Abbiamo deciso di dare i voti ai nostri ragazzi al termine di questa stagione di Serie B 2024-25, fin qui stratosferica: il Sassuolo di Fabio Grosso è primo in classifica alla fine della prima parte di campionato. Andiamo a vedere uno per uno tutti i voti dei nostri ragazzi.
Il pagellone del Sassuolo: i voti dei portieri
GIACOMO SATALINO 8. Alzi la mano chi ad inizio campionato se lo sarebbe aspettato titolare. Forse nemmeno lui, ma tra la cessione di Turati e la vicenda Consigli nel primo scorcio stagionale ha ricoperto il ruolo in maniera quasi impeccabile con parate decisive. L’acquisto di Moldovan lo ha relegato in panchina, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha dato il suo contributo. Come quando per sostituire il rumeno infortunato è stato protagonista dei primi due successi della serie di sette vittorie consecutive, conditi da altrettanti clean sheet.
HORATIU MOLDOVAN 9. Con Satalino che ha fatto così bene prima del suo arrivo, in tanti hanno storto un po’ il naso. Il portiere rumeno però, con un curriculum di tutto rispetto, ha fatto subito ricredere gli scettici e rappresenta una delle tante sicurezze di questa squadra. Ininterrottamente in campo dalla quinta giornata, eccetto che per due gare out per infortunio, ha messo più volte letteralmente le mani sui tre punti. Bravo a farsi trovare pronto nelle conclusioni avversarie in cui servivano i suoi guantoni, mantenendo la concentrazione e lucidità necessarie, chiudendo la porta in sei occasioni.
ALESSANDRO RUSSO NG. Con davanti due compagni in grado di essere spesso decisivi, era difficile che trovasse posto all’andata specie in un ruolo come quello del portiere.
Il pagellone del Sassuolo: i voti dei difensori
FILIPPO MISSORI NG. All’inizio del campionato in molti speravano che sarebbe stato l’anno di Missori. I colleghi e soprattutto Grosso gli stanno riservando pochissimo spazio, avendo davanti alle gerarchie Toljan e Paz. Ha giocato solo 11 minuti alla seconda giornata in campionato. Poi solo panchine, oltre all’ingresso in Coppa con il Milan.
JOSH DOIG 8-. Lo sappiamo bene: Doig appartiene a quel gruppo della rosa fuori categoria. Ma la giovane età fa sì che sia ancora disposto a mettersi in gioco in un campionato come quello di B. Assente praticamente solo quando ha avuto problemi fisici, il terzino sinistro è una certezza. Spicca per lo strapotere fisico e atletico nei duelli contro i diretti avversari, arrivando con una facilità a tratti disarmante sul fondo facendo tutta la fascia, tanto da far sembrare di essere tornato quello del primo anno di Verona che si era un po’ perso per strada a causa degli infortuni. La speranza è che quest’ultimo ko fisico, da cui è appena rientrato, non lo blocchi mentalmente e che possa continuare sulla lunghezza d’onda vista sin qui.
EDOARDO PIERAGNOLO 7+. Il + serve a rimarcare il fatto che non ha mai fatto rimpiangere Doig. Ha risposto presente ogni volta che Grosso gli ha dato spazio, specie dalla gara con la Juve Stabia in poi. Avrebbe forse meritato un voto più alto, ma nonostante faccia vedere tante cose buone, deve ancora migliorare tanto in fase difensiva e nella misura dei cross a volte sballata, ma impreziosita comunque da un assist e da alcuni traversoni che hanno dato via ad altrettante reti.
YEFERSON PAZ 6.5. Era dai tempi di Muldur-Toljan e Kyriakopoulos-Rogerio che il Sassuolo non si ritrovava con un gruppo di terzini tanto nutrito e di qualità. Il colombiano ha sofferto un po’ il passaggio di categoria nonché quello di modulo dal 3-5-2, in cui esprime meglio il suo potenziale offensivo, alla difesa a 4, perdendo via via il posto a causa dei propri limiti in fase difensiva. Risponde comunque presente nei momenti in cui viene chiamato a dare fiato a Toljan per conservare il risultato a contenere le scorribande avversarie, grazie alla sua velocità.
FILIPPO ROMAGNA 8+. Se con lui in campo sono arrivati tutti gli otto clean sheet stagionali un motivo ci sarà ed è presto detto: tornato per vivere da protagonista il campionato con la maglia del Sassuolo, dopo il calvario infortuni e il prestito alla Reggiana, fa valere la sua esperienza e la sua leadership al centro della difesa, infondendo sicurezza ai compagni, guidando il reparto da capitano aggiunto, indossando anche la fascia in qualche occasione. Difficile rinunciare a lui, nonostante le buone prestazioni dei suoi sostituti Odenthal e Lovato.
