venerdì , 5 Dicembre 2025
foto: sassuolocalcio.it

Como-Sassuolo 2-0: c’è un matrimonio che non s’ha da fare

articolo di Mattia Campagna

La 13° giornata si è aperta con un nuovo scontro in panchina tra campioni del mondo, Italia 2006 vs Spagna 2010, decretando la vittoria del Como per 2-0. Erano entrambe in una location con vista sulla qualificazione alle coppe europee e per entrambe la serata avrebbe potuto definire se i sogni possono avere concretezza o sono solo velleità.

Su quell’altro ramo del lago di Como, nello stadio Sinigaglia, va in scena una versione alternativa de “I Promessi Sposi”, in cui, al matrimonio tra l’Europa e il Sassuolo, si oppongono Fabregas, nelle vesti di Don Rodrigo, e i suoi “bravi”. I lariani impongono sin da subito il loro gioco, dominando il possesso palla, con manovre ordinate e fraseggi rapidi, sfruttando la verticalizzazione del solito Nico Paz e gli inserimenti di Perrone e Moreno.

D’altra parte, non può dirsi che i ragazzi di Grosso si siano fatti sorprendere, ma anzi sembravano più che pronti ad affrontare una partita di attesa e ripartenza, provando a sorprendere gli avversari, sfruttando gli spazi lasciati alle spalle dai comaschi attraverso verticalizzazioni immediate, in particolare dal lato occupato da Laurienté e Doig.

Quello che forse è pesato sulla partita dei nero-verdi è proprio la leggerezza su quella fascia sinistra: nei suoi interpreti è a tutti gli effetti l’arma in più del Sassuolo e, quando in giornata, è in grado di mettere in difficoltà, per velocità e qualità delle giocate, qualunque difesa del campionato, ma nella serata di ieri è sembrato carente in cattiveria e determinazione. Dal punto di vista difensivo non può dirsi che la partita dei ragazzi di Grosso non sia stata precisa e attenta, propria di chi era pronto ad eseguire lo spartito, e tanto è confermato dal fatto che il gol di Douvikas arriva da palla inattiva e da una situazione in area piccola apparsa almeno in parte fortuita (con Muric che interviene istintivamente, non resta in piedi e cade giù sul primo movimento, in copertura della palla, dell’attaccante).

Centrato e concentrato è apparso ovviamente anche il Como: Don Fabregas ha il suo Innominato, Nico Paz, che, come un potente signore del calcio, illumina il campo con giocate in grado di richiamare la Divina provvidenza. Banale che sia, non può non sottolinearsi il gesto tecnico al 39simo minuto del primo tempo sul campanile alzato in area da Jesus Rodriguez: una rovesciata appena dopo il limite dell’area per coordinazione, estetica, tecnica ed efficacia a dir poco celestiale, a cui, fortunatamente, Muric rimedia, impedendo all’argentino di diventare la nuova copertina dell’album Panini. Sempre dai piedi del 10 comasco, al 53′ parte il lancio filtrante per Alberto Moreno che insacca firmando il 2-0.

Il Sassuolo, come in tutta la partita, non si lascia comunque abbattere, ma non riesce a reagire; le occasioni del secondo tempo mancano di quella convinzione e di quella concretezza (forse anche di un po’ di malizia) che avevano portato a recuperare la partita nella scorsa giornata. Il Como, invece, amministra la partita, senza, ad essere onesti, impensierire la difesa nero-verde, se non in occasione dei gol, come evidenziato correttamente anche da Grosso nel post-partita.

In questa versione alternativa del romanzo di Manzoni, l’eurozona come Lucia scappa ma, anziché dalle mani di Don Rodrigo, dal cuore e dai sogni dei sassolesi. Anche in una notte amara, non può comunque dimenticarsi che si parla di una squadra neopromossa che sta facendo vivere al popolo nero-verde una stagione da favola, in cui è possibile ancora lottare per il lato sinistro della classifica. Don Fabregas, i suoi “bravi”, l’Innominato Paz, dopo ieri sera abbracciano le vette della Serie A e (almeno per il momento) ci dicono che il matrimonio tra il Sassuolo e l’Europa “non s’ha da fare”.

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