Terzo anno in neroverde per Samuele Mulattieri che con i suoi 9 gol in 32 presenze ha contribuito in modo determinante alla seconda promozione della storia del Sassuolo in Serie A.
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Una categoria, quella del massimo campionato nazionale, che il “Mula” ha già assaporato due stagioni fa, conclusasi con la dolorosa retrocessione in B, riconquistata sul campo nell’annata appena conclusa, come aveva fatto nel 2022-23 a Frosinone con un unico comun denominatore: Fabio Grosso in panchina.

Ora Mulattieri spera di avere la possibilità di giocarsi le proprie carte nella massima serie da protagonista, dopo le 27 presenze del 2023-24, tutte da subentrato, eccetto che nell’ultima giornata ininfluente in casa della Lazio con il Sassuolo già matematicamente in B.
L’intervista a Mulattieri dal ritiro di Ronzone
Direttamente dal ritiro di Ronzone la punta centrale parte dalla preparazione dello scorso anno, svoltasi proprio qui, che ha posto le fondamenta per il ritorno in Serie A…
“Nella scorsa annata eravamo un gruppo più unito rispetto alla prima stagione in cui sono arrivato a Sassuolo e penso si sia visto in campo. Quest’anno siamo ancora nella fase di preparazione e dobbiamo ancora prendere alcuni giocatori e altri andranno via, ma ho l’impressione che stiamo iniziando ad essere un bel gruppo unito”.
L’anno scorso hai raggiunto la doppia cifra di reti, tra campionato e Coppa, il sogno nel cassetto è la Nazionale?
“Penso ad allenarmi e cercare di fare più gol possibili, se arriva quel traguardo è tutto dovuto al lavoro”.
Dal punto di vista personale, credi ci sia qualche aspetto tecnico e tattico sui cui migliorare?
“Bisogna migliorare su tutto, non si smette mai di farlo sotto ogni punto di vista. C’è sempre qualcuno da cui prendere spunto e qualcosa da imparare”.
Conosci Grosso da diverso tempo, in cosa è stato bravo l’allenatore a farvi alzare il livello?
“E’ stato un insieme di fattori: c’erano molti giocatori di esperienza che avevano già giocato in Serie A e altri esperti in B, a cui vanno uniti la coesione del gruppo e il fatto che il mister conoscesse bene il campionato e abbia buone idee. Tutti questi aspetti ci hanno portato quel risultato”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Hai ottenuto due promozioni in A con Grosso, qual è la relazione dal punto di vista umano con lui?
“Mi sono sempre trovato bene con lui, è il terzo anno insieme. Il mister trasmette tanto: i suoi concetti tecnici e tattici e il suo carattere che ha avuto da giocatore e che ora cerca di trasmetterci da allenatore”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Tra i compagni di Frosinone ci sono anche Moro e Boloca, che rapporto hai con loro?
“Li conosco da tanto, ho un bellissimo rapporto con loro, sono miei amici e spero di continuare a condividere gioie e dolori con loro”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Speri di restare? Su di te ci sono voci di mercato dalla Serie B…
“Non so niente del mercato. Penso solo ad allenarmi, a giocare e a fare il meglio per questa maglia: ho un contratto con la società neroverde per altri tre anni, sono un giocatore del Sassuolo a tutti gli effetti”.
[Domanda di Canale Sassuolo] L’anno scorso per i tuoi compagni non è stato facile calarsi in un campionato come la Serie B… i tuoi primi due gol in campionato e in Coppa Italia sono serviti a rompere il ghiaccio per ambientarsi nella categoria…
“Ho rotto il ghiaccio lì, ma se non lo avessi fatto io lo avrebbe fatto qualcun altro. Abbiamo affrontato bene il campionato: siamo contenti del risultato ottenuto l’anno scorso e adesso dobbiamo pensare a mantenere la categoria”.

[Domanda di Canale Sassuolo] Siete 4-5 punte centrali in ritiro, cosa intendi “rubare” ai tuoi compagni?
“Posso “rubare” tante cose a tutti. In più, posso fare più ruoli nel reparto offensivo come la seconda punta. Da adolescente ho giocato esterno, poi ho fatto anche il trequartista. Se dovessi darmi un ruolo mi definirei una seconda punta”.
[Domanda di Canale Sassuolo] A proposito di questo, in un 3-5-2 potresti trovarti a tuo agio?
“Sì direi di sì”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Hai assaporato la serie A con tante gare da subentrato, ora sei pronto a giocarti le tue carte da protagonista nella massima competizione nazionale?
