Parma-Sassuolo finisce 1-0 solo al 95′, dopo una partita davvero strana ma sulla quale un commento è doveroso. Per ragioni di spazio e per non annoiarvi, cercheremo di essere brevi e concisi, ma su certe cose siamo intransigenti e non possiamo proprio evitare di parlarne.
Perché uno può essere veramente fortunato nella vita (o in una partita di calcio). Perché se ti segnano contro due volte e due volte il VAR annulla il gol; se ti danno un rigore contro e il tuo portierone che ti ha già salvato capra e cavoli un paio di volte neutralizza il tiro di un attaccante che l’unica tripletta della sua vita l’ha realizzata contro di lui; se ogni volta che i tuoi avversari hanno superato la tre quarti hai cominciato a sudare come una bestia vuol dire che ad arrivare al 95′ sullo 0-0 hai avuto una bella fortuna. Ma non si può avere tutto.
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Parma-Sassuolo 1-0: un contrappasso dantesco
Anche perché per avere qualcosa bisogna anche dare. E ben venga il 60% di possesso palla, ma è inutile senza quella precisione nell’ultimo passaggio tante volte mancata nella scorsa stagione e che al Tardini è tornata a non farsi vedere.
E il fatto che certi giocatori finora arrembanti si siano fatti vedere un po’ sottotono (basti pensare a Berardi e Obiang) ci sta, ma che almeno due reparti su tre passino la serata a perdere palla e a sbagliare passaggi non è proprio il massimo.
È per questo che qui non ci si lamenta e si pensa che no, non si può avere tutto. Un eventuale pareggio sarebbe stato veramente un po’ troppo. Tanto è vero che quella sfortunata autorete di Bourabia ha risuonato con la forza devastante che solo un contrappasso dantesco può avere.
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