraio 2026 venne infatti ceduto in prestito al Bari fino al termine dell’annata. Conclusa l’esperienza pugliese, è tornato però al Sassuolo e ha iniziato la nuova stagione agli ordini di Alberto Aquilani. Alla prima giornata contro l’Atalanta è stato addirittura autore del gol neroverde nella sconfitta per 2-1, trovando così la sua prima rete in Serie A.
La sua traiettoria lo rende uno dei pochi olandesi ad aver inciso in due differenti fasi della storia recente del club: prima nella ricostruzione in cadetteria, poi nuovamente nel massimo campionato.

Tijs Velthuis, una parentesi senza presenze ufficiali
Molto più breve è stata invece l’avventura di Tijs Velthuis. Centrale mancino classe 2002, cresciuto tra Twente e AZ Alkmaar, arrivò al Sassuolo nel gennaio 2025 in prestito dallo Sparta Rotterdam dopo aver trascorso la prima parte della stagione alla Salernitana.
Velthuis venne inserito nella rosa impegnata nel campionato di Serie B, ma non riuscì a trovare spazio in partite ufficiali: le statistiche registrano infatti zero presenze con il Sassuolo. La sua permanenza terminò a giugno, con il ritorno allo Sparta Rotterdam.
È quindi il passaggio più marginale tra quelli presi in considerazione, ma rientra comunque nella piccola storia olandese del club: per alcuni mesi fu regolarmente inserito nella rosa della prima squadra e figurava come difensore olandese nei documenti ufficiali relativi al campionato cadetto.

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