venerdì , 16 Ottobre 2026
Pagelle Bologna-Sassuolo
foto: sassuolocalcio.it

Josh Doig, regolarità a servizio della causa neroverde

Nel cielo del primo scorcio di stagione del Sassuolo, è stato uno degli astri più luminosi. Alla sua quarta stagione di neroverde vestito, Josh Doig si sta rivelando una pedina immutabilmente preziosa nello scacchiere della squadra ora allenata da Alberto Aquilani. Se si toglie un rendimento un po’ sottotono nell’ultima sfida persa dalla squadra in casa del Monza, rendimento che peraltro ha coinvolto l’intera squadra, nelle sfide precedenti si è sempre contraddistinto per regolarità prestazionale e capacità di contribuire alla causa. Non solo in fase di copertura, ma concedendosi anche la licenza di cecchinare contro il Bologna.
 

Josh Doig: una scommessa vinta

Quando i neroverdi lo prelevarono dall’Hellas Verona dove aveva disputato trentasei partite segnando due reti e fornendo quattro assist, erano consapevoli del fatto che Josh il volitivo stesse camminando lungo un percorso di maturazione personale e di conoscenza del calcio italiano in grado di portare buoni frutti. E la dirigenza sembra averci visto giusto, a giudicare dai numeri che poi ha fornito da quando ha cominciato a muoversi per il campo con le strisce neroverdi cucite sulla maglietta fronte-retro: nel 2023-24 arrivarono sedici presenze con due assist, la stagione successiva trentuno con una rete e un assist, nel 2025-26 ancora trentuno con un suggerimento rifinitorio prezioso e nell’attuale stagione sei discese in campo con un gol e un altro cioccolatino di suggerimento offensivo. Numeri che, cartesianamente, possono condurre dritto a due concetti: il primo è che, nella manovra del Sassuolo, lui ci si muove ormai a dovere e con l’esperienza consumata di un veterano, il secondo è che alla squadra può davvero dare man forte come tuttofare sia sul piano della protezione del proprio portiere, sia su quello della profanazione dell’estremo difensore avversario.

Tutto cominciò dall’Hibernian

C’è un nome che Doig si è segnato a caratteri indelebili sul suo diario personale ed è quello della squadra con cui ha mosso i primi passi nel mondo della sfera di cuoio e con cui ha saputo togliersi le sue soddisfazioni. Si tratta dell’Hibernian, a cui ha lasciato un patrimonio di 78 presenze, una rete e sette assist. In termini di gettoni di presenza, quest’esperienza è seconda proprio soltanto a quella con il Sassuolo. L’alfa definitivo del suo inizio si intreccia quindi a dovere con il temporaneo omega della sua esperienza in terra emiliana, a indicare come in una successione di fotogrammi filmici un percorso di maturazione certificato dalle presenze e, soprattutto, dalla loro qualità. Certo, ci sono state come interregno le sette presenze nel campionato di League Two inglese con i colori del Queen’s Park Rangers ma l’Hibernian è rimasto, sinchè non è sbarcato sull’italico suol, la sua stella polare più luminosa. Anche perché gli ha consentito di spalancarsi le porte per la nazionale scozzese con undici presenze con l’Under 21 e due con la rappresentativa maggiore.

La fatal Verona

L’espressione fatal Verona è passata a designare per il Milan un fenomeno negativo perchè fu coniata per evidenziarne due sconfitte al Bentegodi nel 1973 e nel 1990 che costarono ai rossoneri lo scudetto. Per Doig, invece, quell’espressione ha accezione ampiamente positiva perchè rappresenta il primo contatto con quel calcio italiano in cui ha ormai messo stabile dimora. Arrivato nel 2022-23, ci è rimasto due stagioni lasciando il suo imprimatur di 36 reti, due gol e quattro assist. Numeri che, a Sassuolo, non sono passati inosservati e hanno indotto la dirigenza neroverde a ritenerlo abile e arruolato per la causa. E vi è anche molto di lui nel moto ascensionale compiuto dai neroverdi nel 2024-25 per ritrovare la massima serie.

Impiego duttile

Terzino, esterno sinistro o destro, difensore centrale, centrocampista, non vi è ruolo in cui Doig non sia stato impiegato nel corso della sua carriera e nel quale non abbia fatto registrare un buon rendimento. E al proprio arco ha due frecce non precisamente di secondaria rilevanza: la capacità di effettuare cross al bacio a beneficio dei compagni di squadra e quella di aggiudicarsi i contrasti. Rispetto all’esperienza con l’Hibernian dove era impiegato soprattutto come terzino, in Italia si è visto assegnare una mission di più ampio raggio: in terra scaligera è stato utilizzato soprattutto come esterno di sinistra, in neroverde come esterno e terzino. Avendone intuito la capacità di saper organizzare l’offensiva dalla visione d’altitudine del reparto difensivo e anche quella di saper colpire, Alberto Aquilani si guarda bene dal non sfruttarlo come titolare fisso. In definitiva, Josh Doig può rappresentare un valore aggiunto. E, se il suo rendimento dovesse essere quello evidenziato nelle prime uscite di campionato, il Sassuolo è destinato a trarre ampio beneficio collettivo. La società ringrazia, i tifosi pure.
 
Cristiano Comelli
 
foto: sassuolocalcio.it

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