E’ uno dei “rookie”, per usare una metafora automobilistica, Christian Frangella, aggregato alla Prima Squadra tra i convocati per il ritiro di Ronzone.
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Il centrocampista classe 2006, arrivato in Emilia nell’estate 2022 dalla Tor Tre Teste, nell’ottobre scorso ha firmato il proprio primo contratto di apprendistato per tre anni con la società neroverde. Dopo essersi guadagnato in poco tempo la maglia da titolare con l’Under 17 di Pavan prima e con l’Under 18 di Pedone poi, nella scorsa annata Frangella ha scalato le gerarchie anche nella Primavera di Bigica, grazie alla propria duttilità in mezzo al campo unita alla capacità di inserimento in zona gol, collezionando 21 presenze, due assist e una rete in campionato.

Proprio la sua unica marcatura, in casa del Monza, ha consegnato al Sassuolo la matematica qualificazione ai playoff di categoria con quattro giornate di anticipo, per un giocatore abituato a mettere a segno solo gol pesanti, tanto che gli altri due della scorsa stagione sono arrivati in Youth League, in quattro presenze, entrambi contro i lettoni del Daugavpils, uno all’andata uno al ritorno, al secondo turno della storica partecipazione del Sassuolo nella massima competizione europea giovanile.
Riparte da queste emozioni Frangella, che non nasconde il proprio orgoglio di essere stato scelto per il proprio primo ritiro “tra i grandi”…
L’intervista a Frangella dal ritiro di Ronzone
Sei arrivato in neroverde nel 2022, quindi questo è il terzo anno in Emilia, cosa ti ha colpito di più della realtà Sassuolo?
“Ho fatto il provino tre anni fa con il Sassuolo e il direttore Palmieri mi ha voluto prendere in squadra. La prima cosa che mi ha colpito è l’organizzazione della società e il modo eccellente di lavorare con i giovani, nonché il progetto che hanno per portarli in Prima Squadra”.
Pensi di poter arrivare in Prima Squadra in tempi brevi o ci vorrà del tempo?
“Lo spero: do il massimo durante gli allenamenti, durante le partite e poi, come ogni calciatore, punto ad arrivare in alto”.
Il tuo idolo…
“Il mio idolo è Neymar. Mi ispiro a lui soprattutto per doti tecniche, mentre nel ruolo di centrocampista mi ispiro a Frattesi che è di Roma e comunque ha giocato anche qua al Sassuolo, è mezzala come me e quindi è un punto di riferimento”.
Sei nato come mediano, ma qual è il tuo ruolo?
“Sì, mediano, mezzala e l’anno scorso da mister Bigica sono stato anche adattato come trequartista. Il mister mi ha dato una grande mano, sia sotto l’aspetto fisico che soprattutto sotto l’aspetto mentale. Lui e tutto lo staff, come ha dimostrato il percorso che abbiamo fatto l’anno scorso, arrivando in semifinale con l’Inter, ci hanno dato una grande mano”.
Qual è la tua opinione su Grosso?
“Sono onorato della sua chiamata, è un’emozione incredibile essere qui ed essere allenato da lui. Cerco ogni giorno di apprendere quello che mi dice e dove devo migliorare E soprattutto vedo anche i grandi giocatori come Berardi, Pinamonti, Ghion, Boloca… Cerco di rubare con gli occhi quello che loro fanno in campo e ogni loro movimento. E quindi sono onorato e contento di essere qui e di far parte di questo gruppo”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Sei stato convocato un po’ a sorpresa in questo ritiro, te l’aspettavi e quali sono le tue emozioni?
“All’inizio non me l’aspettavo perché comunque ero partito con la Primavera. Ho fatto un paio di allenamenti con loro e poi hanno aggregato alcuni di noi (Macchioni e Tomsa insieme a lui ndr) con la Prima Suadra a Sassuolo chiamandoci per venire qui a Ronzone. All’inizio è stata una gioia immensa sia per me che per tutta la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto fin da quando sono piccolo”.
Chi ti ha detto della convocazione e come ti è stato comunicato?
