sabato , 27 novembre 2021
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Giovanni Carnevali

Giovanni Carnevali: “Berardi ha chiesto di andare via. Fondi a Sassuolo? Mai considerati”

Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, ha rilasciato delle dichiarazioni nel corso del Social Football Summit di Roma: ecco le parole dell’ad neroverde, riportate da TuttoMercatoWeb.

Sulla società: “Dobbiamo sempre far combaciare l’aspetto tecnico e quello economico. Facciamo parte di un gruppo solido e l’attenzione ai bilanci e al fatto che la società non perda soldi è fondamentale. Sarebbe facile non vendere i giocatori migliori per crescere. Noi, invece, dobbiamo crescere coniugando tutto questo”.

Sulla permanenza di Berardi: “Domenico viene dal nostro settore giovanile, c’è un aspetto emotivo che ci lega. Se potevamo cederlo? Per noi è fondamentale. Ma, a differenza degli anni passati, la scorsa estate ha chiesto di poter andare via. Le condizioni però devono andare bene per tutti e per il Sassuolo non lo erano. Locatelli meritava la Juve e ci ha aiutato tanto in questi anni; quest’anno abbiamo ceduto Marlon per 12 milioni, Caputo alla Sampdoria e Locatelli alle condizioni che noi volevamo dopo due mesi di trattativa. Manuel voleva solo andare alla Juve, abbiamo avuto offerte dall’Arsenal e da altre società ma non c’è stato niente da fare”.

Su Scamacca: “Lo abbiamo a Sassuolo da anni. Ha fatto tutto un percorso in prestito e ora deve dimostrare quanto vale. Ora è un po’ più in difficoltà rispetto agli altri. Si vede che non è stato con noi negli ultimi anni, è meno affiatato, ma diventerà un grande giocatore“.

giovanni carnevali
foto: sassuolocalcio.it

Giovanni Carnevali sulla Superlega: “Quello che non mi è piaciuto è stato il comportamento dei club. Sono state tenute all’oscuro le società. L’annuncio della Superlega è stato un sondaggio? Probabilmente la comunicazione non è stata quella corretta, degli errori li ha Inter, Milan e Juve dovrebbero aiutare il nostro sistema a crescere nno fatti. Alcune idee che nascono da questa Superlega sono corrette, ma il sistema da cambiare deve partire dall’alto: dalla FIFA, dalla UEFA e dalla Lega. Siamo indietro anni luce rispetto agli altri Paesi. Inter, Milan e Juve dovrebbero aiutare il nostro sistema a crescere, non guardare il resto”.

Sul Covid: “La pandemia è solo un alibi. Per molti club ha inciso molto, è normale, ma il calcio è già morto da anni, è la direzione che ha preso ad essere sbagliata. Ad esempio, sul caso DAZN è intervenuto il governo, ma avremmo dovuto intervenire noi club perché il prodotto è nostro. Ci sono troppe teste che vogliono decidere, nelle assemblee di Lega si parla tanto senza concludere”.

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Sulla Serie A a 18 squadre: “Il campionato a 18 squadre potrebbe essere una soluzione per dare riposo ai grandi club. Loro sono il nostro biglietto da visita. Ma non è solo questo: le squadre medio piccole così perderebbero altri soldi. Negli anni non siamo riusciti a costruire un prodotto di qualità all’estero”.

Sui fondi nel calcio: “Non veniamo aiutati per la nostra voglia di investire. Le proprietà italiane solide sono sempre di meno e non capisco che vantaggi possa avere un fondo nell’investire nel calcio. Noi del Sassuolo abbiamo ricevuto offerte da fondi, perché siamo appetibili. Paghiamo puntualmente e per chi vuole acquistare è la società ideale, ma non è mai stata presa in considerazione questa opzione. Nemmeno un secondo appuntamento è stato mai fatto”.

Giovanili Sassuolo campi
foto: sassuolocalcio.it

Giovanni Carnevali sul proprio futuro: “Sono nove anni che sono al Sassuolo e mi sto divertendo molto. Noi stiamo correndo perché siamo in ritardo rispetto ad altri club che hanno una storia. Abbiamo acquistato uno stadio di proprietà, è un gioiellino; abbiamo realizzato un centro sportivo dove l’Italia si è allenata più volte. Futuro? Lasciare il Sassuolo è difficilissimo, ma delle opportunità ci sono state. Io sto bene e sono legato alla famiglia”.

Su De Zerbi: “Arriverà in grandi palcoscenici. Noi avremmo voluto tenerlo e ci abbiamo provato, ma dopo tre anni intensi ha pensato che fosse giusto cambiare e che il Sassuolo più di quello non potesse fare. E’ voluto andare in Ucraina a cimentarsi con una nuova realtà nonostante le importanti richieste dall’Italia”.

Su Raspadori: “Ho letto tante sciocchezze sul suo rapporto con Dionisi e sulla sua presunta partenza a gennaio. Parleremo a giugno di cessioni, a gennaio al massimo ci rinforzeremo. Abbiamo un certo appeal all’estero, ci siamo fatti un nome: ero a cena con Tuchel e mi parlava un gran bene dei giocatori del Sassuolo”.

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Riguardo Gabriele Boscagli

Appassionato di calcio, ho deciso di condividere la passione per il Sassuolo e per la scrittura con Canale Sassuolo. In redazione è il pilastro del settore giovanile. Per contattarmi scrivere a settoregiovanile@canalesassuolo.it

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