martedì , 15 Settembre 2026
Idzes
foto: Luigi Mattia Caiazzo / @canalesassuolo

Sassuolo-Torino 2-1, Idzes: “Felice del rientro e della vittoria. Leysen? il calcio parla da solo”

Nella vittoria del Sassuolo per 2-1, oltre al ritorno con gol del capitano Domenico Berardi, si è visto un altro rientro importante per Aquilani, questa volta nel reparto difensivo. Parliamo ovviamente di Jay Idzes, che ha commentato così la vittoria.

Le sue dichiarazioni:

Con te la difesa del Sassuolo è tornata ordinata, pensi sia un fattore determinante?

“Innanzitutto grazie per le parole. Sono felice di essere tornato a giocare con la squadra e sono contento per l’allenatore. Ero fuori da qualche mese, quindi ovviamente sono felice di essere di nuovo a disposizione. Abbiamo diversi giocatori nuovi, alcuni anche giovani, e quindi stiamo lavorando tutte le settimane per migliorare. Ovviamente, quando hai già giocato insieme nella scorsa stagione, come adesso con Doig per esempio, è più facile rispetto a chi è appena arrivato, come Leysen, che ha giocato la sua prima partita in Italia e in Serie A e ha fatto molto bene. Dobbiamo andare avanti, continuare a lavorare e fare tutto quello che abbiamo fatto anche l’anno scorso, cercando però di fare ancora di più”.

Come ti è sembrata la prima partita affianco a Leysen?

“Come ho detto prima, Fedde è un ragazzo molto bravo e ancora giovane. Questa è stata la sua prima partita da titolare in Serie A e ha fatto molto bene contro due attaccanti molto forti, così come contro chi è entrato successivamente. Ha disputato davvero una buona partita. Anche lui ha giocato al PSV, però non insieme a me perché è un po’ più giovane. Io ho giocato lì solo qualche anno, mentre lui per più tempo”. 

Sempre sul rapporto con Leysen

“Fuori dal campo è un ragazzo molto bravo, un po’ timido ma molto simpatico. Anche in campo, però, è davvero forte. Quando è arrivato, il primo giorno abbiamo parlato molto insieme perché ovviamente parla olandese. Voglio cercare di aiutarlo, soprattutto in queste prime settimane in Italia e con una lingua che ancora non conosce. Però il calcio parla da solo: non serve conoscere l’italiano, bisogna dimostrare il proprio valore in campo e secondo me oggi lo abbiamo visto”.

Riguardo Martin Shira

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