Matheus Henrique ha terminato la prima stagione al Sassuolo con 26 presenze, 10 delle quali da titolare: arrivato dal Gremio in estate, dopo un periodo di ambientamento il brasiliano ha trovato il suo spazio a centrocampo subito dopo i due titolarissimi, Lopez e Frattesi. Adesso Henrique è tornato in Brasile dalla famiglia ed è stato intervistato dalla testata locale TNT Sports: questo un estratto delle sue dichiarazioni.
Sui primi calci in Brasile: “Sono stato scartato una prima volta dal Gremio, nel 2013: avevo 15 anni e giocavo contro ragazzi di 19/20 anni. Terminato un allenamento, al mio ritorno ho trovato affissa al muro la lista di esclusi per il prossimo anno, e c’era scritto anche il mio nome: ho chiamato mio padre e mia madre piangendo. Sono tornato a San Paolo e sono ripartito dal Sao Caetano, ho giocato nella Coppa di San Paolo a 17 anni e sono diventato professionista titolare a 18 e 19 anni. Nella mia ultima Coppa di San Paolo a 20 anni ho fatto bene, siamo arrivati ai quarti di finale dove siamo stati eliminati dal Flamengo di Vinicius. Ho ricevuto tre offerte per l’Under 20: Gremio, Cruzeiro e Internacional. Mi sono seduto con i miei genitori e abbiamo detto: “Sarà il Gremio, tornerò e scriverò una storia diversa””.
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Su Renato Portaluppi: “E’ un ragazzo che mi ha aiutato al Gremio e a cui sono molto grato, non solo a lui ma a tutto il suo staff. Renato ha provato a trattenermi diverse volte, anche quando sono andato al Sassuolo e lui non era più al Gremio: poi però mi ha chiamato per congratularsi”.
Sul Sassuolo: “Dopo i primi contatti ho visto che il Sassuolo era in Serie A dal 2013 e che è stato in Europa League: insomma, un club che stava crescendo molto. Nell’Italia campione d’Europa c’erano ben tre giocatori del Sassuolo. Il club somiglia al Bragantino (squadra del Brasileirao, ndr): gli piace battere le grandi e dare fiducia ai giovani. Il Sassuolo ha battuto il Milan, l’Inter, la Juventus ed ha delle strutture assurde per essere arrivato 8/9 anni fa in Serie A. Il primo campionato è stato buono: all’inizio ho faticato a giocare perché dovevo ambientarmi. E’ stata una stagione positiva, ma speriamo la prossima sia ancora meglio”.
Sulla Nazionale: “Tite usa sempre Casemiro o Fabinho: è difficile che li usi entrambi. Schiera sempre un centrocampista di protezione e uno di costruzione. Io farei più la fase di costruzione, con caratteristiche simili a Bruno Guimaraes, Fred, Arthur, Douglas Luiz”.
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