venerdì , 27 novembre 2020
Home / Notizie Neroverdi / La Gazzetta incontra Di Francesco, l’allenatore del momento

La Gazzetta incontra Di Francesco, l’allenatore del momento

Sono ben 4, copertina inclusa, le pagine dedicate dalla Gazzetta dello Sport a mister Eusebio Di Francesco, il tecnico del Sassuolo definito dalla stessa rosea come “L’allenatore del momento“. Dicevamo, 4 pagine è un enormità di spazio, neanche quando il Sassuolo Calcio ha battuto la Juve, il quotidiano sportivo ha dedicato tutta questa attenzione alla squadra neroverde.

Eusebio Di Francesco si è intrattenuto nella redazione della Gazzetta per oltre 2 ore, illustrando con tanto di immagini e lavagna tattica i principi del suo calcio, tra le tantissime domande dei presenti.

Vi riportiamo un estratto delle dichiarazioni di mister Di Francesco, l’intervista integrale è sulla Gazzetta in edicola oggi.

Di Francesco Style – I principi del gioco.
Il mio calcio è palla in verticale, scarico, attacco alla profondità. Lo dico sempre ai ragazzi: due passaggi orizzontali sono già troppi. L’idea di base è la voglia di far crescere i giovani, di insegnare. Poi, il calcio è tempo e spazi: il gioco senza palla è importante. Quei movimenti nei miei allenamenti si ripetono continuamente, la ripetitività è fondamentale“.

Marchio di fabbrica: 4-3-3.
“Mi adatterei se subentrassi a stagione in corso. Però se una squadra mi sceglie sa che cosa mi piace, quindi dovrà sposare il mio modo di giocare. Il 4-3-3 ha un solo problema: fai fatica ad andare a marcare il play avversario. Per il resto, è spettacolare. Io in allenamento non lavoro mai su un secondo sistema di gioco”.

di-francesco-gazzetta

Zemaniano? Si, ma della corrente Difranceschiana.
“Mi piace avere tanti giocatori in zona palla per recuperarla. Giochiamo sempre sulla riconquista, e andiamo a nozze se ci attaccano… Zeman aggrediva in ogni azione, io invece sono difranceschiano: va bene l’aggressione ma non sempre. A volte bisogna temporeggiare. Zeman è l’allenatore che mi ha lasciato di più, era dieci anni avanti, con lui mi divertivo in campo e fuori: è l’unico allenatore che mi ha fatto ridere. La preparazione atletica però non l’ho presa da lui. Facevamo dieci volte i mille metri per quattro giorni di seguito, poi i sacchi sulle spalle, i gradoni… No, voglio troppo bene ai miei ragazzi”.

In difesa mai perdere di vista la palla.
“Come per Sarri, la difesa si sposta in base a dove si trova il pallone, non alla posizione degli avversari. Poi è fondamentale l’equilibrio: la squadra si muove compatta e, se un terzino attacca, l’altro resta vicino ai difensori centrali”.

Il ruolo degli attaccanti nel 4-3-3, come funziona?
“Semplificando, un attaccante va sull’esterno, uno attacca il primo palo, uno attacca il secondo. Le tre punte devono muoversi in maniera coordinata e Berardi nell’interpretazione dei movimenti è il numero uno. E Sansone viene subito dopo. Io voglio attaccanti da uno contro uno, che saltano l’uomo e puntano la porta. Altrimenti, se tutti corrono sulla linea laterale, poi finisce il campo”.

Il ruolo della punta centrale.
“Deve sempre attaccare la porta, correre in quella direzione. Non va bene quando taglia verso la bandierina: quello che corre verso la bandierina è il guardalinee, non l’attaccante. Poi voglio che i tre davanti vivano degli errori degli avversari. Contro la Juve, Alex Sandro ha sbagliato e Politano non è arrivato sul pallone. Poi mi ha detto: “Non me l’aspettavo”. Un attaccante non me lo deve mai dire”.

di Gaetano Pannone

GUARDA ANCHE:
POTREBBE INTERESSARTI:

Riguardo Redazione

Avatar
La redazione di Canale Sassuolo è costantemente al lavoro per fornirvi informazioni in tempo reale riguardo al Sassuolo Calcio.

Potrebbe Interessarti

Sassuolo-Inter: sfida al vertice tra passione e fede calcistica

Articolo di Andrea Marchetti Si sono incontrate 14 volte, Sassuolo e Inter, da quando i …