“Il team manager. Ero in chiamata con papà e ho attaccato perché avevo sotto la chiamata del team manager della Primavera. Matteo Torelli mi ha detto che l’indomani mattina alle 9 sarei dovuto essere al Mapei Football Center per partire con la Prima Squadra. Allora ho detto va bene, l’ho ringraziato e ho subito chiamato la mia famiglia ed erano contentissimi”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Noi seguiamo anche la Primavera, ma i lettori vogliono sapere che tipo di giocatore sei. Come si descrive Frangella?
“Sono un giocatore tecnico che riesce a fare anche la fase difensiva, quindi il lavoro sporco a centrocampo. La mia qualità migliore è la tecnica e devo migliorare molto sotto l’aspetto tattico. Cerco di migliorarmi ogni giorno sempre di più”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Come è stato anche il tuo impatto con tutto l’ambiente del Sassuolo?
“Da quando sono arrivato qua mi sono riuscito subito ad adattare, non ho avuto grandi problemi a livello di convitto perché, oltre ai compagni, come ho detto, l’organizzazione del Sassuolo è eccellente , quindi ci hanno sempre fornito tutto quello che serve per migliorarci. E mi trovo bene, sto bene e spero di rimanere qui il più a lungo possibile”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Hai avuto due allenatori importanti come Pavan e Brucato, cosa sei riuscito a “rubare” da queste due esperienze?
“Sicuramente venivo dalla Tor Tre Teste che è una società che lavora molto con i giovani, quindi avevo già una base, però sicuramente una società professionistica come il Sassuolo, dotata di questi allenatori, riesce a darti di più. Quindi sotto l’aspetto sia fisico che sotto l’aspetto tattico sono riuscito a “rubare” questo da loro”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Come ha preso la tua famiglia la notizia del tuo arrivo a Sassuolo? Ci dicevano, anche chi ha seguito la Primavera, che non si volevano perdere una partita, quindi non è stato facile all’inizio…
“Sicuramente all’inizio anche per i miei genitori è stata tosta non avere più il figlio dentro casa, però sanno che è il sogno che ho fin da quando sono piccolo e quindi mi hanno detto ‘se con la testa riesci a rimanere dentro al progetto e a non uscirne fuori, siamo contenti per te e quindi spicca il volo”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Com’è stato anche il tuo impatto con la Primavera di Bigica, che comunque veniva anche già da risultati molto importanti, che grazie a un tuo gol ha conquistato la matematica qualificazione di playoff…
“Ringrazio il mister perché ci ha migliorato sotto l’aspetto mentale. L’anno scorso siamo arrivati in semifinale soprattutto grazie a lui e al suo staff che durante tutto l’anno ci hanno spronato e ci hanno accompagnato. Quindi è stato un allenatore fondamentale per me e per tutti i ragazzi della Primavera”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Pensavi di essere già pronto a giocare le tue carte in Primavera, perché hai fatto diverso tempo in Under 18 e ti aspettavi una promozione, per la quale hai dovuto comunque lottare perché c’era molta concorrenza nel ruolo?
“Nel calcio è così, c’è sempre concorrenza e bisogna sapere aspettare con pazienza, lavorare duro durante gli allenamenti e soprattutto poi, quando arriva il momento giusto, farsi trovare pronti. E quella penso sia la cosa più importante”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Raccontaci l’emozione del gol a Monza…
“È stata una grande emozione anche perché è stata la prima marcatura in Primavera ed è stata la rete che ci ha portato matematicamente ai playoff. E tra l’altro in quella partita ho preso due pali, e quindi è stata una bella emozione”.
[Domanda di Canale Sassuolo] E a proposito hai fatto anche due gol in Youth League e anche qui raccontaci la tua emozione di esordire con la maglia del Sassuolo per la prima volta nella storia in una competizione così importante e di realizzare la prima rete…
“La Youth League è stata una delle esperienze più belle della mia vita perché è stata veramente una bella competizione sia con la squadra lettone che con il Real Betis, anche se poi siamo usciti. Sull’emozione della prima marcatura, all’inizio, per un paio di giorni ho dovuto realizzare che avevo fatto il primo gol della storia del Sassuolo in Youth League. E’ stata una bella esperienza, la rifarei altre mille volte”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Un’ultima battuta sul tuo rapporto personale con Bigica, se c’è qualche aneddoto che ci puoi raccontare o comunque se vi siete subito presi dal punto di vista mentale…
“Si, lui con me scherza sempre, mi prende in giro, comunque è un bel rapporto quello che ho con il mister. E quindi spero quest’anno di dare il mio contributo in Primavera e di far vedere chi sono”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Sei stato anche capitano per un periodo nell’Under 18, cosa significa per te rappresentare questa società?