MATTEO LOVATO 6.5. Arrivato per riprendersi quello che i tanti problemi fisici gli hanno tolto in carriera, entra nelle rotazioni di Grosso salvo poi ricadere in un lungo stop per la rottura del bicipite femorale nel suo momento di maggior fiducia, dovendo ancora una volta fare i conti con la sfortuna. Fa il suo quando viene schierato, mezzo voto in più per incoraggiamento per un 2025 con la dea bendata a favore.
JEREMY TOLJAN 8-. Da possibile epurato sul gong del mercato, con l’esclusione dai convocati nella gara con il Cesena, ad insostituibile pendolino sul binario di destra, che si riprende con merito e tanto di prestazioni “alla Toljan” non appariscenti, ma efficaci, mettendo a segno anche quattro passaggi chiave. Anche lui nell’élite dei fuori categoria, ma non era scontato che tornasse quello visto nelle prime stagioni nel club del distretto ceramico. Zitto zitto, sta diventando uno dei più longevi in casa Sassuolo.
CAS ODENTHAL 7+. Acquistato come comprimario d’emergenza, gli infortuni nel reparto lo chiamano agli straordinari. Ricopre il ruolo con diligenza e mettendoci quel pizzico di mestiere in più maturato nell’esperienza a Como della scorsa annata, culminata con la promozione. Non sempre pulito negli interventi, bada più alla sostanza che all’estetica, pur scricchiolando oltre il dovuto in qualche frangente, ma non perdendo mai del tutto la bussola. Si regala anche la gioia personale del gol del 2-0 con la Samp, in un momento chiave della partita.
KEVIN MIRANDA NG. In una zona del campo così affollata e delicata, è tutt’altro che semplice per un giovane come lui ritagliarsi lo spazio che desidera. Pur senza mai scendere in campo in campionato, Grosso gli concede la soddisfazione del debutto a San Siro in Coppa Italia: scusate se è poco.
TARIK MUHAREMOVIC 9. Sin dalla Juve Next Gen si era fatto apprezzare per le sue doti fisiche e di temperamento che riesce a far emergere partendo dietro le quinte e senza i galloni da titolare che si conquista a suon di interventi decisivi da veterano, nonostante la giovane età, e quella “garra” dopo ogni tackle ruvido ed efficace a caricare i tifosi. E se a primo acchito il suo arrivo poteva sembrare superfluo, il girone d’andata ha piacevolmente smentito tutti. Decisivo anche nell’area avversaria con il gol del vantaggio a Lecce in Coppa e un assist in campionato. Autentico crack del girone d’andata.
Il pagellone del Sassuolo: i voti dei centrocampisti
ANDREA GHION 8+. Alla prima vera stagione di ritorno alla base Sassuolo, il prodotto del settore giovanile si prende le chiavi del centrocampo dall’ottava giornata, regalando a Grosso il play maker che cercava, fino all’infortunio nel proprio momento migliore che interrompe, sperando in modo momentaneo, l’ascesa di un ragazzo capace di dare l’equilibrio di magnanelliana memoria nel ruolo davanti alla difesa. Dipinge calcio con giocate al bacio per i compagni, tracciando traiettorie non visibili ai più. La sensazione è che con lui il bello debba ancora venire e l’auspicio è che completi il percorso di crescita nella seconda parte. Con un rinnovo fino al 2029 già in cassaforte.
DANIEL BOLOCA 8. Parte in sordina, relegato a compiti nelle sue corde da regista ma in cui non riesce ad esprimere le sue qualità in fase di inserimento. Non a caso, la prima gara in cui viene liberato da compiti di impostazione, affidati a Ghion, coincide con la propria prima marcatura stagionale a Brescia. Da lì è un continuo crescendo del ritorno al primo Boloca visto nella scorsa annata, condito da sostanza e quantità al servizio della squadra. La sua presenza è tanto a tratti nascosta quanto palpabile, soprattutto quando riesce a rendersi pericoloso in zona gol o prezioso con recuperi nella propria metà campo da difensore aggiunto.
PEDRO OBIANG 8.5. Anche lui parte con il freno a mano tirato per via del ritardo nella condizione fisica, che sale con il passare delle partite, come di conseguenza il suo minutaggio e soprattutto la sua incidenza nell’arco della gara diventando in molte occasioni ingiocabile per gli avversari da equilibratore e direttore del traffico davanti alla difesa da vero capitano. È stato uno dei pochi ad aver suonato la carica nel momento più buio, e adesso stanno arrivando anche i fatti.