“Lo spero, il mio obiettivo è confermarmi in questa categoria”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Raccontaci il tuo esordio da titolare in A a Roma con la Lazio…
“E’ stata l’unica partita da titolare in quella annata, ma la stagione è stata quella che è stata sia per me che per il gruppo. Dobbiamo imparare dagli errori e cercare di guardare avanti”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Per la prima rete in Serie A hai pensato ad una dedica ed esultanza speciali?
“Prima penso a fare gol poi all’esultanza e a chi dedicarlo”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Come hai vissuto il confronto dello scorso anno con lo Spezia, città in cui sei nato, e puoi dirci se ti è arrivata dalla Liguria qualche chiamata da amici riguardo il mercato…
“Io gioco a calcio e basta, ci pensa il mio procuratore a chiamarmi, ma al momento non mi ha ancora chiamato: si vede che non ci sono state offerte”.
Come valuti la stagione appena passata, in cui ti sei alternato nella prima parte con Moro e Russo, poi è arrivato Skjellerup a gennaio, ti aspettavi di essere schierato più volte titolare di quelle in cui lo sei stato?
“Sicuramente ho avuto i miei alti e bassi, ma alla fine la stagione è stata positiva per il gruppo, che è la cosa più importante. Non ho giocato sempre, ma al mister piace cambiare e far giocare tutti, dando molta importanza anche a chi subentra. Le rotazioni sono state utili alla squadra”.
Durante il ritiro il mister ha già detto qualche frase iconica delle sue per caricarvi?
“Quest’anno non ne ho ancora sentite tante per ora”.
Una dell’anno scorso…
“Ce ne sono tante, dice sempre che per giocare a calcio bisogna sentire le farfalle, bisogna emozionarsi”.
Tornando all’anno scorso cosa hai pensato dopo il 4-1 contro la Cremonese?
“Perdere non è mai bello, è stata una batosta, però ci ha rinforzato facendoci capire che era un campionato tosto e dovevamo cambiare marcia. D’altro canto, capita di perdere nel calcio e anche se perdi una partita non vuol dire nulla, devi pensare alla prossima e ripartire”.
In Serie A c’è un difensore che ti stimola affrontare e anche un attaccante con cui ti vorresti confrontare?
“In Serie A ci sono giocatori fortissimi, sarebbe riduttivo fare un nome, però sicuramente tutte le squadre hanno calciatori fortissimi e sarà bellissimo confrontarsi con questi campioni”.
Uno stadio speciale?
“San Siro, lo stadio per antonomasia più bello in cui giocare”.
Viste le tante voci di mercato, la squadra come vive questo periodo in ritiro?
“Siamo tutti concentrati nel fare le nostre cose, in questo periodo è importante separarsi dalle voci di mercato. Dobbiamo solo allenarci e raggiungere la miglior condizione fisica possibile che ci portiamo dietro anche qualora dovessimo andare via”.
A questo proposito, come hai visto Laurienté che ha vissuto una situazione particolare?
“Armand è sempre sereno, lui è la serenità in persona. Da quando è tornato, lo vedo come era prima: tranquillo nell’allenarsi. E’ un giocatore fortissimo, magari mi dispiace per lui che avrebbe voluto la realizzazione di questa opportunità, ma allo stesso tempo sono contento anche di riaverlo in squadra”.
Il tridente Mulattieri-Berardi-Laurienté in Serie A come lo vedi?
“Questo lo decide il mister, io penso ad allenarmi e cerco di acquisire la condizione migliore possibile”.
Cos’ha di speciale Berardi secondo te?
“Domenico, oltre ad essere un campione, è una bravissima persona, è bellissimo giocare con lui e siamo contenti che sia in squadra”.
Alla prima giornata al Mapei Stadium arriva il Napoli, il mister vi ha già lanciato qualche messaggio per affrontarli?
“Noi pensiamo partita dopo partita: abbiamo giocato contro il Trento e ora pensiamo al triangolare, poi pensiamo al Catanzaro e poi al Napoli step by step”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Un tuo obiettivo personale? Quanti gol può fare Mulattieri quest’anno in Serie A?
“Il più possibile, prima pensiamo a giocare poi facciamo i gol”.
Sei diventato anche presidente della squadra della tua città che ti lanciò nel calcio (l’Arcola Garibaldina, rilevata proprio dall’attaccante ndr)…
“Non sono io il presidente, il presidente è un amico di famiglia che aveva già la squadra negli scorsi anni. Io, mio fratello e mio padre siamo subentrati per onorare mio nonno che è stato presidente negli anni ’80. E’ stata una scelta di cuore e per riportare passione per il calcio nel paese, ma non ricopro nessun ruolo ufficiale”.
Canale Sassuolo ringrazia Samuele Mulattieri e l’Ufficio Stampa del Sassuolo Calcio per la disponibilità dimostrata nel corso dell’intervista.
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