“Certo, rappresentare questa società vuol dire portare avanti il nome del Sassuolo. Significa che la società crede in quel giocatore e soprattutto per i suoi valori umani oltre che per il giocatore in sé a livello tecnico, tattico e fisico”.
Hai ritrovato Palmieri, in Prima Squadra, ti ha portato nel settore giovanile, lui cosa ti ha detto, cosa ti dice?
“Io con il Direttore ho un buon rapporto, ho stima in lui e penso sia contento di aver portato un ragazzo dalla Primavera a fare il ritiro con la Prima Squadra e devo tanto sia a lui che a tutta la società del Sassuolo Calcio e spero di continuare questo percorso con loro”.
Bigica l’hai sentito dopo la chiamata “tra i grandi”, ti ha detto qualcosa?
“No, ancora non l’ho sentito però avremo modo di sentirci appena ci rivedremo qui a Ronzone o a Sassuolo”.
Prima parlavi di Frattesi, c’è stato anche Pellegrini che veniva dalla Roma. Pellegrini, Frattesi, tutti i centrocampisti, l’asse Roma-Sassuolo ha portato fortuna…
“Sì, speriamo di fare metà della carriera che hanno avuto Frattesi e Pellegrini perché sono due grandi giocatori. Uno è anche ad oggi il capitano della Roma, mentre Frattesi gioca nell’Inter. E quindi spero di avere una carriera come la loro”.
La Nazionale immagino sia il traguardo, un obiettivo che hai?
“Sì, sicuramente anche la Nazionale, ad oggi ancora non è arrivata la chiamata, ma speriamo che un giorno, continuando a lavorare in allenamento e riportando quanto preparato in partita, di ricevere la convocazione in Azzurro”.
Da Roma città a Sassuolo città invece, che impatto c’è stato?
“All’inizio è stato diverso, dovendo passare da una città grande come Roma ad abitare a Sassuolo. Però non ho mai trovato questa difficoltà perché, con l’organizzazione della società Sassuolo Calcio e con i compagni che ho avuto durante gli anni, non mi è mancato niente anche perché sto facendo lo sport della mia vita e quindi per il calcio questo e altro. I sacrifici vanno fatti per arrivare a un certo tipo di livello”.
Sei partito in sordina in Primavera perché comunque i 2005 erano già più formati, poi parlavi durante questa intervista di saper sfruttare il momento, quando poi sei diventato quasi imprescindibile per il mister.
“Certo sì, ero partito in sordina e il calcio è così, inizialmente avevo poco minutaggio, poi il mister mi ha dato l’opportunità di giocarmi le mie carte e sono stato bravo comunque a cogliere l’attimo e a farmi trovare pronto. E poi sì, comunque Kevin Leone si era fatto male e quindi ho trovato più spazio durante l’anno e sono stato bravo a mantenere quel posto. Dispiace solo durante la fine dell’anno non essere arrivati in finale e non aver alzato la coppa. Però sono cose che capitano e il calcio è anche questo”.
Di fatto, la prima partita dei playoff è stata veramente straordinaria, 3 a 0 contro il Milan, poi con l’Inter si sapeva, poteva andare in una maniera, poteva andare in un’altra, con tante occasioni…
“Siamo stati bravi all’inizio a portarla in vantaggio con l’Inter e poi abbiamo avuto un altro rigore dove potevamo chiudere la partita e potevamo essere molto più tranquilli nel secondo tempo. E abbiamo sbagliato il penalty e loro giustamente sono usciti nel secondo tempo con il gioco e ci hanno fatto chiudere dietro. Abbiamo preso un gol su cross mi sembra e poi ce la siamo andati a giocare ai rigori”.
