Oltre 400 studenti degli istituti superiori Elsa Morante, ITCG Alberto Baggi, Liceo AF Formiggini e IIS Alessandro Volta hanno preso parte questa mattina al Teatro Carani di Sassuolo al convegno “Ansie e paure: come reagire”, promosso dal Sassuolo Calcio e patrocinato dal Comune di Sassuolo nell’ambito del progetto Generazione S.
L’incontro, condotto dal giornalista Alessandro Troncone, ha rappresentato un momento di confronto dedicato ai giovani su un tema sempre più centrale: il rapporto con l’ansia, le paure, la pressione delle aspettative e la capacità di affrontare le difficoltà senza sentirsi soli.
Ad aprire il convegno sono stati i saluti istituzionali del presidente del Sassuolo Calcio Carlo Rossi, del vice sindaco di Sassuolo Serena Lenzotti e del direttore della Gazzetta di Modena, Davide Berti.
Il presidente Rossi ha ricordato il valore del percorso portato avanti dal club neroverde: “Generazione S è un progetto di cui siamo orgogliosi, lo portiamo avanti da tanti anni sotto l’aspetto calcistico e da qualche stagione abbiamo unito numerosi eventi e convegni, grazie anche all’aiuto del Comune di Sassuolo che ci mette a disposizione scenari importanti come quello del Teatro Carani”.
Sulla stessa linea Serena Lenzotti, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra città, scuole e società sportiva: “Unire la città, il Club e le scuole significa fare comunità”. Il vice sindaco ha poi richiamato anche l’appuntamento del fine settimana con le Final Four del Campionato Primavera Femminile, evento che vedrà Sassuolo protagonista dentro e fuori dal campo.
Davide Berti ha invece evidenziato il legame tra il progetto Scuola 2030 della Gazzetta di Modena e il Sassuolo Calcio, partendo da due parole chiave: territorio e passione. Secondo il direttore, affrontare temi come ansia e paure insieme ai giovani significa contribuire a una cultura sportiva e personale più consapevole.
Il primo intervento è stato affidato alla dottoressa Cecilia Glorioso, responsabile Safeguarding dell’US Sassuolo Calcio, che ha aiutato gli studenti a inquadrare l’ansia non soltanto come problema, ma prima di tutto come emozione e reazione fisiologica. Glorioso ha spiegato che l’ansia non è di per sé un disturbo e non deve essere letta come un segnale di debolezza. Può diventare un campanello d’allarme quando perde la sua funzione utile e inizia a limitare la vita quotidiana, rendendo invalidanti pensieri e sintomi.
Il messaggio centrale è stato chiaro: conoscere l’ansia, imparare a riconoscerla e sviluppare strumenti per gestirla può aiutare i ragazzi ad affrontare meglio le situazioni più complesse.
Nella seconda parte del convegno sono saliti sul palco tre atleti legati al mondo Mapei: il difensore neroverde Tarik Muharemović, la centravanti Lana Clelland e il pilota Simone Campedelli. Con loro si è confrontato lo psicologo dello sport Andrea Menozzi, che ha introdotto il tema dell’ansia da prestazione, spiegando come possa nascere quando le richieste esterne sembrano superiori alle risorse personali percepite.
Menozzi ha però ricordato che non sempre l’ansia da prestazione è solo un ostacolo: in alcune situazioni può diventare anche una spinta, aiutando l’atleta a prendere consapevolezza e controllo del momento.
Muharemović ha raccontato il proprio modo di affrontare la tensione prima e durante le partite, sottolineando l’importanza del dialogo con le persone più vicine e della concentrazione su sé stesso. Per il difensore, nei momenti di difficoltà lo spirito di squadra diventa fondamentale per ritrovare lucidità e sicurezza.
Anche Clelland ha condiviso una riflessione personale, parlando dell’importanza del supporto psicologico e del confronto. La giocatrice ha spiegato come conoscere meglio sé stessi e le proprie capacità possa aiutare a ridurre il peso dell’ansia, soprattutto in uno sport di squadra in cui il sostegno delle compagne diventa una risorsa preziosa.
Campedelli ha portato invece il punto di vista del rally, disciplina in cui tensione e attenzione viaggiano spesso fianco a fianco. Il pilota ha spiegato che conoscere i rischi e ridurre le incognite permette di affrontare meglio la pressione, mantenendo il focus anche nei momenti più delicati.
La terza parte dell’incontro è stata dedicata alle testimonianze video di due content creator, Michelle Puttini e Samuele Virzì, che hanno raccontato il proprio rapporto con ansia, difficoltà, obiettivi personali e cambiamento.
Dopo il contributo di Michelle Puttini, la dottoressa Glorioso ha richiamato l’attenzione sull’importanza di chiedersi per chi e per cosa si stia inseguendo un obiettivo. Fare qualcosa solo per rispondere alle aspettative degli altri, è stato spiegato, può aumentare il peso sulle spalle e impedire una crescita autentica. Centrale anche il riferimento alla terapia, intesa come spazio per conoscersi meglio e comprendere pensieri, paure e fragilità.
Menozzi si è soffermato invece sul valore dell’errore, definendolo un passaggio fondamentale per capire quale direzione prendere e dove concentrare energie e pensieri. Anche l’idea di cambiare strada quando qualcosa non corrisponde più a ciò che si desidera è stata presentata come parte naturale della crescita personale.
Il secondo video, con protagonista Samuele Virzì, ha portato l’attenzione sul concetto di migliorarsi dell’1% ogni giorno. Un’immagine semplice ma efficace, che Glorioso ha collegato alla necessità di restare ancorati al presente e alle situazioni sulle quali si può realmente esercitare controllo.
Proprio il futuro, come ha ricordato Menozzi, è spesso una delle principali fonti di incertezza e quindi di ansia. Concentrarsi troppo su ciò che deve ancora accadere rischia di alimentare paura e pensieri spiacevoli, mentre tornare al presente può aiutare a riconoscere il percorso già fatto e il punto da cui ripartire.
Il convegno si è chiuso con un momento fotografico insieme a tutti i relatori e al presidente del Sassuolo Calcio Carlo Rossi. L’iniziativa ha concluso una lunga serie di incontri legati al Progetto Scuole, confermando il ruolo di Generazione S come percorso educativo e valoriale capace di unire sport, territorio, istituzioni e giovani generazioni.
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