venerdì , 16 Ottobre 2026
foto: sassuolocalcio.it

Roma-Sassuolo 2-0: l’assedio di Alesia

Nella 20a giornata di Serie A all’Olimpico il Sassuolo rimedia un’altra secca sconfitta per 2 a 0. Il girone di ritorno si apre così come si era chiuso quello di andata (ma almeno sembra in parte ritrovato quel carattere scomparso in casa contro la Juventus).

I neroverdi si trovano davanti una Roma aggressiva, rapida nel giro palla e portata alla verticalizzazione immediata sfruttando la mobilità dei suoi tre attaccanti. I ragazzi di Grosso non sono né sorpresi né impauriti e per tutto il primo tempo reggono il ritmo dei capitolini. Senza palla si alterna un attesa piatta dell’avversario a una pressione più intensa sui centrali quando i giallorossi a ricominciano l’azione passando da dietro; Lipani è a uomo su M. Koné, con il Koné nostrano, quando non impegnato su Pisilli, più libero di aiutare Pinamonti nell’attacco ai centrali. In possesso, il giro palla da dietro chiama la Roma alla pressione alta per liberare spazio alle spalle del centrocampo e permettere al Sassuolo di verticalizzare rapidamente, in particolare nel corridoio solitamente occupato dalle mezze ali e che, invece, spesso viene solcato dagli esterni, cercando di togliere punti di riferimento al gioco uomo contro uomo di Gasperini e dei suoi; Lipani dietro a Pinamonti per sfruttare le sponde di quest’ultimo e le seconde palle dopo i lanci, liberando uno spazio tra Mancini, Pisilli e Ghilardi per sfruttare gli inserimenti di Koné e Laurienté.

Le mosse di Grosso nel primo tempo appaiono adeguate alla battaglia e trovano l’appoggio nell’applicazione dei suoi uomini nello svolgimento del piano gara, così come sembrava vincente la tattica di Vercingetorige di affrontare i romani. Come Giulio Cesare nella battaglia di Alesia, i capitolini continuano a dominare (il possesso palla), con ritmo alto e velocità nel giro palla, assediano la metà campo neroverde e ottengono la vittoria per inedia. Cesare aveva capito che un attacco frontale non avrebbe avuto un esito favorevole, così la Roma al 75’ va da una fascia all’altra, da Çelik a Soulè, che mette la palla in mezzo per l’1-0 di M. Koné. Cesare costruì una circonvallazione intorno ad Alesia, mentre Gasperini (anche per necessità) mette dentro Wesley ed El Shaarawy che spaccano la partita e le contromisure di Grosso. È proprio del Faraone l’assist che tre minuti dopo porta al 2-0 di Soulè: carezza al pallone sul cross di Ghilardi con l’esterno del piede destro, di spalle rispetto all’attaccante argentino che deve solo calciare un rigore in movimento.

Assolutamente lodevole la prova di carattere degli uomini sassolesi, peró deve evidenziarsi come gli stessi si siano sciolti dopo il primo vantaggio dei giallorossi. Se è vero quanto detto da capitan Matić sul potenziale del Sassuolo, è necessario che questo si manifesti anche in tempo di crisi, in un momento come questo, e che non sia in balia dell’emotività per un gol preso contro una big. Le assenze non possono non essere un alibi, ma se da un lato ci parlano di sfortuna, dall’altro ci dicono che la rosa è in parte inadeguata: la panchina non sembra né essere al livello della Serie A, né in grado di sopperire nell’immediato alle assenze; da alcuni titolari, visti anche gli ingaggi, mancando Volpato e Berardi, ci si aspettava (forse addirittura si deve pretendere) decisamente di più.

La prossima sfida fuori casa contro il Napoli, nel momento peggiore per il Sasol, potrebbe già dire da che parte stanno i neroverdi:  fuori dal tunnel della crisi o risucchiati nelle sabbie mobili del fondo della classifica. Si sta parlando di una neopromossa, per cui anche una salvezza tranquilla sarebbe già di per sé un ottimo traguardo; tuttavia, il girone di andata, le performance come quelle contro Atalanta, Milan e Fiorentina, i componenti dell’undici titolare, portano inevitabilmente a chiedere di più, a voler puntare in alto. È giunto, quindi, inesorabilmente quel momento dell’anno in cui si prega per un nuovo miracolo di Carnevali e società (come quello che ha portato Idzes, Koné e Matić o che ha trattenuto Thorstvedt, Volpato, Muharemović e Berardi). Ad Alesia Giulio Cesare fece costruire nel tempo record di tre settimane la prima “circonvallazione” di quindici chilometri tutto intorno al centro dell’oppidum nemico. In meno di tre settimane il Sassuolo deve trovare i pezzi attorno al centro del proprio undici titolare, ossia quegli esterni e quelle alternative in avanti utili a un salto di qualità che permettano al Sasol stesso di tornare a guardare in avanti anziché indietro.

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Riguardo Mattia Campagna

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