venerdì , 13 Marzo 2026
Fonte Sassuolo Calcio

Sassuolo-Juventus 0-3: Stranger things

Nella 19a giornata di Serie A, nel giorno della befana, la Vecchia Signora arriva a Reggio Emilia e infila nella calza del Sasol un secco 0-3. È un clima da Sottosopra, dove tutto è come sempre, dove tutto non è quello che si crede. È un Sottosopra che fa da ponte tra la vista Europa di ieri e la sguardo sul fondo di oggi.

Una sconfitta che non lascia spazio a discussioni e apre a profonde riflessioni, prima fra tutte quella sul mercato invernale. Come già accennato in precedenza, se da un lato il reparto centrale del Sassuolo ha grandissime qualità, tanto non puó dirsi del reparto offensivo, quantomeno per quanto riguarda le alternative. La coperta appare troppo corta e, quando anche il centro del gioco non è in giornata, l’epilogo è disastroso.

La squadra di Spalletti tiene costantemente il pallino del gioco e domina l’intera partita. La Juve non lascia spazio ad alcuna manovra, gestisce comodamente il giro palla e ottiene la vittoria in stile boa constrictor. Il boa constrictor uccide la preda tramite costrizione muscolare, avvolgendola con le sue spire potenti e serrandole fino a bloccare la circolazione sanguigna, causando un rapido arresto cardiaco e cerebrale; così la vecchia signora, tramite il palleggio e la riaggressione immediata a palla persa, ha paralizzato qualunque possibilità di impostazione del gioco dal basso o ripartenza in contropiede, portando i neroverdi a un’opera di autosabotaggio. Come le prede del boa, più il Sassuolo provava a divincolarsi e più la morsa si faceva stretta, toglieva sangue al cervello (quel cervello composto da Muharemović, Idzes e Matić), portando i neroverdi a ferirsi da soli.

È un errore a portare in vantaggio i bianconeri al 16’: cross di Kalulu da destra, spizzata sfortunata di Muharemović(completamente sottotono rispetto a come è solito scendere in campo) che spiazza Murić intento nella solita uscita anticipata in area.

È un errore a portare al raddoppio al 62’: anticipo non riuscito di Idzes su David che lancia Miretti, dolo nello spazio lasciato libero da Muharemović dalla mancata copertura dei terzini che non stringono nella posizione lasciata libera dal compagno.

È un errore a chiudere la partita al 63’: Idzes che, nell’intercettare un filtrante per David, sbaglia il retropassaggio e serve a quest’ultimo un assist lasciandolo a tu per tu con Murić.

Nel mezzo la squadra di Grosso sta bassa, subisce, mai in grado di riconquistare palla senza finire nella morsa dell’aggressione avversaria, mai in grado di prendere campo in contropiede, mai in grado di occupare spazi oltre la metà campo, mai in grado di giocare nello stretto, mai in grado di trovare una giocata lunga in verticale. Probabilmente il piano partita doveva fondarsi su una linea e aggressioni ai portatori di palla più alte (anche rischiando l’uno contro uno), anzichè attenderli nella propria metà campo senza mai togliere agli uomini di Spalletti il tempo di ragionare. Il risultato magari sarebbe stato lo stesso, ma i sassolesi, falcidiati dalle assenze (anche Thorstvedt esce per infortunio al 39’), in un momento della stagione critico e buio, avrebbero potuto assistere ad una prestazione  di nervi e coraggio da cui ripartire con fede in e per un futuro prossimo migliore.

È stato una notte gelida segnata dalla paura, dove il ghiaccio si è intriso nelle vene e nel cuore dei neroverdi. La Juventus come Vecna intrappola il Sassuolo nelle proprie trame, gioca con la paura e spinge le menti verso i ricordi del girone di ritorno del 2024. Come Vecna, questa partita è tante cose, ma non mente: fa tornare il Sasol con i piedi per terra, fa vedere ciò che il Sasol è, ricorda che il Sasol è una neopromossa e come tale deve tornare a lottare.   In questo Abisso post-partita, si prende coscienza del fatto che è finito il tempo di sognare ed è arrivato il momento di guardare in faccia i mostri di un passato fin troppo recente. È arrivato il momento di guardarsi alle spalle per tornare davanti, senza smettere mai di credere di poter frenare il fondo che avanza e di riuscire a far esplodere l’Abisso.

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Riguardo Mattia Campagna

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