Mister Fabio Grosso ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Sassuolo, partita che si giocherà a San Siro domani sera alle ore 20:45 (che potrete seguire in diretta su CanaleSassuolo.it a questa pagina).
Il mister ha commentato più o meno la situazione, con Inter e Sassuolo a pari punti: “I numeri lasciano il tempo che trovano e si riferiscono a cose successe nel passato con altre persone, altre storie, altre strade. Sono constatazioni, nulla di più. Noi non ci abbiamo dato peso. Sappiamo che tipo di partita andiamo ad affrontare. Conosciamo l’Inter e siamo preparati a fare il meglio. La gara sarà sicuramente difficilissima e dovremo cercare di fare una grande grande gare. Loro sono una delle più forti in Italia e in Europa. Ed è un ostacolo grande. Poi gli ostacoli grandi sono opportunità per dare il meglio di sé. A volte può non bastare, però deve essere il nostro obiettivo”.
I nuovi giocatori hanno avuto un ottimo impatto sulla squadra: “So che serve del tempo per conoscersi e creare relazioni, riconoscere insieme determinate situazioni. A volte riesci a bruciare quel tempo ma ti mancano pezzi di conoscenza. Noi abbiamo cambiato tanto. Abbiamo tanti ragazzi nuovi e siamo nella fase in cui devo provare a capire quello che siamo in grado di fare coi nostri interpreti. Bravi domenica scorsa a fare una grande gara. Dobbiamo essere focalizzati su ciò che vogliamo ottenere. C’è tanta strada da percorrere per arrivare dove vogliamo andare. Su questa squadra troveremo momenti a volte positivi, altri negativi. Dobbiamo mantenere la lucidità e l’equilibrio per continuare a percorrerla”.
Nuovo taglio di capelli per il mister: “Mi piace cambiare le forme ma mantenere ben saldi i contenuti”.
Contro la Lazio abbiamo visto dei nuovi automatismi difensivi e il primo clean sheet, ma ora c’è l’Inter: “Non ci siamo né persi né ritrovati. Partecipiamo da neopromossi in un campionato difficile che ci metterà alla prova in tantissime situazioni. La nostra bravura sta nel prepararci quotidianamente per saperle affrontare”.
Vedremo sorprese di formazione? “Continuità. Per provare a conoscerci comunque è una parola importante. Poi ovviamente io ho tanti ragazzi all’interno di questo gruppo, a me piace utilizzarli perché sono importanti le risorse che hai, non solo quando ne hai necessità. E quindi il filo sottile tra il dare continuità per cercare di creare delle relazioni un po’ più importanti o degli automatismi un po’ migliori, e quello di utilizzare anche ragazzi che alzano il livello della rosa perché comunque ci alleniamo sempre insieme e il livello di tutti i ragazzi è quello che può stare benissimo nella nostra squadra e può disputare benissimo ogni gara di campionato. Lo ripeto sempre a loro, ho fiducia in tutti i ragazzi che ho a disposizione. E di volta in volta poi scelgo i giocatori allenando in settimana i ragazzi. Questa è la sottile differenza che mi piace sottolineare perché la reputo determinante. Per quanto riguarda Thorstvedt, non è ancora il momento per iniziare il titolare: stiamo continuando a migliorare, a crescere, le sensazioni sono sempre migliori e quindi cercheremo di aumentare il minutaggio gradualmente per cercare di averlo al meglio quando lui sentirà di poterlo essere”.
Chi mancherà? “Indisponibile abbiamo solo Paz come l’altra volta e Walukiewicz che stiamo valutando. È uscito per un problema all’anca, ha lavorato a parte, sta cercando di migliorare per recuperare e capiremo se sarà il caso di riuscire a portarlo oppure per questa partita ne dovremo fare almeno”.
Nell’ultima stagione di A il Sassuolo portò via sei punti all’Inter: “Abbiamo le qualità per fare gara, sicuramente sapendo che saranno le difficoltà tantissime, con intensità, lucidità e un briciolo anche di buona sorte cercheremo di provare ad invertire i pronostici che ci vedono nettamente sfavoriti”.
Qual è la formazione tipo del Sassuolo di quest’anno? “Dipende anche da loro. Dipende anche dalle condizioni, dagli stati di forma e da come passano le settimane perché per me comunque è importante andare alla ricerca della conquista del campo. Perché con 26 ragazzi di movimento a disposizione, mi piace fare le cose giuste e poi considerando i valori dei ragazzi. In questo momento sto facendo queste scelte con questi tipi di giocatori. Però ripeto, io so di avere alle spalle altri ragazzi che hanno contribuito l’anno scorso a fare una cavalcata strepitosa e che sono arrivati quest’anno per aiutarci a fare questo campionato difficile che ci aspetta”.
Mister Grosso è un ex Inter, da giocatore: “Fu un’esperienza bella perché comunque è stata ricca di soddisfazioni condivisa con tantissimi campioni, in una società top. Perché comunque era ed è una società top. Ricordo con molto piacere il presidente Moratti e tutti gli altri dirigenti che c’erano. E ho passato un anno ricco di soddisfazioni sia personali (…) sia professionali perché comunque abbiamo disputato un grande campionato vincendo anche la Supercoppa”.