Poi eravate stanchi nel secondo tempo, ti ricordi?
“Beh, sicuramente dopo un anno dove abbiamo avuto tantissime partite siamo arrivati anche noi ai playoff stanchi e al secondo tempo, poi contro una squadra come l’Inter si è sentita la stanchezza, però siamo stati bravi a tenere il risultato sull’uno pari e a portarla ai tiri dagli undici metri. Purtroppo ai rigori abbiamo perso e ci rifaremo quest’anno”.
In questa stagione invece cambia un po’ per te la prospettiva perché sei tra i più grandi, ti sei già immaginato come potrà essere l’anno soprattutto dal punto di vista all’interno dello spogliatoio?
“Sì sicuramente questo è uno dei principali argomenti che tratta il mister: è anche che noi più grandi dobbiamo essere da esempio per i ragazzi più piccoli, ovvero per i 2007 e per i 2008 che faranno parte della Primavera di quest’anno. E quindi dobbiamo far vedere cosa significa portare sul petto lo stemma del Sassuolo Calcio e far parte della Primavera del Sassuolo, cosa che i ragazzi del 2005 dell’anno scorso secondo me ci hanno trasmesso molto bene”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Per la prossima stagione avete un obiettivo sia personale che di squadra?
“Il primo obiettivo sarebbe la salvezza nel campionato Primavera 1 e poi sarebbe sicuramente il raggiungimento dei playoff. E come obiettivo personale quello di fare bene durante le partite e magari l’esordio in Prima Squadra”.
La Coppa Italia no? Il Sassuolo ha vinto il campionato, il Viareggio e manca la Coppa Italia…
“La vittoria della Coppa Italia sarebbe veramente bello. L’anno scorso siamo usciti ai quarti contro il Lecce”.
Prima hai parlato di sacrificio e del sostegno della tua famiglia. Hai fatto un cambio importante anche se sei molto giovane, andare via da Roma a venire a Sassuolo città un po’ più piccola. Al di là del sacrificio quale consiglio daresti a chi magari per i ragazzi come della tua età vogliono percorrere questo tuo sogno?
“Sicuramente nel mio percorso non è sempre stato rose e fiori qua a Sassuolo, quindi ci sono stati momenti più alti e momenti più bassi. Il consiglio che intendo dare è sicuramente quello di non mollare e di rimanere sempre concentrati e spingere durante gli allenamenti perché durante la vita in generale, non soltanto nel calcio, ci sono momenti migliori e momenti peggiori e la cosa importante è riuscire a mantenersi concentrati durante i momenti peggiori e non mollare”.
Un sogno nel cassetto? Al di là dell’esordio “tra i grandi”? Hai un’immagine fissa dove ti vedi magari ad alzare un trofeo particolare?
“La Champions League, magari con la Roma…”
[Domanda di Canale Sassuolo] Dopo questa convocazione al ritiro hai sentito i tuoi vecchi compagni come Knezovic, Leone, Lopes?
“Ci messaggiamo sempre perché eravamo un bel gruppo. Mi hanno fatto i complimenti anche perché Borna e Leone l’anno scorso erano stati convocati al ritiro con la Prima Squadra, poi c’è stato anche il debutto di Kevin in Serie B. Quindi ci sentiamo sempre ed è stato uno dei motivi per il quale siamo arrivati in fondo ai playoff: eravamo un gruppo molto affiatato, eravamo veramente una famiglia”.
[Domanda di Canale Sassuolo] Quindi l’esordio in Serie A con il Sassuolo è un sogno?
“Penso sia un sogno di tutti i ragazzi che giocano a pallone esordire in Serie A con una squadra poi con il Sassuolo che è stata la squadra che mi ha preso comunque da quando ero piccolo dalla Tor Tre Teste ancora di più. In Roma-Sassuolo l’esordio? Sarebbe il top”.
Canale Sassuolo ringrazia Christian Frangella e l’Ufficio Stampa del Sassuolo Calcio per la disponibilità dimostrata nel corso dell’intervista.
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