mercoledì , 15 Aprile 2026
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L’Ascesa di Sinner e il suo Impatto sul Tennis in Italia

L’anno scorso ha sfiorato l’impresa più ambita del tennis, il Grande Slam, non riuscendo a capitalizzare i match point avuti a favore nella finale del Roland Garros contro Carlos Alcaraz.

Sinner è lo sportivo italiano migliore che il nostro paese abbia visto negli ultimi anni. Anche le migliori app di scommesse di scommesse quotano sempre a meno le sue vittorie.

Ma è sempre stato un predestinato?

L’Esordio e i Primi Tornei

Sesto Pusteria è un paese di quattromila abitanti nell’Alto Adige, dove d’inverno si scia e d’estate si cammina in montagna. Poco altro. Nella routine altoatesina nasce Jannik Sinner, da papà Hanspeter e mamma Siglinde, i quali gestiscono un ristorante. 

Come quasi tutti i bambini della zona, impara a sciare presto e lo fa bene. La sua passione però sembra portarlo lontano dalle piste da sci e sorprendentemente anche dai campi da tennis. Il suo sogno è diventare un pilota di F1. I soldi in famiglia però non sono abbastanza per sostenere le spese tipiche dei motori.

In qualche modo, a otto anni gli viene messa in mano una racchetta da tennis. Col senno del poi, è l’effetto farfalla più decisivo della storia dello sport italiano. 

A tredici anni Jannik lascia Sesto Pusteria e scende a Bordighera, per entrare nel centro di allenamento di Riccardo Piatti, uno dei preparatori migliori d’Europa. L’esordio nel circuito professionistico avviene nel settembre del 2015, al Futures Croatia F16.

Gli anni della svolta: da promessa a protagonista

Il COVID-19 2020 porta il primo titolo ATP, a Sofia. È un segnale, una luce. Tuttavia ancora basta per elevare Sinner da promessa al rango di predestinato. D’altronde, sui circuiti ATP si sono succeduti diversi giovani che dopo aver vinto qualche torneo, poi si perdono per strada. 

Il momento di svolta arriva nel novembre del 2021 durante la semifinale di Coppa Davis, Italia contro Serbia. Dall’altra parte della rete c’è Novak Djokovic, il giocatore più forte del mondo. 

Sinner ha vent’anni. Perde il primo set, lo rimonta e poi vince. L’Italia va in finale. È il genere di partita che non si dimentica, non tanto per il risultato in sé, ma per come Sinner la gioca: senza tremare, senza cedere all’inerzia del momento.

Due anni dopo arrivano i primi quarti di finale Slam, agli US Open e a Wimbledon. È il primo italiano sotto i 20 anni a raggiungerli dai tempi di Adriano Panatta. Il paragone con Panatta piace alla stampa italiana, che comincia a capire che non si tratta di un fuoco di paglia. 

Sinner nel frattempo costruisce il suo tennis attorno a due pilastri: un rovescio bimane di potenza assoluta – ad oggi il migliore del mondo – e una risposta al servizio aggressiva, quasi insolente, che disorienta avversari abituati a guadagnarsi il punto con la prima.

Melbourne 2024, la Nascita di una Stella

Ci sono partite che mentre si guardano, si ha già il presentimento che sarà una notte speciale e che se ne parlerà per anni. La finale degli Australian Open 2024 tra Sinner e Daniil Medvedev è una di quelle.

Medvedev vince il primo set, poi vince il secondo. Il punteggio è impietoso: 6-3, 6-3 e match in ghiaccio per il russo. Con un piede già nella fossa, le gambe diventano pesanti, la testa comincia a fare i pesieri sbagliati e anche il pubblico sente già l’odore della fine. 

Sinner invece no. Si siede, si asciuga il viso dal sudore e ricomincia a giocare come se il punteggio fosse ancora zero a zero.

Vince il terzo set, 6-4. Poi il quarto, sempre 6-4. In entrambi i casi ha la lucidità per tenere la battuta e breakkare il russo nell’ultimo game. Il quinto set è un dominio assoluto, dall’inizio alla fine. 

È il primo italiano della storia a vincere gli Australian Open. È il primo italiano in assoluto a vincere uno Slam in sessant’anni. L’anno dopo vincerà 3 Slam su 4, con solo il Roland 

L’Effetto Sinner: quello che è cambiato nel tennis italiano

C’è un numero che dice tutto: negli anni successivi all’ascesa di Sinner, le iscrizioni ai circoli tennistici italiani sono cresciute in modo significativo, con un picco di nuovi tesserati junior che la Federazione Italiana Tennis e Padel non registrava da anni.

Le televisioni italiane, che per decenni avevano trattato il tennis come uno sport di seconda fascia, hanno cominciato a investirci in modo intensivo. Le finali Slam con Sinner in campo hanno registrato ascolti che in altri periodi erano impensabili per una singola partita di tennis e ora è guerra aperta ogni anno per i diritti televisivi. 

I brand invece lo hanno capito prima dei servizi di broadcasting: De Cecco, Fastweb, Lavazza. Nomi che non si associano allo sport per le sponsorizzazioni del campione altoatesino. 

Cosa hanno visto in Sinner, oltre al talento tennistico? Un’immagine pulita, solida, internazionale che neanche il caso doping è stato in grado di scalfire.

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