Dopo Thorstvedt, Ceide e Traorè, dedichiamo a Luca D’Andrea il quarto focus sul Sassuolo durante la sosta del Mondiale. Lo scugnizzo napoletano, a malapena 18enne, ha fatto breccia nel cuore di Dionisi, un allenatore non noto per regalare chance a qualsiasi giovane talento abbia in gestione. E questo non è che un ulteriore punto a favore per l’esterno ex Spal.
L’avventura di D’Andrea a Sassuolo è iniziata nemmeno un anno fa: nelle battute finali del Calciomercato di gennaio, come vi abbiamo raccontato in esclusiva, il Responsabile delle Giovanili Francesco Palmieri ha sfruttato un dissapore tra D’Andrea e la SPAL, proprietaria del cartellino, e si è inserito con prepotenza assicurandosi il classe 2004. Alla Primavera mancava un esterno che sapesse saltare l’uomo e D’Andrea era l’identikit perfetto: nella seconda metà di stagione, le ottime prestazioni lo hanno consacrato come uno degli esterni più forti del Campionato Primavera 1, e probabilmente il più forte e futuribile nella rosa di Bigica.
Il resto è storia: il ritiro con Dionisi a Vipiteno, la prima panchina in Serie A all’Allianz Stadium, l’esordio nell’altro stadio di Torino, l’Olimpico, contro i granata. Si può dire che D’Andrea si sia trovato al posto giusto al momento giusto: nonostante fosse entrato con merito nel giro della prima squadra, è difficile dire se avrebbe avuto una chance anche con Berardi e Defrel al 100%, anziché ai box. Poco importa: le cinque presenze in maglia Sassuolo, tutte da titolare, hanno proiettato i riflettori su di lui costituendo un bel biglietto da visita. La sua valutazione su Transfermarkt è più che quadruplicata, passando da 600mila a 2,5 milioni di euro.

A differenza di altri colleghi, e a dispetto di quello che le sue caratteristiche tecniche possano suggerire, le cinque presenze di D’Andrea sono state caratterizzate da applicazione in campo, aiuto difensivo, rispetto della posizione, dialogo con i compagni. Nulla a che vedere con il giocatore estroso, solista ma al tempo stesso assistman, che abbiamo imparato a conoscere in Primavera da gennaio ad oggi. Se c’è però un difetto di D’Andrea su cui molti addetti ai lavori concordano, questa è la poca incisività sotto porta: l’ex SPAL ha siglato solo un gol ufficiale in maglia neroverde, a settembre contro la Fiorentina. Bravissimo a crearsi le occasioni, sia con azioni personali che di squadra, meno bravo a finalizzarle: qualche tempo fa si diceva così anche di Junior Traorè, che (quando vuole) ha dimostrato di saper andare in gol con una certa facilità.
Quello che sarà il rendimento di D’Andrea nel 2023, non sappiamo decifrarlo: con il ritorno di tutti gli effettivi dall’infermeria, di sicuro lo spazio a sua disposizione sarà sicuramente minore. Possibile anche un suo ritorno in Primavera, quantomeno per le partite di cartello e/o per i playoff, obiettivo dichiarato per questa stagione. Quel che è certo è che D’Andrea ha dimostrato di essere un elemento affidabile e con ancora margini di miglioramento. Non scordiamo inoltre che l’Europeo Under 19, alla cui fase élite l’Italia si è qualificata per il rotto della cuffia, potrebbe rappresentare un ulteriore trampolino di lancio per D’Andrea.
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