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Serie A
Foto Spada/LaPresse 01 ottobre 2022 - Milano , Italia - sport, calcio - Inter vs Roma - Campionato italiano di calcio Serie A TIM 2022/2023 - Stadio San Siro. Nella foto: Simone Inzaghi (Inter Milan); October 1th 2022 Milan , Italy - sport, calcio - Inter vs Roma - Serie A Football Championship 2022/2023 - San Siro Stadium . In the pic: Simone Inzaghi (Inter Milan);

NON E’ PIU’ DOMENICA – Inter bruciata dall’ottava sconfitta in campionato. Ma quella ad Inzaghinho sembra più una resa dei conti interna che non un giusto “processo”

articolo a cura di Giovanni Pio Marenna

“Drakaris!”, è sembrato dire Dybala a Simone Inzaghi mentre la sconfitta bruciante fumava di brutto. E non solo perché “La Joya” in casa Roma è stata piena e straripante contro i nerazzurri, ma anche per qualche indiscrezione fatta trapelare (appositamente? Visto che Inzaghi in questo momento è in discussione negli ambienti societari) rispetto al fatto che fosse stato Inzaghinho a non voler prendere l’ex fantasista bianconero, preferendo Correa a lui. Vero o falso che sia, sembrano più notizie date da ambienti interni in pasto alla stampa (che fa bene a riportarle) per destabilizzare e avvelenare ulteriormente i pozzi, che non per provare a risolvere la situazione. Appare più una resa dei conti interna che un processo da imbastire. Perché se è vero che l’Inter ha perso 4 partite su 8 in campionato (non contando il ko con il Bayern nella “prima” di Champions), è altrettanto vero che l’ultima sconfitta non è avvenuta esattamente contro la Pro Puzzola, ma al cospetto di una signora Roma. Che non merita e non entusiasma, ma vince ed espugna San Siro, conquistandolo. Processo al tecnico che ha poca ragione di esistere in questo momento per due ragioni: il calciomercato che, in accordo con la società, ha approntato, spremendo il sangue dalle rape (vista la situazione economico-societaria non felicissima), non è stato un fallimento (perso Persic, è tornato Lukaku e sono arrivati Acerbi e Onana) ma portava l’Inter allo stesso identico livello dell’anno scorso, dove lo scudetto l’hanno perso i calciatori e probabilmente dei ripetuti cambi sbagliati del tecnico (l’algoritmo “più minutaggio ai senatori” è una bastonata sui denti dell’osare alle forze giovani e vitali); il progetto Inzaghi quello era l’anno scorso e così si è riproposto quest’anno.

Se la società, alle prese con la ricerca di un acquirente, non ci credeva e non ci voleva puntare, non lo avrebbe fatto. Ora, chiariamoci. Che l’Inter sia inguardabile e sia sprofondata in una crisi di risultati, gioco e anima siamo tutti d’accordo. Se il tuo obiettivo dichiarato è il campionato e perdi la metà delle gare, chiaramente c’è moltissimo che non va, che non quadra, a partire dalla squadra che non gira con calciatori che appaiono più come singole isole infelici. Ma il caos che c’è in questo momento non può mettere alla graticola e nell’occhio del ciclone il solo allenatore. Il tiro al piccione, in questo caso, è l’aver trovato il perfetto capro espiatorio a cui far pagare il conto. Al termine del ciclo Barcellona, Sassuolo, Barcellona, la famiglia Zhang potrà anche decidere di esonerare il tecnico, ma la colpa della proprietà resta e il caos societario anche.

CERCASI MIRACOLI.
Per il resto non ci sono stati scossoni importanti in alta classifica. Vincono tutte, le prime 7. Distaccando, appunto, ulteriormente l’Inter. Che è ad 8 punti da Napoli ed Atalanta, a 7 dall’Udinese di Sottil, a 5 da Lazio e Milan, a 4 dalla Roma e ad 1 punto dalla Juve. Scossoni da alta mare, invece, in casa Samp. La sesta sconfitta, questa volta ad opera di un rigenerato Monza, costa la panchina a Gianpaolo. Squadra completamente allo sbando e in confusione. Urge trovare per tempo il giusto antidoto. Come riuscì a fare la miracolosa Salernitana lo scorso anno. Si parla dei ritorni di D’Aversa e Ranieri, ma circola anche il nome di Dejan Stankovic. Ma la Samp, come l’Inter, ha anche un altro ostacolo davanti: il costo. Se troppo elevato, non potrà permetterselo a fronte dell’impossibilità di uno scostamento di bilancio. In attesa di un nuovo compratore della società. Certo è che servirà una svolta. Da indirizzare. E da trasmettere ai blucerchiati. Insieme alla grinta. Si accettano miracoli.

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Riguardo Martino Cozzi

Appassionato di calcio sin da piccolo. Ha trovato in Canale Sassuolo la redazione su misura per lui nella quale poter coltivare il suo sogno: vivere raccontando il gioco più bello del mondo!

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