Il nuovo anno per il Sassuolo si apre così come si era chiuso il 2025. Nella 18ª giornata di Serie A, al Mapei stadium va in scena un altro derby emiliano (questa volta contro il Parma), che si chiude nuovamente con un pareggio per 1-1.
La sfida tra le emiliane è la rappresentazione calcistica di uno dei rapporti centrali nell’intera trama di Dragonball Z, quello tra Goku e Vegeta: entrambe figlie dello stesso pianeta Emilia, compaesane dal rapporto complicato, dotate di enormi potenzialità, i cui limiti neanche loro conoscono fino in fondo. Da un lato ci sono i crociati sul cui capo poggia il peso dei titoli e della storia nella massima serie, fieri e orgogliosi guerrieri che, dalle rovine del fallimento di una società come quella Saiyan, hanno saputo risorgere; dall’altro i neroverdi, arrivati nel mondo serie A da underdog, low-class warrior tra i Saiyan, che con il lavoro e la perseveranza sono riusciti in imprese sopra la propria portata.
Mister Grosso vuole prendersi il pallino del gioco, vuole la palla e, senza palla, vuole tenere la pressione alta per non permettere ai ducali di ragionare nell’impostazione dal basso. La prima palla della partita, infatti, vede sette giocatori del Sassuolo sulla linea del centrocampo, la palla indietro per il lancio in verticale di Murić e il tentativo del Sassuolo di invadere immediatamente l’area degli avversari. Nella pressione senza palla c’è Pinamonti su uno dei due centrali di difesa del Parma, accompagnato da Thorstvedt o Lipani sull’altro centrale, mentre Matić è in marcatura sul centrocampista che si abbassa per ricevere (solitamente Mandela Keyta) e gli esterni offensivi tengono bloccati i terzini avversari, costringendo piú di una volta Corvi al rinvio lungo dal fondo e aprendo alla possibilità per i neroverdi di sfruttare la propria fisicità. La linea difensiva è molto alta, sia in possesso che non, e questo permette sia un’impostazione più agevole per il trio Idzes-Matić -Muharemović, sia di chiudere i ducali nella propria area di rigore nell’azione che porta al vantaggio del Sassuolo all’11’ minuto: cross di un ottimo Walukiewicz per la girata perfetta di testa, da attaccante puro, di Kristian Thorstvedt.
Il piano partita sembra essere quello giusto, ma inevitabilmente questo è legato agli interpreti. Il campo lasciato alle spalle dalla difesa alta del Sassuolo non spaventa, sia per merito della coppia Idzes- Muharemović, che, nonostante la fisicità e velocità di Pellegrino, sono riusciti a disinnescare, anche d’anticipo, le giocate dell’attaccante argentino (uomo che fa reparto da solo), sia dei ripiegamenti provvidenziali dei due terzini, Doig- Walukiewicz. Ciò che davvero non è riuscito alla squadra di Grosso è impedire ai ducali di ripartire dal basso sfruttando le fasce, a causa dei continui duelli persi da Fadera e Laurienté, che hanno permesso ai ducali di prendere campo; in più, non può non segnalarsi una prestazione sottotono (rispetto a quanto fatto vedere fin qui) di capitan Matić, apparso un po’ annebbiato anche nelle scelte di passaggio, oltre che senza palla. È proprio nel contrasto tra il serbo e Pellegrino che nasce il gol del pareggio. Al 23′ Pinamonti non riesce ad agganciare e ripulire il lancio di Muharemović, il pallone si dirige verso l’attaccante parmense che, con una giocata da punta navigata ed esperta, imposta il corpo a protezione e taglia fuori il centrocampista. Dal centro della trequarti, con davanti il solo Idzes, l’argentino fa un capolavoro: lascia andare il sinistro con il pallone che gira attorno al difensore e si va ad insaccare nell’angolino più lontano alla destra di Murić.
Il match lascia la consapevolezza e l’amarezza del fatto che il Sassuolo poteva tornare alla vittoria in casa, come evidenziato anche da Thorstvedt nel post-partita. Le assenze in contemporanea di Volpato e Berardi hanno messo in luce le lacune di questa squadra, per cui sarà necessario un intervento sul mercato. Se la difesa e il centrocampo appaiono solidi, in grado di interpretare diversi spartiti in base alla partita e all’avversario senza perdere di qualità e senza abbassare il rendimento, anche con gli uomini subentranti dalla panchina (più che sufficienti le prestazioni di Lipani, Candè e Vranckx quando chiamati in causa) tanto non può dirsi sul fronte offensivo. Fadera non sembra minimamente all’altezza di poter rivestire un ruolo da protagonista nell’attacco neroverde, neanche da subentrante; stesso discorso vale per Cheddira (ieri provato anche come esterno offensivo), che, con un Pinamonti non ancora pienamente pervenuto in zona gol, non può assolutamente elevarsi a elemento in più in grado di alzare il livello o sopperire all’assenza di un bomber.
Alle assenze in attacco di quest’ultimo mese, il rimedio poteva essere già in casa, ossia Laurienté. In quella che poteva essere un’occasione dettata dalla necessità, tuttavia, l’esterno di Guadalupa non si è dimostrato all’altezza di essere quel quid in più nella rosa a disposizione di Grosso, quel talento (che indubbiamente è, ma che sembra a più riprese lezioso) in grado di reggere il peso dell’attacco di una squadra ad oggi nelle prime 10 del campionato (e che, vista anche la lentezza di quelle davanti, poteva godere anche di un piazzamento migliore se solo fossero arrivati anche solo 2 punti in più in casa tra Genoa, Pisa, Torino e Parma). Se non possono non vedersi delle assonanze tra quello che rappresenta Modrić nel Milan e la figura di Matić al Sassuolo (sul serbo si consiglia di ascoltare l’elogio di Fernando Siani), lo stesso può dirsi nel confronto tra Leao e Laurienté, essendo arrivato anche per quest’ultimo il tempo della maturità, il momento di aggiungere costanza e determinazione alle proprie qualità innate. Come è stato per Gohan su Namec o quando lo stesso era rimasta l’ultima speranza della terra contro Majin Bu, ormai il francese è davanti alle ultime chance di far emergere il proprio potenziale sopito e inespresso.
Per il Sassuolo è arrivato il tempo di essere più Vegeta e un po’ meno Goku. Prendendo spunto dal discorso del principe dei Saiyan mentre Kakarot combatteva la battaglia finale contro Kid Bu, i neroverdi hanno combattuto per non essere sconfitti, per cercare il proprio limite e per superarlo, generando una forza sconosciuta dalla volontà di difendere; ora è necessario combattere per soddisfarsi, per divertirsi, per sconfiggere gli avversari e, soprattutto, per difendere il proprio orgoglio. In un attacco che è sembrato essere almeno in parte spuntato, si spera che dal mercato invernale arrivino alternative a Pinamonti e agli esterni, quantomeno per armare Grosso di opzioni diverse e incisive a partita in corso.
Come Goku disse al figlio Gohan nella battaglia contro Cell: Sasol tu puoi vincere, devi solo volerlo!
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