mercoledì , 27 ottobre 2021
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Foto: sscnapoli.it

Non è più domenica – La grande abbuffata di gol e la dieta dei reparti difensivi

Articolo di Giovanni Pio Marenna

Due giorni dopo che è stato detto e analizzato tutto nei minimi particolari della sesta giornata di campionato. Due giorni dopo aver ammirato la macchina bellica di Inter e Lazio. Due giorni dopo aver venerato il salto di sopraffina qualità offensiva e difensiva del Napoli, primo in classifica a punteggio pieno. Due giorni lo spettacolo del derby romano e lo show del duello lombardo finito in parità. Due giorni dopo rimane sulla tavola la scorpacciata di reti, la grande abbuffata di gol che, al momento, fanno del nostro torneo il più prolifico d’Europa sotto porta. Vecchie glorie e giovani talenti rampanti non stanno affatto facendo rimpiangere gli addii di Cristiano Ronaldo e Lukaku, due terminator da 40/50 gol a stagione in due (questo senza contare anche i loro numerosi assist a baciare i gol dei loro compagni).

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Centonovantaquattro gol (fa effetto leggerlo per esteso e non a cifra, vero?) in 6 giornate per una media di 3,25 gol a partita. Una media altissima che stacca Bundesliga (2.98), Ligue One (2.95), Premier Legue (2.64) e Liga spagnola (2.4). Osimhen, Dzeko, Lautaro, Immobile, Vlahovic, Veretout, Joao Pedro e Destro. Solo loro di gol finora ne hanno fatto, insieme, ben 35. Aspettando altri bomber solitamente produttivi, che sicuramente riusciranno a sbloccarsi. Vedi, per esempio Zapata, vedi Insigne, vedi Berardi. Ma se da una parte abbiamo un’abbondanza strabordante di reti, dall’altra si apre una riflessione abissale sulle difese. Maglie tattiche più large, pronte a richiamare in più occasioni anche gli stessi difensori centrali nella fase offensiva, incidono indubbiamente sul correre dei rischi maggiori là dietro.

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Foto: calcioatalanta.it

E’ una tendenza, quella dell’attaccare di più, che in Italia si vede già da qualche anno. Sembra cambiata quella regola, non scritta ma praticata, del “primo: non prenderne”. Ma non sempre trascurare la fase difensiva, a vantaggio di quella offensiva, vuol dire automaticamente aumentare spettacolo e applausi nell’arena. A meno che non si ha già nella rosa una qualità prelibata di alto livello (con tecnici bravi ad incanalarla e servirla) oppure allenatori che, con la loro filosofia, disegnano meccanismi che inseguono e ottengono gol a grappoli e bel gioco. Difese allegre e ballerine sono più vulnerabili soprattutto di fronte a bomber insaziabili. Il cui gigantesco appetito vien mangiando. Causa, effetto, gol.

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