FABRIZIO CALIGARA 5.5. Arrivato con le migliori aspettative dopo un’annata positiva ad Ascoli, pur finita con la retrocessione, il suo ex allenatore ai tempi delle giovanili della Juventus gli concede la fiducia, conoscendo le sue indiscusse qualità, che però Caligara non riesce ad esprimere, non risultando quasi mai incisivo e anzi distratto e approssimativo. Motivi per cui, lo stesso Grosso lo farà cadere nel dimenticatoio a seguito della debacle in casa con la Cremonese, dopo la quale non rivede più il campo.
LUCA LIPANI 6.5. Dato pure lui tra i possibili protagonisti ai nastri di partenza, vuoi per abbondanza del reparto, vuoi per scelta tecnica, unita a qualche problema fisico, trova il campo meno di quanto si sarebbe aspettato. Nelle occasioni in cui viene schierato si rivela prezioso in fase di interdizione, come già vista lo scorso anno, ma anche sorprendentemente in fase di inserimento in zona gol in cui ha margini di miglioramento notevoli che sarebbero potuti esplodere in caso di maggiore minutaggio. Chissà che nella seconda parte non sia necessario ricorrere anche a queste sue doti, sicuramente uniche tra i colleghi.
EDOARDO IANNONI 8. Salito dalla categoria inferiore per completare numericamente il reparto, è una delle scoperte di Grosso, capace di far risaltare le caratteristiche di un giocatore poco appariscente, ma molto prezioso in fase di copertura e di contenimento, tanto da renderlo in alcuni momenti insostituibile, a dimostrazione che la carta d’identità e il curriculum non vanno in campo, così come le etichette di mercato che lo davano come ultimo slot nella mediana di Grosso. Si toglie anche la soddisfazione di una rete a risultato acquisito a Brescia.
KRISTIAN THORSTVEDT 9. In una recente intervista alla “Gazzetta dello Sport” ha dichiarato come l’allenatore abbia avuto un ruolo chiave nel far restare un giocatore che con la Serie B non c’entra nulla. Non a caso, Thor è il componente della rosa più volte schierato titolare ed imprescindibile nella manovra per le sue note abilità di raccordo tra centrocampo ed attacco senza dare punti di riferimento agli avversari. Se a queste doti si aggiungono i 7 gol e i 2 assist sin qui, il motivo di come il norvegese sia, insieme a Laurienté, a tutti gli effetti un nuovo acquisto in casa neroverde è presto detto.
JUSTIN KUMI 6.5. Il capitano della Primavera Campione d’Italia parte con i migliori auspici servendo dopo pochi istanti dall’esordio in B l’assist per il rigore guadagnato da Laurienté a Catanzaro e offrendo una più che positiva prestazione nella gara con il Cesena, salvo poi anche lui non essere più schierato dopo i primi 45′ contro la Cremonese. Una scelta che non sa tanto di bocciatura per un ragazzo dal sicuro avvenire, ma dettata dalla nutrita concorrenza di compagni nella zona nevralgica del campo: ci aspettiamo di rivederlo presto in campo.
Il pagellone del Sassuolo: i voti degli attaccanti
CRISTIAN VOLPATO 7.5. Durante l’assenza di Berardi, è lui a vestire i panni dell’uomo in più non solo come sostituto di Mimmo, ma anche come incidenza in zona gol e assist con due reti decisive, entrambe del 2-1 a spaccare la partita prima della goleada contro Brescia e Cittadella, la prima con una perla di rara bellezza che si annovera già tra le marcature di copertina del campionato, e altre giocate degne di nota. Al rientro dei titolari, diventa una riserva di lusso che giocherebbe ad occhi chiusi in qualsiasi formazione del campionato cadetto e che può rivelarsi una freccia importante nell’arco di Grosso nel girone di ritorno.
SAMUELE MULATTIERI 8+. Parte col botto lasciando per due volte nelle prime due uscite stagionali in Coppa e in campionato il proprio nome sul tabellino dei marcatori, rivelandosi la punta centrale titolare di sicuro affidamento tornando ai fasti del Frosinone di Grosso. Segue i dettami del mister che conosce bene, eseguendo alla perfezione il pressing alto che frutta già delle reti nelle amichevoli estive e in campionato contro il Cittadella, dopo la quale, da punta che vive per il gol, soffre il digiuno da reti per 6 gare. Si sblocca da bomber di razza nel momento di maggiore bisogno della squadra, con la stoccata del 2-0 nel derby con la Reggiana e con la girata da ex a Frosinone. Quando non c’è, per via di qualche infortunio, si sente la sua mancanza da attaccante sornione, e che gioca per la squadra, ma sempre pronto a punire alla prima occasione utile.