Luis Enrique va a guardare le partite in tribuna. Vedremo anche Grosso farlo: “Immagina che tipo di risposta ti posso dare… No, noi per ora rimaniamo in panchina poi nel calcio o nella vita, mai dire mai”.
Il Sassuolo va a segno nella seconda metà della ripresa fondamentalmente e l’Inter, subisce prevalentemente reti più o meno in quella zona: “Noi ci crediamo, ci crediamo sempre e ci crediamo tanto ogni volta perché per noi ogni partita comunque è una sfida in cui vogliamo provare ad ottenere il meglio, sempre. E poi, siamo anche realisti e riconosciamo le caratteristiche degli avversari e quelle che sono le difficoltà che questa partita ci propone. Servirà grandissima intensità – ma intensità non significa solo correre in giro per il campo, è intensità anche di testa. Perché poi queste sono partite in cui devi saper resistere e devi avere la bravura di riconoscere quello che serve fare e farlo nella maniera migliore per tutto l’arco della gara. Le difficoltà sono grandi però la voglia di crederci a noi non manca e non mancherà mai. Proveremo sempre a cercare di fare del nostro meglio anche quando gli avversari hanno questo blasone e queste qualità”.
L’Inter è una squadra che va tante volte al tiro: “Le qualità l’Inter le ha, quindi riesce anche a variare le modalità di conclusione: sanno combinare, sanno attaccare l’aria, sono bravi sulle palle inattive. Le qualità le hanno. Hanno dei grandissimi calciatori che tirano bene da fuori aria, quindi molteplici difficoltà che abbiamo davanti. Però con pazienza e con coraggio, la bravura di saper stare dentro la gara, saper riconoscere quello che serve e provare a farlo insieme al meglio ti fa guadagnare tempo in queste gare e provare poi a cercare di mettere la testa fuori quando l’avversario te lo consente e quando tu sei bravo a riuscire a farlo”.
Il gap è soprattutto a centrocampo? “Conoscendo quelle che sono le loro caratteristiche – hanno tre centrocampisti molto bravi che riescono a fare gioco e sanno quando abbassarsi e svuotare questo centro del campo per creare dei palloni per far combinare gli attaccanti, sanno quando attaccare l’aria, sanno andare al tiro – però poi ce ne sono anche tante altre. Quindi se ci focalizzassimo solo su una, ne perderemmo di vista tante altre. Quindi la bravura è come detto prima stare nella gara, fare la gara e avere queste informazioni. Dirlo poi è più facile, poi realizzarlo diventa difficile saper riconoscere quello che succede e saperci stare dentro”.
Tra Coulibaly e Walukiewicz passa anche l’assetto della difesa? “Dobbiamo essere bravi a trovare l’equilibrio giusto, che lo puoi trovare anche con tanti giocatori offensivi. Però chi attacca deve sapere che ci sono dei compagni che devono essere pronti a ricoprire determinati ruoli. Non è che da una parte ci deve essere per forza uno che attacca, dall’altro uno che difende. Puoi avere entrambi che vanno o entrambi che sono fermi e poi hai altri giocatori che vanno a attaccare altri spazi. Quindi la bravura è avere l’equilibrio giusto in campo, sapere che servono dei giocatori per andare a fare male agli avversari e sapere che se tutti andiamo via e svuotiamo la nostra squadra poi diventiamo molto molto fragili. E non è questa la partita migliore per poterlo fare”.
L’Inter l’anno scorso è stata una delle squadre che ha segnato di più sui calci d’angolo e quest’anno sembra seguire lo stesso trend: “Proviamo sempre, tutte le settimane abbiamo lo spazio riservato a queste situazioni perché poi battendo sempre provi a alzare il tuo livello. Questa è una squadra che ha calciatori molto importanti e quello è già un ottimo plus. E poi ha degli ottimi saltatori, quindi determina tanto sulle palle inattive. Noi dobbiamo essere bravi ad alzare le antenne e a mettere rimedi giusti per queste situazioni. Abbiamo tante cose da fare, ci sono tante informazioni di cui siamo a conoscenza e poi la bravura sarà riuscire a metterle in pratica e provare a tenere testa a questo avversario sicuramente molto forte”.
Matic ha già le chiavi del centrocampo. “Matic è un giocatore fuori categoria per il nostro livello ma quello penso sia sotto gli occhi di tutti. È una persona comunque con grandi valori che è importante anche per i tanti ragazzi che abbiamo all’interno perché sa stimolarli e sa stuzzicarli nei modi giusti. È arrivato con grande umiltà. Con la sua personalità sicuramente ci sta dando una grandissima mano e mi auguro che ce la continui a dare”.
Candè ha giocato poco. Perché? “Per nessuno c’è un motivo differente da quello tecnico-tattico. Sono ragazzi bravi così come ho a disposizione anche a centrocampo Lipani, Iannoni e Boloca che sono dei ragazzi e che possono fare le partite e faranno partite – senza dimenticare ovviamente Thorstvedt rispetto a quelli che già stanno giocando. In tutti i ruoli abbiamo chi sta giocando e chi sta dietro in attesa. La bravura è sapersi far trovare pronti nei momenti in cui vengono chiamati in causa perché comunque sicuramente tutti verranno chiamati in causa per dare il proprio contributo al raggiungimento di questo obiettivo”.
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