DOMENICO BERARDI 8.5. Difficile trovare aggettivi per descrivere un giocatore per numeri ed estro è da top club di Serie A. A dimostrarlo, se mai ce ne fosse bisogno, il fatto che il suo ritorno in pianta stabile tra i titolari sia coinciso con la striscia dei sette successi di fila, a cui ha dato un contributo fondamentale con 3 reti e ben 9 assist. Sprecato per la categoria, vale per lui ancora di più il discorso di Laurienté rispetto alla possibile partenza. Il suo recupero e ritorno a gioire in campo, con tanto di lacrime liberatorie dopo il rigore realizzato con il Mantova, però, è stata una delle notizie più belle della nuova annata ed ha rappresentato la definitiva cesura del periodo buio personale e di quello del Sassuolo, culminato con la retrocessione. Se Mimmo dovesse restare a guidare i compagni ad un secondo ritorno nell’olimpo del calcio, la sua scelta rientrerebbe tra quelle da raccontare ai posteri, per un ragazzo scoperto in un calcetto infrasettimanale e cresciuto a Sassuolo, in un mondo in cui il romanticismo non c’è più.
LUCA MORO 7-. Come a Frosinone due anni fa, parte dietro a Mulattieri nelle gerarchie di Grosso e si rivela decisivo da ex allo Stirpe, entrando a partita in corso e segnando il proprio primo gol che porta tre punti alla squadra e il primo su azione dopo due reti su rigore ininfluenti per il risultato finale. Nonostante lo spostamento di Pierini come nove di movimento, Grosso “vede” Moro e gli dà minutaggio.
JANIS ANTISTE 7-. Storia strana la sua. Schierato per sostituire il probabile partente Laurienté sul gong del mercato, poi rimasto, decide con una rete e un assist la partita con il Cesena, salvo poi uscire dai radar visto il ritorno del connazionale e degli altri giocatori offensivi. Anche lui tra gli “epurati” dopo la Cremonese, ma non per demeriti propri.
ARMAND LAURIENTE’ 8.5. Capocannoniere di questo Sassuolo insieme a Pierini, con ben 8 marcature, sta onorando la maglia da professionista. Forse a gennaio partirà. Meritatamente e con il credito di non aver fatto mancare il suo importante contributo alla causa. I fantasmi del rigore sbagliato nella prima giornata a Catanzaro sono definitivamente scacciati.
NICHOLAS PIERINI 9. A proposito di romanticismo, il ritorno a Sassuolo di un giocatore che si era guadagnato la A con il Venezia ha un che di romantico, specie se fatto per riconoscenza verso chi, Palmieri, lo ha lanciato nel mondo del calcio dai tempi delle giovanili del Parma per poi passare con l’attuale DS a quelle neroverdi. È l’ uomo tra i più decisivi di questo Sassuolo, sia nel suo ruolo naturale che come falso nueve, mettendo a segno ben 8 gol, di cui 4 da subentrato. Cosa chiedere di più?
FLAVIO RUSSO 6.5. Pronti via, il capocannoniere del Campionato Primavera scorso appena entrato sfiora la rete alla prima in B con il Catanzaro e segna all’esordio da titolare nella gara successiva con il Cesena. Un debutto da sogno che sembra da predestinato per la punta originaria di Catania che entra stabilmente nelle rotazioni offensive, con un prezioso lavoro spalle alla porta al servizio della squadra ad aprire gli spazi ai compagni.
LUCA D’ANDREA 6+. Davanti a sé, nella propria zona di competenza, ha due mostri sacri come Berardi e Volpato, tra i cinque giocatori con il tasso tecnico più elevato in B e di fatto insostituibili. Ecco perché riesce giusto in tempo all’ultima giornata del girone di andata a scendere in campo in campionato per 7 minuti a Pisa. Il suo voto è dettato dalla perla del 2-0 in Lecce in Coppa di berardiana memoria con il numero 25 sulle spalle.
NEDIM BAJRAMI 6. Cessione allo scadere del mercato estivo agli scozzesi del Glasgow Rangers, prima della quale l’albanese ha servito un assist in Coppa contro il Cittadella e giocato le prime due gare di campionato venendo sostituito in entrambe all’ora di gioco.
Gaetano Pannone
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